
L’esercito dell’Iran ha ufficialmente messo una taglia da 30.000 dollari sulla cattura o l’uccisione di soldati americani, raddoppiando la cifra qualora l’azione venga compiuta da una donna. L’annuncio shock è stato rilasciato il 16 agosto 2026 dal comandante in capo dell’esercito iraniano, il generale Amir Hatami, durante una cerimonia a Teheran per la Giornata nazionale dei giornalisti.
La misura aggrava pesantemente lo stato di tensione internazionale nel teatro del Medio Oriente, convertendo la retorica bellica di Teheran in un programma strutturato di incentivi finanziari rivolto sia ai civili che alle forze paramilitari.
Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statale IRNA e dalla televisione pubblica Irib, il piano prevede una ricompensa di 30.000 dollari (equivalenti a circa 5 miliardi di toman) per chiunque catturi o uccida e consegni un membro delle “forze di aggressione americane”.Il generale Hatami ha specificato i seguenti punti chiave dell’iniziativa:
Le cittadine iraniane che porteranno a termine l’operazione riceveranno un premio di 60.000 dollari.
L’esercito iraniano si impegna a rilevare l’arma utilizzata nell’azione pagandola il doppio del suo valore di mercato, fornendo contestualmente una nuova arma al legittimo proprietario.
Le autorità di Teheran sostengono che il piano sia stato elaborato in risposta a “numerose richieste” della cittadinanza per partecipare attivamente a un progetto di “jihad finanziario”.
I dettagli logistici su dove e quando tali catture dovrebbero avere luogo non sono stati diffusi. Tuttavia, l’esercito ha dichiarato che l’arma originale confiscata verrà conservata all’interno di un futuro museo statale per celebrare la resistenza nazionale.
La mossa di Teheran si inserisce nel contesto del conflitto esploso il 28 febbraio 2026, seguito da una tregua temporanea ad aprile e dal successivo fallimento dei colloqui di pace a giugno. Al momento, non risultano dispiegamenti ufficiali di truppe di terra statunitensi in territorio iraniano, se si esclude una missione di soccorso ad aprile per recuperare un pilota americano abbattuto.
I combattimenti tra Washington e Teheran rimangono principalmente concentrati nell’area meridionale del Paese e nelle acque strategiche dello Stretto di Hormuz, una via marittima fondamentale per il transito di un quinto delle forniture globali di petrolio. Durante il suo discorso, Hatami ha rivendicato con forza la postura militare dell’Iran:
“Gli Stati Uniti credevano che nessun esercito al mondo fosse in grado di affrontarli. Ma noi siamo rimasti saldi e controlliamo lo Stretto di Hormuz”.
La situazione sul campo resta estremamente volatile: Teheran continua a bloccare il transito marittimo nello stretto esigendo risarcimenti di guerra e concessioni geopolitiche da Washington, mentre le rispettive intelligence continuano a scambiarsi attacchi mirati. Con la scadenza della tregua e l’introduzione di questa taglia, il rischio di risposte asimmetriche da parte delle milizie filo-iraniane contro le basi USA in Iraq e in Giordania tocca i massimi storici.
Ma il dettaglio che fa raggelare il sangue, l’insulto supremo che svela l’ipocrisia di questa teocrazia medievale, è quel “bonus” promesso alle donne. Il premio raddoppiato se a uccidere o a catturare è una cittadina iraniana. Che colossale, mostruosa ironia. Un regime che segrega le donne dietro la prigione di un velo, che le picchia a sangue se un ciuffo di capelli sfugge alla norma, che le priva di ogni dignità e diritto civile, improvvisamente scopre la “parità di genere” solo quando si tratta di dispensare morte. Le riconosce uguali, anzi superiori, solo se impugnano un kalashnikov o se stringono la corda per un ostaggio. È la parità del boia.
È la dimostrazione, l’ennesima, che con questa barbarie non può esistere dialogo, né diplomazia, né compromesso. Mentre l’Occidente si attorciglia nei suoi dubbi, nelle sue colpevoli prudenze e nelle sue infinite discussioni sul diritto e sulla geopolitica nello Stretto di Hormuz, dall’altra parte si risponde con la moneta del ricatto e del fanatismo. Questa taglia non è solo una mossa militare; è uno sputo sulla nostra civiltà, un bando di caccia che trasforma i soldati in prede e i civili in sicari. E noi continuiamo a guardare, a calcolare il prezzo del petrolio, fingendo di non capire che quella taglia, in fondo, pende sulla testa di tutti noi.
Giuseppe Basilico

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