Ci sono Paesi nei quali la democrazia, formalmente vigente, viene vanificata da pesanti condizionamenti, spesso violenti, degli elettori. In Italia lo svuotamento avviene attraverso due stratagemmi.
In Veneto c’è chi vorrebbe cambiare la legge elettorale in vista delle prossime elezioni regionali. Non è uno scherzo: tra due mesi ci saranno le elezioni e qualcuno si sta adoprando per modificare le regole del voto, introducendo il ballottaggio. A tal fine si stanno adoprando gli amici del sindaco leghista di Verona, Flavio Tosi (in rotta con il suo partito) ed il PD. Hanno un interesse in comune: il ballottaggio darebbe speranze di vittoria, dunque propellente elettorale, agli uni e all’altri nei confronti del presidente uscente, Luca Zaia. Insomma: per il PD il ballottaggio rimetterebbe in gioco, al secondo turno, Alessandra Moretti, indietro nei sondaggi. Per il sindaco di Verona si tratterebbe di un espediente per rendere meno velleitaria la sua corsa.
Modificare secondo convenienza i sistemi elettorali è una costante di tutti gli ultimi venti anni (quelli della cosiddetta seconda repubblica). E ne sono stati artefici e complici tutti i partiti, ad ogni livello. Pensalibero lo ha sottolineato con una costanza martellante: se il Porcellum è opera del centrodestra (con l’acquiescenza del centrosinistra), il modello era stata la legge elettorale della Toscana concordata col bilancino tra centrosinistra e Denis Verdini, plenipotenziario di Berlusconi in quella regione.
Ci sono Paesi nei quali la democrazia, formalmente vigente, viene vanificata da pesanti condizionamenti, spesso violenti, degli elettori. In Italia lo svuotamento avviene attraverso due stratagemmi. Il primo, come abbiamo visto, sono le leggi elettorali “ad partitum”. Il secondo, la soppressione della democrazia interna ai partiti. Se Berlusconi è formalmente e materialmente il padrone di Forza Italia, Renzi può impunemente “concedere” spazi di discussione alle minoranze del PD, premettendo che comunque andrà avanti senza modificare una virgola delle sue proposte. Ed è difficile perciò che il dibattito possa risultare qualcosa di più che una magra concessione alla platea.
Senza democrazia, si capisce che i partiti vengano quotidianamente descritti in sofferenza e sull’orlo di una scissione prossima ventura: Bersani, Fassina e Civati nel PD, Fitto in Forza Italia, Tosi nella Lega, l’esodo ininterrotto di parlamentari dal Movimento 5 Stelle.
Oggi perciò le riforme della Costituzione e della legge elettorale in discussione nel Parlamento rappresentano il punto di arrivo di un processo di degenerazione della democrazia italiana. Anche se le probabilità di sovvertire l’esito del processo sono purtroppo limitate, tutte le persone che hanno a cuore i valori e il modello dello Stato di diritto e della democrazia liberale devono opporsi e fare sentire la loro voce. Dietro l’angolo non c’è la dittatura o lo Stato di polizia come pure abbiamo sperimentato. C’è una democrazia pesantemente condizionata attraverso strumenti più sottili. E che, ferme restando le regole che si vogliono imporre, renderebbe persino inutile il ricambio degli uomini.

Sul clima putiniano, antidemocratico e cretino che si è installato in Italia, faccio notare la scandalosa riforma della scuola, per la quale la moglie (favorita) dell’abusivo di Palazzo Chigi, la moglie dell’abusivo, esulta! A lei una lettrice del Coriere dedica questa risposta, che sottoscrivo avendo in famiglia persone che insegnano e la pensano allo stesso modo.
“Da collega a collega: abbia la decenza di tacere. I precari saranno assunti (forse) grazie ad una sentenza della Corte Europea, non certo grazie al maritino suo. E i presidi/padroni sono un’aberrazione!!!!!!! nelle scuole sarà come nel privato, una sola graduatoria: quella dei leccapiedi”.
Purtroppo l’Italia è messa malissimo, fra questi ministri incompetenti che distruggono il lavoro e i settori, tra una Lega che rispolvera slogan fascisti, stupidi perché persino la Le Pen con la quale dicono di avere un’affinità, evita di farli, un Berlusconi rimbecillito e abbacinato dalla gioventu’ femminile, e un Renzi col tic del dittatore di serie B, siete proprio messi malino.
No! Putin c’entra eccome, l’inquilino ABUSIVO sta smantellando Costituzione e ora si appresta a rovinare scuola e Rai senza aver neanche avuto il voto dei cittadini, quindi la foto di Putin calza a pennello, solo che il voto in Russia è ovviamente pilotato, cosa che accadrà anche in Italia per la smania patologica del potere.
Tutto vero, ma Putin in foto c’entra ben poco. In questi venti anni ha risollevato il suo popolo dal disastro dimostrando che i suoi interessi coincidono con quelli dei russi. Questi invece da traditori criminali da anni stanno svendendo ogni briciola di sovranità popolare per regalarla alle peggiori oligarchie nazionali e sovranazionali.
Caro
Nicola Caraglia non seguo bene il tuo filo logico sei contro la riforma costituzionale sei contro la riforma della Rai (pensa quanto e’ costata in termini di risorse l’azienda Rai quanti sprecHi ci sono stati e continuano ad oggi ad esserci mentre molti operai vivono con euro 1200) , per quanto riguarda la vita dei partiti posso dirti che in giovane eta feci parte del PRI a Firenze in direzione provinciale si affrontavono gli argomenti posti all’ordine del giorno ognuno esprimeva la sua opinione e poi si decideva difficilmente eravamo tutti d’accordo ma la decisione della maggioranza veniva rispettata anche dalla miniranza questa credo sia democrazia ( non e’ detto che una decisione presa a maggioranza come diceva Spadolini sia sempre quella giusta ma delle regole ci devvono essere in caso contrario tutto si blocca) Il referendum lascera’ ai cittadini decidere se la riforma costituzionale approvata dal parlamento vada bene oppure no .
cordiali saluti
mario
Comunque Nicola, non potevi sceglier migliore foto, il Nostro non eletto sta scardinando lo stato, senza che nessuno batta ciglio, roba grave, ma pare che siate tutti anestetizzati e non ve ne rendiate neanche piu conto.
Caro Nicola, io penso che il prossimo inquilino di Palazzo Chigi sarà ancora l’attuale, perciò desidero continuare a parlare di lui. Nessun segnale indica che l’individuo in questione possa essere sloggiato. Quel che si teme è già accaduto senza colpo ferire.
Caro Marzio,
vedo che desideri che continuiamo a discutere di Renzi. Lo farei se non lo ritenessi fuorviante. Renzi, lo vedi, fa quello che faceva Berlusconi. Ed io, mettendo l’accento sulla ignavia degli italiani e sulle degenerazioni progressive dell’intero sistema, vorrei segnalare il rischio che il prossimo potrebbe fare come Renzi.
Caro Paolo,
nella risposta mia a Marzio c’è la condivisione di quanto scrivi tu: la degenerazione della democrazia a rito vuoto e formale. Che rende persino inutile il ricambio degli uomini. E sai che c’è di nuovo? Che ci può salvare solo Alfano. Lui è la controassicurazione di Renzi per imporre le oscene modifiche costituzionali ed elettorali. Mica penserai che Berlusconi lo corteggi per i voti che può portare alle prossime elezioni? Lo corteggia perchè potrebbe, oggi, togliere voti in Senato in grado di fare naufragare le cosidette riforme. E, se lo facesse, accenderei ceri persino ad Alfano…..
Mi soffermo sulla tua ultima frase Nicola, il ricambio delle persone sarà inutile, questa nuova dittatura democratica ne azzera di fatto il significato.
Caro Nicola, l’individuo di Palazzo Chigi, l’innominabile non ha mai nascosto il suo progetto sciagurato di portare in Italia il modello partitico all’americana, partiti che si ritrovano due anni prima delle elezioni e poi vanno in letargo, i cosiddetti partiti d’opinione senza ideologia. L’incubo degli “states” è il baratro dei nuovi cattoliberalcomunisti, un coacervo di atteggiamenti e velleità al cui confronto i vecchi cattocomunisti erano esempi di coerenza. Vedi bene che Nardella il violinista, farebbe carte false perché un tappeto volante trasportasse Firenze a diventare un quartiere di New York, e poco fa ho intravisto appena sul terzo canale Rai, che stasera sarà trasmessa una stupidaggine inedita in contemporanea con gli ” states”. Ben comprendi lo squallore che si nasconde in tutto questo, squallore di cui l’individuo di Palazzo Chigi è portatore. Anche se il personaggio fa dell’ambiguità e protervia il suo stile, com’è possibile non averne riconosciuto il bagaglio, com’è possibile aver confuso tra pragmatismo e integralismo cattolico, e stupirsi ora se l’antico sfaldamento della forma partito italiana trova il suo modello attuativo nella generazione di jasager alla corte di Palazzo Chigi? Il nuovo è vecchissimo, credimi.