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L’Europa ha perso l’anima ma Letta tarda a ritrovare la sua

di Tommaso Sessa | 28 Ottobre 2013

Draghi continua a dire che i tassi non solo rimarranno immutati ma potranno anche scendere. Ad oggi, mentre tutte le altre banche centrali li hanno azzerati, noi continuiamo a mantenerli inalterati.

enricolettaL’euro ieri ha sfiorato quota 1,38 sul dollaro ed è salito ai massimi dal febbraio 2012. Fino a quando Eurolandia e la BCE continueranno ad assistere passivamente alla rivalutazione dell’euro che penalizza le esportazioni, l’occupazione e la crescita dei Paesi europei a cominciare dal nostro? La gente non si rende conto, è distratta dal teatrino di Berlusconi, Renzi, Alfano e ora anche dalle liti per l’elezione della Bindi. I cittadini pensano che una moneta unica forte sia una buona notizia. Non è così, perché l’euro forte ci costa in Europa milioni di posti di lavoro e la moneta forte, in un momento in cui tutti i Paesi europei sono ancora in recessione o a crescita zero o con una bassa crescita, è una cosa che non ha nessuna giustificazione economica. L’euro è sopravvalutato per colpa di una politica miope e suicida voluta dai tedeschi, che continuano con i veti della Bundesbank a paralizzare l’attività della Banca Centrale Europea. Guardare solo alla stabilità dei prezzi e all’inflazione, nel momento in cui questi stanno scendendo da mesi, è pura follia. La BCE ha annunciato da tempo nuove immissioni di liquidità da destinare esclusivamente alle famiglie e alle imprese ma, dopo tanti annunci, non è successo niente. Draghi continua a dire che i tassi non solo rimarranno immutati ma potranno anche scendere. Ad oggi, mentre tutte le altre banche centrali li hanno azzerati, noi continuiamo a mantenerli inalterati. Nei confronti di questa politica suicida nessuno protesta perché nessuno ne parla, perché i popoli pensano che queste questioni non riguardano loro e  sono cose da delegare esclusivamente agli addetti ai lavori. Le forze politiche si dividono su questioni secondarie e non affrontano mai una delle cause fondamentali della crisi. Se il PD e il PDL continueranno nella politica dello struzzo, mettendo la testa sotto la sabbia, sono destinati ad una definitiva disgregazione mentre stanno ancora discutendo se scegliere una legge elettorale maggioritaria, per rafforzare il bipolarismo, o approvare la legge elettorale proporzionale con cui si prenda atto che il bipolarismo è finito. Si va determinando un vuoto politico e non si vede ancora chi possa riempirlo. Visto che la prima regola della politica è chiedersi sempre qual è l’alternativa dobbiamo constatare che l’alternativa non c’è perché questa si forma intorno a proposte, a programmi e a contenuti alternativi. Siamo in una situazione in cui nessuno propone niente perché nessuno affronta le cause, tutti guardano i sintomi della malattia e propongono cure inadeguate. L’Europa, così com’è, non può più andare avanti: o si riformano profondamente le sue istituzioni, le sue regole e i suoi Trattati o si rischia che tutta la costruzione europea vada in frantumi. Assistiamo alla inadeguatezza dei governi nazionali che non guardano alla globalizzazione e alla costruzione di un’Europa federale e ragionano ancora secondo i canoni, ormai superati, del XIX e del XX secolo. La Merkel ha proposto, nei giorni scorsi, un rafforzamento della Commissione e tutti, come tanti imbecilli, hanno detto “va bene”. Un Continente che dice di essere una Unione e non è in grado di gestire una politica economica comune, la sua moneta, impone solo parametri e coefficienti e non sa tutelare i propri confini è destinato ad un rapido declino e a soccombere nella grande guerra della globalizzazione. Perché, se qualcuno non ha ancora capito, siamo nel bel mezzo della terza guerra mondiale combattuta non con bombe e cannoni ma con provvedimenti protezionistici e con tassi di cambio manipolati e in tutto questo l’Europa è completamente impotente.

Pubblicato in : Primo piano

Info Tommaso Sessa

Presidente nazionale di Risalire Italia

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