
Le colombe non hanno voluto rispondere a tono al Presidente del Senato, ex magistrato e nemico convinto di Berlusconi per mantenere il governo Letta detto delle larghe intese.
Certo non depone bene che il Presidente de Senato entri a gamba tesa nel merito della Legge Severino circa la retroattività non manifestamente prevista dalla legge stessa. Il caso di specie è tutto da decidere.
Una decisione meno rigida e onestamente meno politicizzata si aspettava dal Presidente della Repubblica dopo quanto successo per respingere la mozione di sfiducia presentata dai parlamentari Grillini nei confronti del Ministro Cancellieri per il caso Ligresti.
Il Capo dello Stato manifestando tutta la sua solidarietà al Ministro, ha imposto a Renzi, Cuperlo e Civati di annullare i loro giudizi collimanti con la mozione di sfiducia dei Grillini per salvare il Governo e, in particolar modo, il PD che era sull’orlo del baratro politico.
L’altro intervento autoritario del Capo dello Stato è stato convincere Berlusconi a fare un passo indietro, cioè a dimettersi da capo del governo per formarne un altro voluto dalla Merkel.
Ora si conoscono le ragioni di tale operazione. Berlusconi, infatti, non sopportava più il piano Merkel basato sull’austerità e minacciava l’uscita dall’Ue e riprendere la propria sovranità nazionale.
I danni arrecati all’Italia dal Professor Monti sono ben noti e il nostro amato Presidente Napolitano non se ne può uscire senza una parte di responsabilità.
Io socialista Nenniano e dopo Mani Pulite convinto sostenitore di Craxi soffro a vedere la persecuzione giudiziaria all’uomo Berlusconi per buttarlo fuori dalla politica e consegnare il potere legislativo al PD che per la litigiosità interna e anche per volontà popolare difficilmente riuscirà a formare un governo stabile.
In Italia la politica non è confronto d’idee, di programmi per lo sviluppo socio economico del popolo, è solo impegno ad arricchirsi il più possibile per condurre una vita stravagante e presuntuosa. Gli scandali, che ogni giorno aumentano per numero e ferocia, sono la conferma di tale sporca realtà.
Lo spopolamento che avvenne nel Partito Socialista Italiano dopo la condanna di Craxi che si rifugiò in Tunisia non è più il caso strettamente socialista definito vigliaccheria umana.
Oggi, quel fenomeno socialista si è consumato vergognosamente nel PDL con l’aggravante che gli scissionisti sono passati con i nemici esattamente come fece Fini che non si dimise da Presidente della Camera.
Il nuovo partito di centro destra guidato da Alfano, etichettato il Bruto di Cesare, è destinato a fare la fine dell’Italia dei Valori, guidato dal PM di Mani Pulite.
E’ opinione diffusa che se fossero rimasti con Berlusconi estromesso da Parlamento avrebbero preso voti a palate sia per lo sgarbo fatto a Berlusconi dai nemici politici sia per la loro serietà e fede a sostenere per perseguitato politico.
Il governo Letta ha i giorni contati non per il passaggio all’opposizione di Berlusconi, ma per i tirapiedi del PD che non hanno accettato la partecipazione del PDL al governo.
Sono gli stalinisti del PD che vogliono la caduta del governo Letta per togliere il potere dalle mani del NCD di Alfano, che non è stato capace di mantenere la promessa fatta ai cittadini in campagna elettorale sulle riforme sia Istituzionali, sia costituzionali.
Berlusconi è uscito dal Senato per un colpo di stato vero e proprio della sinistra, ma non dalla simpatia e dalla stima di milioni d’Italiani intenzionati al riportarlo di forza a Palazzo Chigi.
In senato non c’è stata la manifestazione di gioia che si aspettava da parte del PD. Evidentemente erano coscienti di aver commesso una vergognosa azione di cui la storia avrà tanto da parlare.

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