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Maidan: la democrazia vive nella piazza

di Enrico Martelloni | 8 Giugno 2014

Piazza Maidan ha creato un nuovo fronte, molto delicato, sia per la giovane democrazia ucraina, sia per le conseguenze internazionali. L’impegno di Maidan è la volontà di ottenere per la popolazione, libertà di movimento in occidente, scambio economico e di conoscenza con gli altri paesi europei.

piazzamaidanMaidan, la piazza di Kiev è come l’agorà greca, e rappresenta la democrazia. Resterà occupata da uomini e donne per vigilare, per controllare la politica e i politici. Maidan, o come mi piace scrivere: piazza Maidan, senza curarmi troppo della tautologia, è diventato lo strumento di controllo della politica in ucraina. E’ la causa dell’invasione russa, che attraverso l’ambiguità linguistica e più di trecento anni di dominio, ne ha occupato oggi una parte ed un’altra tenta di occuparla con mercenari ed armi. La Russia non ha saputo con la politica proporre una ben che minima proposta alternativa alla voce di Maidan. Si è resa subdolamente colpevole ed introdotto un modo violento di riconquista. Giusta la risposta ucraina che difende la sua autodeterminazione a scegliere il proprio futuro con libere elezioni e con la risposta armata. La Russia ha accampato finte pretese, come Hitler ai tempi dei Sudati nel marzo del 1938. Ugualmente la Crimea ed ora la zona Donetsk Donbass sta subendo da Putin, la medesima situazione. Maidan ha cercato una nuova strada per la gente che ha bisogno di credere nel futuro e nel confronto con gli altri popoli. E’ la forza di chi ha risorse e pone l’impegno di trovare lavoro e dignità. Putin non ha potuto rispondere alle domande concrete della gente. Gli è sfuggito la possibilità di riunire l’Ucraina al suo impero per mano di Yanukovich che ha sfinitoli paese. Piazza Maidan ha creato un nuovo fronte, molto delicato, sia per la giovane democrazia ucraina, sia per le conseguenze internazionali. L’impegno di Maidan è la volontà di ottenere per la popolazione, libertà di movimento in occidente, scambio economico e di conoscenza con gli altri paesi europei, di lotta alla corruzione che ha devastato tutti i livelli amministrativi dello Stato, di poter rilanciare l’operosità ucraina che ha sempre caratterizzato il suo popolo, vittorioso nella seconda guerra mondiale, dove uno su tre nell’armata rossa era ucraino. La conseguenza interna dell’opera svolta dalla popolazione scesa in Piazza Maidan al gelo dei meno 20 fino ad oggi, è stata la cacciata di Yanukovich e del suo gruppo, ma anche di controllare quello attuale di Poroshenko eletto pochi giorni fa. L’idea di Maidan è pragmatica e semplice. L’Ucraina deve guardare verso l’Europa. Per secoli Kiev ha visto Mosca come unica possibilità di sicurezza. Finita l’ideologia comunista, fallita, implosa in Russia fino a creare una dittatura repressiva guidata da Putin, oggi l’Ucraina deve fare i conti con una gestione del proprio futuro compromessa dall’inefficienza complessiva di tutte le fonti produttive e amministrative. L’effetto è stata la progressiva povertà diffusa su tutto il territorio. Inizia grazie alla piazza, consapevole del proprio futuro che non deroga, ma con forza e convinzione porta all’emancipazione nazionale, un nuovo e difficile viaggio. Attraverso questo percorso, se Piazza Maidan riuscirà a guidare il paese, sarà ricompensata da se stessa per le scelte fatte, cogliendo i frutti di un così impegnativo cambiamento.

Pubblicato in : Primo piano

Info Enrico Martelloni

Fiorentino di nascita ma senese d’adozione, disegna su qualsiasi elemento gli capiti in mano, passando da una vignetta pungente ed irridente ad un ritratto del proprio interlocutore con estrema naturalezza. Nasconde una profonda sensibilità ai temi ucraini, ben raccontati su questo sito.

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