La giudice che nega a Berlusconi spiegazioni ed il prefetto che “candida al suicidio” le mamme ignare dei figli drogati conseguenza della eccessiva esposizione e spia di una situazione da rimettere sui giusti binari.

Scena numero due, ad una conferenza stampa a Perugia, sulla droga. Presente con altre alte autorità, prende la parola il prefetto di Perugia Antonio Reppucci: «Se una madre non si accorge che il figlio si droga ha fallito, si deve solo suicidare»
Premetto: quasi tutti i magistrati che ho conosciuto in vita mia, e sono tanti, si rivolgono ai testimoni, agli imputati e a tutti gli interlocutori con esemplare educazione ed i prefetti sono quasi tutti consapevoli della sobrietà indispensabile al loro ufficio. Eppure non possiamo non dirci preoccupati per due scivolate così ravvicinate e per quella che individuiamo come una delle cause.
Il fatto è che la burocrazia del nostro Stato, in primo luogo la Magistratura, si è trovata ad essere l’unico vero potere in Italia per due circostanze. In primo luogo per il crollo di una intera classe politica e di governo in seguito alle inchieste di Tangentopoli. Venne a determinarsi il vuoto ed i burocrati lo occuparono. Con la cosiddetta “seconda repubblica”, una nuova classe politica si affacciò al potere. Ma talmente insulsa e priva di cultura di governo, che i burocrati continuarono a spadroneggiare. Spesso conquistandosi la riconoscenza della nuova, improbabile classe di governo offrendole i propri non disinteressati servigi e non di rado condividendone le nefandezze.
Questa occupazione di un ruolo non proprio e la conseguente esposizione, soprattutto mediatica, sono da un lato la spiegazione degli incredibili atteggiamenti della signora giudice Ceppaluni e del signor prefetto Reppucci. Dall’altro lato rappresentano la spia di una situazione da rimettere nei giusti binari.
Anche il governo Renzi, come tutti quelli che lo hanno preceduto, ha preannunciato una rapida riforma della burocrazia. Si impone per mille motivi, fra i quali, oggi, il principale riguarda l’economia e la sua ripresa.
Ma nessuna riforma della burocrazia potrà avere effetto se non sarà accompagnata dal recupero forte di prestigio e di effettivo potere da parte della politica.
E qui, per l’attuale governo, ma anche per quella parte di opposizione che ha deciso di accompagnarne il percorso riformatore, stanno le dolenti note. Non basta l’immagine di un uomo forte e solo al comando per restituire prestigio alla politica tutta. E le proposte pasticciate sul Senato, accompagnate da una riforma elettorale destinata a darci Deputati ancora una volta non eletti ma nominati dall’alto, sono destinate a togliere ulteriormente prestigio, non a restituirlo ai nostri parlamentari.
Si invoca la fine del “bicameralismo perfetto” ed il rafforzamento del governo. Giusto. Ma ad un Governo forte deve corrispondere un Parlamento altrettanto forte. Altrimenti avremo non una dittatura (che certo i promotori delle riforme non vogliono); avremo qualcosa di anche peggio: una forma di autoritarismo burocratico, le cui avvisaglie già si avvertono tutte le volte che entriamo in contatto con gli apparati della pubblica amministrazione.

Non si faccia questioni di dialetto…nessuno ricorda il bell’ intervento di quel Prefetto che stoppò il povero prete anticamorra con la scusa dell’omissione del “signora” , evidentemente per non farlo parlare della terra dei fuochi ? Non mi pare che alcun prode giudice lo abbia indagato…
Le parole del prefetto sono da condannare, ma chi frequenta e conosce il dialetto napoletano, sa che questo modo di dire, infelice per il prefetto, è proprio un’abitudine linguistica. Il napoletano spesso si dimentica di mettere in secondo piano le abitudini.
E aggiungo che il 70% di gradimento raggiunto da Renzi è un’occasione unica e magnifica per capire un popolo sempre in cerca di pontefici della politica.
Caro NIcola, ti ringrazio per aver citato le mie parole che non richiedono grande acume ad essere pensate, ma solo un po’ di sensibilità estetica applicata ai segnali che vengono dalla società, sensibilità estetica da non confondersi col Pitti Uomo inseguito da Renzi. Quindi non sarò certo in dissenso, permettimi però un più di severità sulla questione dell’incauto prefetto Reppucci, il quale ha certamente sbarrocciato. Ma che dire di un capo di governo trentanovenne che non perde occasione per ergersi a cattolica guida della pubblica moralità in gara con l’affannato Alfano? Non molti giorni fa rispondendo all’altro incauto MIneo, ma già essere costretti a chiamare la sincerità mancanza di cautela la dice lunga sulla greve cappa che sta calando sull’Italia, Renzi ammonì il reprobo a lasciare i bambini autistici fuori dalla mischia politica, operando un furbo e ipocrita salto logico per travisare le parole dello stesso Mineo. L’altro ieri invece il giovine eroe di Palazzo Chigi ha sfruttato la brutale e maleducata sincerità del prefetto Reppucci, ma tutti noi nel nostro intimo giudichiamo indegni genitori che non si accorgono del figlio drogato, per imbastire insieme ad Alfano un processo mediatico e moralistico contro il povero prefetto, la cui vera colpa è aver messo in dubbio la probità di ruolo di tante italiche mamme e babbi. Sia mai una simile verità, mentre la lastra tombale cattolica cala su di noi. Perfettamente d’accordo con te sulle ragione che hanno portato la burocrazia dello stato a queste miserie, rilevo pure quanto sia terribile scoprire di essere governati da un vecchio di trentanove anni, vecchio nell’imprinting di un cattolicesimo politico riverniciato ma immobile e sacramentale, vecchio nell’emotività e quindi politicamente vecchio, nonostante saltelli, risate, furbizie da futuro inquilino del Quirinale alla francese, e tanta parlantina con la miccia sempre intonata alla standing ovation.
Caro Nicola,
Perchè sporchi i nazionalsocialisti, movimento degno di considerazione, coi fascisti che da voi Tagliani regnano indisturbati?
Presto noi Veneti ce ne andremo come gli Ebrei dall’Egitto, cui siamo accomunati da legami di sangue sin dal 600 dopo Cristo.
Infatti, dopo che questi erano rimasti per 500 anni in Roma appartati, dagli esami genetici risulta, che vennero mandati, forse per estrema difesa da noi, dove si unirono.
Questo forse ti chiarisce perchè noi Veneti, siamo diversi e per Mille anni regnammo indisturbati unici democratici nel Mondo e se un fascismo era da noi perdonabile, ora al suo perdurare diciamo basta!
Matteo ci ha provato con baldanza, alla Leopolda ha iniziato un percorso democratico ammirevole e i suoi libri, sulla copia di Obama almeno erano leggibili, ma alle prime sconfitte su questo percorso, non ha saputo resistere alle lusinghe delle scorciatoie di regime.
Così invece di essere rimasto tra noi che lo avevamo invitato, anche pubblicamente su questo giornale, motore di cambiamento verso una open source everything, croud sourcing society ( chi non capisce lo ordini su Amazon) si è trasformato in una zavorra fascista, pronto a fare affari con Repubblica e Berlusconi.
Basta, noi Veneti siamo stanchi di avere come compagni d’armi degli inetti quando il futuro dell’umanità è sull’orlo della fine, presto la Taglia Renziana, rimasta ferma al primo passo del guado, non saprà più cosa fare tra un USA che lotta tra Imperialismo e open society e un Russia in cui Centralismo e mafie sub stataliste si combattono; perderete la testa e diventerete pazzi, quando invece il Veneto aprirà le sue vele al cambiamento