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Fiera Smau, Satira (per) Marino automatizzata usabile

di Giuseppe Mele | 6 Aprile 2014

L’Anci è la giusta cornice per questa danza battezzata da un uomo innovativo come Fassino che ultimamente ha deciso di lasciar perdere Ancitel e affidare tutto alla toscana Ancinnovazione.

Elezioni Roma - Conferenza stampa di Ignazio MarinoSi è conclusa la V° edizione di Smau Roma e non si parla dell’affluenza per non ingrigire gli animi. L’anno scorso stava a 5mila visitatori, meno del 10% dell’edizione principale milanese. Nel frattempo i call center come Almaviva e Teleperfomance se ne sono andati, il distretto dell’Ict e dell’audiovisivo romano agonizza, per non parlare di quello di Rieti. Per il resto imperversano i Celli e gli Abete, le cui fortune personali sono andate di pari passo in crescendo sul tramonto di pezzi di telefonia e di Cinecittà. Il giorno d’apertura dello Smau combaciava con quello di una manifestazione di lavoratori davanti al Mibac. Nelle stanze ministeriali si mormorava: questi ingrati, dopo che abbiamo dato 11 milioni a La grande bellezza. Lo Smau, già  Salone del mobile aziendale e dell’office automation, negli ultimi anni si è concentrato sulle attività delle piccole e medie imprese, poiché i colossi del settore, tra processi e debiti, barcollano, La versione capitolina, dai tempi di Smau Mediterraneo del 2000, ormai si avvia a fondersi con Forum Pa (ex  Fiera della casa) che può contare, misteriosa passerella di carriere interne alla dirigenza pubblica, sulla sponsorizzazione di tutti i Barca e le Barca del mondo e sui crediti formativi distribuiti a piene mani. Lo Smau a Roma ci deve arrivare, almeno per non perdere contatto con tutto il Sud e oltre. Il meccanismo dei Venture Capital, investimenti privati sulle nuove società tecnologiche startup dalla Treviso di H Farm di Donadon infatti finisce appunto a Roma al LuissenLabs, al secondo piano della Stazione Termini, dove primeggiano le assemblee di migliaia e migliaia di giovani programmatori gestite dalle ragazze di CodeMotion. Nemmeno De Laurentis mette un euro su una start up partenopea. Forse un giorno lo farà Maradona. Il Capo di gabinetto del Miur ha parlato di storie fantastiche, ma non alludeva alle Codes, quanto all’Agenzia Digitale che è già in fase di scomparsa. Lo Smau romano, per dovere istitiuzionale si è concentrato sul cliente sicuro, la Pa. L’Osservatorio eGovernment del Politecnico di Milano ha fatturato il pesante lavoro di trovare buoni progetti di eGovernment. Non c’è difficoltà riusarli. Tutti i comuni replicano le stesse cose da anni, poi se le scambiano tra grandi sorrisi, L’Anci è la giusta cornice per questa danza battezzata da un uomo innovativo come Fassino che ultimamente ha deciso di lasciar perdere Ancitel e affidare tutto alla toscana Ancinnovazione che è avanti anni luce almeno rispetto al resto del centrosud. Via ai premi per  Roma Capitale, Asl Viterbo, Enea Smart Village, Ater, Regione Umbria, tra le più matte risate. Il Comune di Roma, che sotto Marino non vede funzionare nemmeno i tabelloni elettronici? Il comune di Roma sempre impegnato a scannerizzare milioni di documenti ? Il comune di Roma che sotto Alemanno si fregiava di Capitale digitale per la promessa di finanziamento privato mai avvenuto per la banda larga? Il comune di Roma che da 20 anni ha una fondazione digitale, dal costo di 2 milioni, di cui non sa cosa farsene, se non alimentare a vita gli accucciati ultimi mohicani rutelliani ? Uno dei software salva continuanente i file su tanti server distribuiti sul pianeta; alla faccia dell fiducia per il lavoro dei consulenti che piano piano stanno riducendo il numero dei data center capitolini come nazionali. Quando avranno finito, la tecnologia sarà cambiata. Premiato anche il Ministero degli esteri forse per l’ampia messaggistca elettronica di consolazione delle mogli dei marò. Sembra che la Farnesina si stia facendo un sistema di messaggistica proprio tra centro e sedi estere. Se si rivolgesse direttamente all’Nsa Usa, risparmierebbe. con tutte le sedi estere. Non ci si crede. Qualunque cosa sia il digitale di domani, a Roma ha solo nemici. Nemici i burocrati che vedono la minaccia di open data e social network. Nemici i lavoratori cui si chiede il doppio dell’impegno senza sold e sotto una videosorveglianza sempre più stringente che è poi il dato tecnologico pregnante delle Smart city. Ancora peggiore l’inimicizia della casta datoriale e professionale degli informatici che disprezzano le società giovanili dele apps su telefonini. La casta informatica, sempre la stessa da 30 anni vuole grandi soldi per grandi progetti presso la Pa. Ambedue le parti sanno che si tratta di soluzioni destinate a non entrare in funzione o a farlo per una quota mimima. Intanto però si lavora. Così il sistema pubblico di connettività prosegue la sua vita, anche se ha funzioni paragonabili ad un qualunque sistema di sharing docs e voip, offerti gratis sulla rete. D’altronde se la Pa avesse veramente creato un solido Voip, gli operatori telefonici avrebbero potuto chiudere. I romani passano quando va tutto bene almeno 4 ore in auto, Se i 60 mila dipendenti pubblici e dintorni, passassero al lavoro mobile, solo con la liberazione degl immnobili e delle spese generali, Marino non dovrebbe chiudere nemmeno una Zetema, Lo Smau queste cose le lascia alle assemblee di programmatori, i nativi digitali che come scrivono gli accademici non capiscono niente di filosofia digitale.

Pubblicato in : Primo piano

Info Giuseppe Mele

Studi tra Bologna, Firenze e Mosca.Già attore negli ’80, giornalista dal 1990, blogger dal 2005. Consulente UE dal 1997. Sindacalista della comunicazione, già membro della commissione sociale Ces e del tavolo Cultura Digitale dell’Agid. Creatore della newsletter Contratt@innovazione dal 2010. Direttore di varie testate cartacee e on line politiche e sindacali. Ha scritto Former Russians (in russo), Letture Nansen di San Pietroburgo 2008, Dal telelavoro al Lavoro mobile, Uil 2011, Digital RenzAkt, Leolibri 2016, Renzaurazione 2018, Smartati, Goware 2020,Covid e angoscia, Solfanelli 2021, Il Male assoluto sullo schermo 2022.

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