franchini
da “prologomeni ad una rivoluzione” , 1999
‘A gènte ‘e guarda.
‘A gènte nun magna.
Ma ‘e vô vedè’
‘e magnà’.
(traduzione: il popolo li guarda, il popolo ha fame; ma il popolo si compiace del poterli ammirare mentre si arricchiscono)
***
Carmela Panariello Franchini
I
piante di rocce
afferro tra cielo e mare.
mi saldo
II
stanotte né luna né stelle.
vieni a cercarmi,
sogno!
***
Manuela Agostinelli
III
Ti taglio e cucio
a mia
immagine e somiglianza
IV
Tra i fumi di
un punch
domo
la mia indocile mitezza
***
Mariella Guerrini
V
….tracce di parole,
nella penombra
la folle verita’……
VI
……cattivi pensieri,
in carte false,
arduo dilemma…..
VII
….rami solitari,
nel gelido inverno
Slovacco…..
VIII
…..scende il sole
dietro il Cupolone
ed e’ gia’ notte…..
***
Elisabetta Malantrucco
IX
Io dico: ‘spero’,
mentre in tanto penso:
non vivo: ‘amo’
X
Aspettando te:
forse andata (chissà)..
…forse ritorno…
***
Aurelio Raiola
XI
onda su onda
il mare si rincorre
ma sta sempre là
XII
Berlu è tornato
l’avevano previsto
i Maya sgomenti
XIII
siamo ancora qui
i Maya ci fanno un baffo
basta già Monti
XIV
ciao bella gente
se non ci si vede più
vi ho amato tutti
***
Bruna Verza
XV
Più ingenuo
Chi lo è
O chi non sa di esserlo
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INFORMAZIONI
Due sono i modi di scrivere Haiku (componimento che si struttura con 17 sillabe per tre versi ovvero 19 sillabe per quattro versi).
Caratteristica del primo modo a 17 sillabe (stile) è che uno dei tre versi (normalmente il primo) introduce un argomento che viene ampliato e concluso negli altri due versi.
Caratteristica del secondo modo è che i tre versi dell’Haiku trattano due argomenti diversi messi fra loro in opposizione o in armonia.
Questo secondo modo può verificarsi con il primo verso che introduce un argomento che il secondo approfondisce, laddove, poi, il terzo verso propone una opposizione di contenuto che ha, sempre e comunque, una relazione con l’argomento introdotto.
Ma potrebbe anche essere il primo verso a proporre il solo argomento, con il secondo e terzo verso che sviluppano un nuovo argomento, mettendolo in relazione con il primo.
Si deve annotare che Basho, uno dei massimi poeti di Haiku, dopo aver letto una composizione di un discepolo osservò: “Hai la debolezza di voler stupire. Cerchi versi splendidi per cose lontane; dovresti trovarli per cose che ti sono vicine”.
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NOTA
Il concorso italiano degli haiku segnala il componimento suddiviso nella sillabazione 5-7-5 : si può visitare il sito www.aurorablu.it/haiku/haiku.htm ( il manifesto italiano degli haiku si ritrova alla pagina http://www.cascinamacondo.com/pdf/haiku_2005/MANIF_it.pdf ), . ma, per le regole “permissive” di distinzione tra sillabazione metrica o ortografica e per altre eccezioni e per i temi che dovrebbero essere proposti, non si crede che il ritmo “stretto” 5-7-5 sia funzionale agli scopi che il gruppo (“gli haiku della formichina”, cui riferisce questa rubrica) si prefigge; che, a ben ricordare è il ri-uso della lingua (italiana) e la sintesi espressiva del pensiero. Siamo, d’altronde, anni luce lontani sia dalla scrittura che dalla fonica giapponese e nessuno vieta di essere per conto nostro “rivoluzionari”; introducendo uno stile diverso sempre nel rispetto della sillabazione 17 o 19, ma che investa temi non soltanto naturalisti ma anche sociali , morali, etici, politici che l’haiku “classico” non potrebbe tollerare.
Molti autori, d’altronde, (Hekigodō, Hōsha) hanno sostenuto l’esigenza di svincolarsi dagli schemi tradizionali (5-7- 5) improntando la composizione poetica su un verso libero (“scuola del verso libero”).
Per quanto possibile, in questo gruppo ci alleniamo sulle 17 e 19 sillabe.
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