• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

“La gestione della barbarie”

di Alberto Pasolini Zanelli | 26 Aprile 2015

Secondo Abu Bakr Naji, uno dei teorici di Al Qaida, non esistono “dittatori da combattere” né regimi da migliorare: solo infedeli da distruggere. In primo luogo i cristiani.

Due ondate “nuove” emergono dall’antico bollore integrale del Mediterraneo. Non è proprio il termine più adatto per definirle, perché sono antiche di secoli. Ma negli ultimi decenni sono diventate ancora più rovinose, minacciose e angosciose. Sta accadendo con due fenomeni più evidenti che mai nella Storia ormai lunga di quest’epoca incompresa che si continua a chiamare Primavera Araba. La deflagrazione è anche nella fuga delle popolazioni, accelerata dal panico, con mille porte d’uscita e mille scogli di ingresso negato. Sta battendo in questi giorni tutti i suoi record di sangue, centinaia in spazi di ventiquattro ore. Si discute sul da farsi, che è poco ma perlomeno è razionalmente concepibile e universalmente riconosciuto, comprese le sue connessioni con un mondo che sembra un altro, percorso da una diplomazia che consiste soprattutto in scambi di ultimatum e di segni di intervento con cause e frontiere da apostoli del terrore.

Il secondo fenomeno, quello di cui si parla meno e di cui ci si dovrebbe occupare con maggiore urgenza, ha invece un bersaglio preciso: i cristiani. La sarabanda “mediorientale” li aveva coinvolti da tempo, ma le loro peripezie si confondevano nelle convulsioni di tre continenti. Adesso i suoi contorni si disegnano ancora più chiaramente degli altri. Nell’era del Grande Disordine emergono forse per caso episodi come l’esecuzione di quei ventotto fedeli etiopi – e dunque copti – assassinati in Libia sulla “base” di una vera e propria sentenza e dalla proclamazione di un “principio”: perché Cristiani. Un verdetto e un principio “firmati” da uno stratega del terrore in quello che è una diagnosi e un programma: “L’Occidente non ha l’energia per una lotta prolungata, neanche l’America, estremo bastione degli Infedeli”. L’unico vero ostacolo sulla via dell’istituzione del dominio di Allah sul mondo intero è costituito da quei musulmani che si concedono delle debolezze e che invece dovrebbero condurre la Jihad con il massimo della forza e della violenza. L’autore di questo “manifesto” ha anche un nome Abu Bakr Naji, uno dei teorici di Al Qaida. Egli lascia in eredità una vera e propria guida dal titolo “Edarat al-Wahsh”,  e nel testo si riferisce agli attentatori di Parigi, negli Stati Uniti, in Canada, a Londra, in Irak e in Siria, in Nigeria. Non parla di “dittatori da combattere” né di regimi da migliorare: solo di infedeli da distruggere. In primo luogo i cristiani.

Che hanno una caratteristica peculiare che li distingue dagli altri infedeli e naturalmente dagli adepti di altre sette islamiche: l’adesione allo Stato. Agli Stati. La religione più universale della Terra consente, a differenza di altre, la lealtà terrena fra cittadini e fra sudditi e regnanti. Non rivendica il monopolio dell’appartenenza. Lo dimostra anche la Storia di questi anni terribili in cui cristiani e “laici” che vivono a distanza continuano a pensare in positivo come una “primavera”. In termini laici questa si chiama lealtà. Quei copti “eliminati” in Libia non si consideravano elementi estranei alla loro patria e neppure nell’emigrazione, nella diaspora europea come in quella nelle terre dell’Islam. Così come non si sentono gli egiziani che sono una minoranza dell’Egitto islamico ma non una “minoranza” di identità. Si proclamano da sempre “egiziani e patrioti”. Il nuovo detentore del potere al Cairo, il generale Sisi, glielo ha nuovamente attestato. È stato il primo a visitare la cattedrale a porgere le condoglianze. Da altre “patrie” in cui erano assai più numerosi i cristiani erano stati scacciati negli ultimi tempi dalle persecuzioni e dalle convulsioni fra i “padroni di casa”. Dalla Siria se ne sono andati 450mila dall’inizio della guerra civile che l’Occidente aveva annunciato come una sua vittoria. In Irak ce n’erano un milione e mezzo al momento in cui arrivò la “guerra americana” contro Saddam Hussein. Nel Libano i cristiani erano addirittura la maggioranza. In Palestina, dove il cristianesimo è nato, i cristiani si sono sempre sentiti e definiti Palestinesi e non una minoranza di ospiti. Una particolarità che va ricordata per definire meglio il loro ruolo e dunque i pericoli insiti nel giudizio diffuso in Occidente, secondo cui la tragedia mediorientale sarebbe anche o soprattutto una conseguenza della creazione di Stati nazionali artificiali e fragili. Lo erano, ma la “liberazione” dagli Stati è un’ulteriore causa di fragilità e rischio.

Pubblicato in : Primo piano

Info Alberto Pasolini Zanelli

Alberto Pasolini Zanelli, giornalista e scrittore da anni residente a Washington.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Cedere al ricatto di Zelensky significa trovarsi in casa 100 milioni di migranti 
  • Luca Bagatin su Cedere al ricatto di Zelensky significa trovarsi in casa 100 milioni di migranti 
  • Fabio Maiorano su Il Miracolo di San Gennaro: quando il giornalismo diventa superstizione
  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti