
Cosa ci si aspetta da un governo di destra? Semplice, che ogni cosa brutta si risolva con una sceriffata. Come in un vecchio film western di John Wayne. Alla fine si estraggono le pistole dalla fondina e via piombo sui cattivi. Eccolo il trionfo della democrazia di destra. Manganellate per far rispettare l’ordine.
Più o meno così è andata l’altro giorno a Caivano, in provincia di Napoli. L’ennesima sceneggiata di questo Governo. Un blitz telefonato con quattrocento carabinieri, roba che nemmeno agli sceneggiatori di Gomorra sarebbe venuto in mente. Una prova di forza inutile, giusto per strappare qualche titolo di giornale e nulla di più. Nulla. Perché a Caivano, così come in tutte le altre piazze di spaccio italiane, più che carabinieri il Governo dovrebbe mandare risorse. Offrire cioè reali opportunità di lavoro ai tanti ragazzi lasciati orfani in quartieri dormitorio. Investire nelle scuole con progetti di inclusione. Sostenere i presidi di democrazia, che pure esistono nei territori, e sono portati avanti da donne e uomini che sottraggono tempo alle proprie famiglie e alla propria vita pur di dare una mano a chi ne ha bisogno. Tenendo ragazze e ragazzi lontano dalla strada. Sono quelle storie che ogni tanto si raccontano in televisione: palestre, scuole di teatro, di musica, di danza, di cinema, di letteratura.
Un modo per diffondere cultura sana contro la cattiva alfabetizzazione che le mafie sostengono nei quartieri. E invece il Governo preferisce tagliare, dal Pnrr, i progetti sulle periferie. Come se fuori dal centro città, la gente non avesse diritto a una vita migliore. Come se a Caivano così come a Porta Palazzo a Torino o Quarto Oggiaro a Milano; Begato a Genova o il Serpentone Corviale di Roma; come se allo Zen di Palermo o al Librino a Catania, la gente non avesse diritto a vivere meglio. La stessa gente alla quale questo governo ha tolto con un sms un sostegno importante. Lo stesso Governo che non vuol sentir parlare di reddito minimo. Lo stesso governo che piange i morti sul lavoro e poi si asciuga le lacrime con una manovra fiscale che non investirà un euro in sicurezza. Eccola la sceneggiata. Peccato però che qui si è nel mondo reale e non in un “film di Alberto Sordi”.
Carlo Percoraro
(da “Avanti Online”)

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