
Pacate le effimere polemiche di Aldo Busi, il cui comportamento lo stigmatizza più di mille parole, resta la sensazione che, questa volta, le Istituzioni, gli organizzatori e la Giuria abbiano preso il passo giusto per quella necessaria operazione di restailing dell’immagine, opacizzata da almeno un decennio.
Da troppo tempo, e ingiustamente, il Premio Viareggio Repaci non è più quel luogo di incontro di artisti e personaggi della cultura, dello spettacolo e dello sport che lo aveva contraddistinto nei suii anni d’oro.
Certo, Viareggio, pur essendo ancora luogo “cult” del turismo estivo, ha perso forse un po’ di quello smalto che la rendeva regina del Tirreno e luogo ambito dei vip nazionali e internazionali. Scelte sbagliate, naturale migrazioni dei flussi turistici verso luoghi di anno in anno più alla “moda”, hanno in qualche modo compromesso quel feeling che consentiva il giusto mix per rendere un appuntamento di grande cultura, un appuntamento anche di costume e, perché no, di gossip.
Il lavoro da fare è certamente molto, e in un momento in cui l’economia segna il passo e si ristringono i cordoni dei contributi pubblici e privati; ma questa nuova amministrazione e la nuova Presidenza del premio, affidata alla energica professoressa Simona Costa, genovese, ma residente a Firenze, docente di Letteratura italiana contemporanea all’Università Roma Tre e membro del Consiglio universitario nazionale, sembrano avere idee chiare e determinazione sufficiente per intraprendere questo cammino, in salita sì, ma con basi solide per reggere lo sforzo.
Ricordiamo le terne che sono giunte in finale per le tre sezioni in concorso e il vincitore di ognuna delle tre sezioni:
Per la narrativa
Aldo Busi. El especialista de Barcellona. Dalai ed.
Maurizio De Giovanni. Vipera. Einaudi ed.
Paolo di Stefano. Giallo d’Avola. Sellerio ed.
Il vincitore è stato Paolo di Stefano con Giallo d’Avola.
Per la Poesia
Daniela Attanasio. Di questo mondo. Aragno ed
Stefano Dal Bianco. Prove di libertà. Mondadori
Enrico Testa. Ablativo. Einaudi
Il vincitore è stato Enrico Testa con Ablativo.
Per la Saggistica
Pierpaolo Antonello. Contro il materialismo. Le due culture in Italia:
bilancio di un secolo. Aragno ed.
Emilio Gentile. È fu subito regime. Il fascismo e la marcia su Roma.
Laterza ed.
Giulio Guidorizzi. Il compagno dell’anima. I greci e il sogno.Raffaello
Cortina ed
Il vincitore è stato Giulio Guidorizzi con Il compagno dell’anima, mentre a Emilio Gentile è andato il Premio del Presidente.
Sono stati inoltre assegnati:
Premio Viareggio “Rosanna Bettarini” per la filologia (in collaborazione con la Regione Toscana)
a Marco Sant’Agata
Premio Internazionale Viareggio Repaci a Bernardo Valli per i suoi reportages liberi da pregiudizi ideologici o logiche di schieramento.
Sentiamo dunque dalle parole del Presidente quali obbiettivi e quali prospettive sono state ipotizzate per questo premio che, dal 1929, ha saputo contraddistinguersi per essersi sottratto alle logiche di moda, tendenza, opportunismo scegliendo la strada, anche scomoda, di una libertà assoluta e di una ricerca di opere destinate a segnare il corso della letteratura contemporanea.
Si sono spente le luci su questa 84 esima edizione del Premio Viareggio Repaci; possiamo ripercorrerne le tappe più significative comprese quelle che hanno dato vita a effimere polemiche?
Abbiamo molto lavorato per questa edizione, sostenuti per buona parte del cammino dai Commissari – il dottor Domenico Mannino e il dottor Samuele De Lucia – che si sono attivati con successo per quell’indispensabile ossigeno finanziario cui siamo tra l’altro debitori anche alla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e al suo Presidente, dott. Arturo Lattanzi. Con l’insediamento della nuova Amministrazione, abbiamo poi trovato un interlocutore del tutto affidabile, che ci ha permesso di muovere i passi conclusivi dell’organizzazione. I lavori della Giuria sono stati molto incisivi nei nomi e nei titoli che hanno portato all’attenzione e nel ventaglio di proposte avanzate, secondo lo spirito del “Viareggio” che si propone di essere una possibile “bussola” nel panorama culturale dell’anno. Ci spiace che qualcuno degli autori, dopo aver aderito alle nostre scelte, non sia stato alle regole del Premio, che ovviamente ne sono forma e sostanza insieme, rendendo così impossibile un riconoscimento che la Giuria aveva ritenuto giusto. Il Premio si è comunque quest’anno arricchito di ulteriori presenze. È stato infatti possibile, grazie all’intervento della Regione Toscana, dare un “Premio Viareggio per la filologia” in memoria della troppo presto scomparsa Rosanna Bettarini: un Premio conferito a uno studioso di Dante e Petrarca del livello di Marco Santagata. È stato inoltre riattivato, dopo qualche anno di silenzio, il “Premio del Presidente” che è andato a uno storico di fama internazionale come Emilio Gentile, i cui tanti studi sul fascismo hanno gettato nuova e indispensabile luce su un periodo cruciale della nostra storia politica e civile. Per concludere sul “Premio Internazionale” conferito al grande Bernardo Valli, i cui tantissimi reportages di inviato speciale nelle più calde zone di guerra hanno aiutato noi tutti a capire, senza pregiudizi ideologici, quella che lui ha splendidamente chiamato “la verità del momento”.
Quale il suo giudizio su questa edizione?
Un giudizio del tutto positivo, a cominciare dal clima veramente di festa che si è creato nella cerimonia finale in cui si è avvertita una viva partecipazione dell’intera e affollatissima sala ai vari momenti della premiazione e al dialogo dei vincitori in diretta sul palco. Per continuare, come ho già detto, dai nomi dei vincitori della serata che ancora una volta hanno confermato dimensione e spessore culturale di questo longevo Premio, la cui autorità non si è minimamente offuscata negli anni ma che continua a proporsi quale riconoscimento e traguardo di rilievo sovranazionale. Ma soprattutto mi sembra importante risottolineare come la sera del 31 agosto sul palco del Centro Congressi del Principe di Piemonte si sia data e confermata una piena sintonia di intenti e di progettualità fra Presidenza e Giuria del Premio e la nuova Amministrazione del Comune di Viareggio, decise a lavorare in totale solidarietà per potenziare, anche fuori dalle mura cittadine, l’immagine del Premio e la sua ricaduta sulla città di Viareggio.
Confortata dagli impegni presi dalle Istituzioni locali, come pensa di muoversi per il rilancio di questa manifestazione?
Abbiamo già quest’estate ripreso la bella tradizione degli “incontri sotto le stelle” che durante il mese di agosto portano i finalisti-vincitori a colloquiare direttamente con il pubblico versiliese. Incontri che quest’anno si sono simbolicamente aperti, per continuare poi nella città di Viareggio, a Sant’Anna di Stazzema, come testimonianza dell’incidenza etico-civile affidata alla parola scritta che non è un rifugio consolatorio ma è difesa e baluardo contro le perversioni storiche. Credo che, oltre a potenziare questi incontri, possiamo pensare anche ad altri momenti intermedi dell’anno in cui organizzare incontri e dibattiti che facciano nuovamente di Viareggio lo sede di una ricca discussione, letteraria e non solo, in cui si faccia il punto anno per anno della cultura italiana.
Non solo. Già nei primi giorni del loro insediamento, il sindaco Leonardo Betti e l’assessore alla cultura, Glauco Dal Pino, hanno progettato di dare finalmente una sede stabile al Premio nei locali di Villa Paolina. Una sede, dunque, che potrà essere punto di riferimento fisso non semplicemente per l’organizzazione e per le iniziative culturali legate al premio anche nel corso dell’anno, ma un domani anche per quanti – e sono molti, specie giovani studenti e laureandi – vogliano avere informazioni sulla storia e le vicende e le personalità che hanno reso questo premio davvero un pezzo importante e significativo della storia culturale del nostro paese dal 1929 ad oggi: una storia che possiamo meglio capire proprio attraverso la lente di ingrandimento offertaci da queste ottantaquattro edizioni.
In questa sede del Premio che verrà così ad acquisire un vestito, una sua riconoscibilità fisica, troverà anche posto la ricchissima raccolta di opere d’arte che sono state donate al premio dai loro autori nel corso dei suoi 84 anni e che comprende opere di Ugo Attardi, Enrico Baj, Primo Conti, Emilio Greco, Renato Guttuso, Renzo Vespignani, Lorenzo Viani e tanti altri. Si tratta di ben 181 opere d’arte attualmente custodite in deposito presso la GAMC: un patrimonio di grande rilievo che potrà così divenire visibile e fruibile dai cittadini di Viareggio come da quanti, soggiornandovi, ne scoprono anche una tradizione culturale che ha tra le sue caratteristiche proprio anche questo interscambio tra le arti, tra parola e immagine. Un interscambio che vorrei continuare, riprendendo la tradizione avviata dal viareggino d’elezione Leonida Repaci di coniugare letteratura e arti figurative: una tradizione che è pienamente consona alla città di Viareggio.

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