Una donna, una vita. Non solo una staffetta partigiana, una giovanissima corrispondente, una giornalista innamorata del proprio lavoro che intervistava i “potenti” della terra e non esitava a contraddirli e provocarli per capire se dicevano la verità.

E’ strano leggere ancora qualcosa di lei che non conoscevo e la nostra conoscenza non è certo recente, ma la rabbia e l’orgoglio dei suoi ultimi libri sono presenti già in “Penelope alla guerra” e da “Interviste con la storia” in poi.
Oriana la donna che molti considerano la più grande giornalista e scrittrice del ‘900 e che amano incondizionatamente è la stessa Oriana che molti altri hanno odiato e tentato di denigrare , fino alla sua morte.
Quella Oriana che davanti allo stupore di qualcuno davanti ai suoi quaranta chili per un metro e sessanta allargava le braccia e, portandosi la sigaretta alla bocca accennava un sorriso dichiarandosi “così poca cosa” è il gigante che si ribella all’imposizione del velo per intervistare Komeini e prosegue la sua intervista senza velo.
Una donna, una vita. Non solo una staffetta partigiana, non solo una giovanissima corrispondente, non solo una giornalista innamorata del proprio lavoro che intervistava i “potenti” della terra e non esitava a contraddirli e provocarli per capire se dicevano la verità. L’abbiamo vista a Venezia nel film di Wajda (splendidamente interpretata da Maria Rosaria Omaggio) scontrarsi e confrontarsi con Walesa e finire per riconoscere la forza delle idee dell’ideatore di Solidarnos’c, ma anche e soprattutto una donna che ha molto amato e molto sofferto.
Una donna che affermava, sapendo quello che diceva “la verità è sempre il contrario di quello che ci viene detto”. Una giornalista che si è sempre battuta perché la verità, quella vera, venisse detta a tutti e per questo non ha esitato di sfidare la morte in Vietnam come corrispondente di guerra.
Una donna che ha sempre lottato con l’ingiustizia , con l’amore, con le incomprensioni, una donna forte che ha perso solo una battaglia, quella con l’”alieno” che si è impadronito del suo corpo, portandola alla morte.
Un libro da leggere lentamente, una riflessione continua su una grande donna che con rabbia, coraggio e orgoglio ha affrontato la vita, una vita che ha sempre amato anche se non è stata da questa riamata con la stessa forza.

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