Nuove e antiche responsabilità di cittadini e politici locali e nazionali.

In primo luogo, stride fortemente il contrasto anacronistico tra una prospettiva dichiaratamente europea, di consolidamento e sviluppo sul piano dei rapporti internazionali, ed un orizzonte localistico che viceversa appare sempre più arretrato e quindi incerto.
In secondo luogo, la crisi – prima della politica e poi dell’economia in questi anni più recenti – pone un problema serissimo di exit strategy, ovvero di strategia di uscita. Una crisi che, sul piano della politica, è senz’altro crisi di leadership e di rappresentanza. Percepita quasi immediatamente dalla classe dirigente dell’epoca, ma vanamente ed inefficacemente fronteggiata nel corso degli ultimi venti anni circa; fino al tentativo di istituire un nuovo sistema di autonomie locali, di falso cosiddetto federalismo, mediante il conferimento di sempre maggiori deleghe di potere alle autorità locali, significativamente introdotto dal sistema della cosiddetta “legge dei sindaci”. Per certi versi, una stessa crisi che, sul piano viceversa economico e finanziario, dapprima fronteggiata efficacemente con la creazione del sistema monetario dell’Euro, necessita invece ora di nuovi accordi politici, d’integrazione e sviluppo, a livello non solo europeo quanto piuttosto globale.
Terza ed ultima considerazione. Ne è derivato che un sistema, quale quello messo su in questi anni in Italia, non sia stato e, in effetti, non è più sostenibile. Occorre cambiare, per dare una prospettiva concreta di sviluppo e garantire quindi un futuro, non solo alle nuove generazioni già da tempo in affanno. Per fare questo, alcune scelte sono assolutamente prioritarie. In breve, si tratta da un lato di ricostruire a livello individuale e comunitario, con impegno e fatica, un tessuto etico di rapporti sociali; dall’altro, di generare un nuovo patto politico di coesione, in grado di dare forza e valore al territorio nell’ambito di una prospettiva che sia, nel contempo, nazionale, europea e mondiale.
Nel celeberrimo dramma di Samuel Beckett, Aspettando Godot, i protagonisti vivono quotidianamente la propria misera condizione, nell’attesa (che si rivelerà definitivamente vana) che arrivi un certo signor Godot. Parafrasando il testo dell’opera, il signor Godot è sì assente ma, a differenza di quanto pur si dice, domani senz’altro non verrà. Infatti, a differenza di un lontano e recente passato, oggi sappiamo già tutti che non ha alcun senso aspettarlo.

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