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Elezione diretta e doppio mandato…ma vale solo per i sindaci

di Cesare Mannucci | 28 Aprile 2013

La “leggina” si applica solo al sindaco e al presidente della provincia, per cui vicesindaci, assessori comunali, provinciali e consiglieri del Comune e della Provincia possono rimanere in carica (ovviamente se rieletti) per infinite volte.

SEGGI ELEZIONI POLITICHEStop ai politici di professione, un ricambio generazionale per liberare le stanze del potere dallo stretto “abbraccio” della politica abbarbicata al palazzo. Un’esigenza che si fa sentire sempre più forte in queste ultime settimane e mesi, resa ancora più impellente e drammatica sia dalla crisi economica che attanaglia il Paese, sia dal triste spettacolo messo in scena dalla classe politica in toto sulla quale poi si sono abbattute le pesanti picconate via web e nelle piazze gremite da imponenti folle accorse ad ascoltare le dure “catilinarie” rivolte da Grillo contro la casta parlamentare rea di aver messo colpevolmente in ginocchio l’Italia. Ma non solo:  riecheggiano ancora nell’aria anche i roventi e tuonanti colpi di cannone che nella prima metà degli anni Novanta, tra l’inneggiare urlante delle folle e il maglio implacabile di buona parte delle Procure italiane, pezzo dopo pezzo, “smantellava” le stanze dei bottoni dei potentati della prima Repubblica. E proprio in quei giorni sull’incalzante azione dei magistrati l’ex parlamentare democristiano Mariotto Segni (primogenito dell’ex presidente della Repubblica ed ex primo ministro Antonio Segni) varava la legge 81/93 per l’elezione diretta del sindaco e del presidente della Provincia, con lo sbarramento del doppio mandato consecutivo. Doveva essere il primo passo per arrivare all’elezione a suffragio universale, prima del premier e poi del sommo inquilino del Quirinale. Ebbri di quel primo risultato nel giugno e nel novembre dello stesso anno i cittadini hanno partecipato compatti all’elezione a sindaco di Milano del leghista Marco Formentini e al Campidoglio capitolino di Francesco Rutelli. Ovazioni da applauso per quella legge che, oltre a far scegliere direttamente ai cittadini il loro sindaco, garantiva alle maggioranze consiliari del primo cittadino maggiore stabilità con l’assegnazione dei due terzi degli scranni disponibili. Ma l’illusione di una vera riforma è durata veramente lo “spazio di un mattino”. La politica, quella con la P maiuscola per garantire la propria sopravvivenza si è guardata bene dall’applicare la stessa regola anche per l’elezione diretta del presidente della Regione, dei deputati e senatori della Repubblica, dei presidenti dei due rami del Parlamento, del presidente del Consiglio e dei suoi ministri e per l’elezione del Capo dello Stato. Ma non è tutto: la “leggina” del buon Mariotto si applica solo al sindaco e al presidente della provincia, per cui vicesindaci, assessori comunali, provinciali e consiglieri del Comune e della Provincia possono rimanere in carica (ovviamente se rieletti) per infinite volte. Esempi? Tre dalle grandi città che valgono però per tutti i comuni d’Italia. Il buon senatore Riccardo De Corato del Pdl, è stato per  tre legislature vicesindaco di Milano (2 volte con Gabriele Albertini  e poi con donna Letizia Moratti),  il dinamico e ruvido senatore del Pd Graziano Cioni è stato ininterrottamente assessore a Firenze nelle giunte Bogianckino, Morales e vicesindaco negli esecutivi del sindaco Leonardo Domenici, il leghista Giancarlo Gentilini sindaco sceriffo di Treviso, dopo il secondo mandato consecutivo ha occupato la poltrona di vicesindaco (grazie al borgomastro Del Gobbo, sindaco del Carroccio “prestanome”, che ha lasciato libero l’alpino ottuagenario di imperare indisturbato sulla bella città veneta). E da ultimo vogliamo parlare del “capolavoro” della “scelta” diretta del sindaco. I cittadini si illudono di eleggere il proprio primo cittadino a differenza del passato la cui nomina veniva prima a scrutinio segreto e poi con voto palese del consiglio comunale. Già ma chi decide il candidato a priori se non prima la scelta avviene nelle stanze segrete delle segreterie politiche dei partiti locali? E lasciamo stare le primarie di partito e di coalizione che sono il vero e proprio specchietto per le allodole, i partiti propongono i nomi sui quali poi, militanti, iscritti, simpatizzanti, ignari ed ingenui cittadini vanno a fare la “processione” nei bei seggi elettorali allestiti nelle sezioni di partito con in una mano la tessera elettorale e nell’altra la moneta da uno o due euro a seconda dell’importanza del turno elettorale alle porte. Un bel colpo di genio quello di Mariotto. Attenzione prima di andare nuovamente ai seggi e illudersi, con una piccola riforma, che possiamo mandare a Roma i nostri rappresentanti del popolo. Dietro l’angolo, non vi preoccupate, la fregatura c’è e basta poco per vederla.

Pubblicato in : Primo piano

Info Cesare Mannucci

Direttore Responsabile ad interim, già Vice Direttore vicario di PensaLibero.it, svolge una intensa attività giornalistica da oltre 40 anni. Ha cominciato nel settimanale L’Eco di Milano e provincia, come collaboratore, per ricoprire poi incarichi di responsabilità come caposervizio, caporedattore sino alla condirezione dello stesso. E’ stato collaboratore esterno del quotidiano del pomeriggio La Notte (gruppo Rusconi Editore), e per oltre 24 anni giornalista al quotidiano nazionale Il Giorno (Eni e poi Poligrafici Editoriale) per il quale si è occupato di cronaca nera, amministrativa, sindacale e giudiziaria. Componente del Cdr de Il Giorno in qualità di fiduciario. E’ stato anche collaboratore del quotidiano della Cei, L’Avvenire e dell’Unione Sarda. Ha svolto, inoltre, intensa attività politica come Sindaco del comune milanese di Mediglia, Vicepresidente vicario del consiglio direttivo del Parco Agricolo del Sud Milano, per il quale è stato componente del consiglio d’amministrazione di Fedenatur la rete dei parchi periurbani della Comunità Europea (con sede a Barcellona) in rappresentanza della Provincia di Milano. Componente del comitato tecnico intercomunale per la trasformazione del Consorzio dell’Acqua Potabile di Milano (Cap) in società di capitali (Cap Holding SpA). E’ stato anche delegato per la Lombardia al congresso nazionale dell’ Associazione nazionale comuni italiani (Anci) del 1999 a Catania. Capo Segreteria a Milano di un noto europarlamentare (2016). Consigliere comunale all’opposizione a San Donato Milanese, cittadella che ospita Metanopoli e il quartiere generale dell’Eni (2017-2022). Da giugno 2022 Consigliere comunale di minoranza a Dresano (Mi). Dal 2023 al 2024 Responsabile della comunicazione di un conosciuto europarlamentare pavese. Direttore Responsabile de “Il Giornale dei Laghi” mensile della Gestione Navigazione Laghi-Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (dal luglio 2025)

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