Sabato 30 settembre alle ore 17, in Piazzale Michelangelo a Firenze, avrà luogo la manifestazione di protesta contro la legge sull’indulto. L’iniziativa è promossa dal locale direttivo dei Repubblicani Europei, ma vi parteciperanno anche numerosi soggetti della società civile – fra cui associazioni e comitati di cittadini– ed esponenti schierati trasversalmente nello scacchiere politico. L’evento si affianca all’analoga manifestazione nazionale indetta a Roma. Sono previsti interventi di rappresentanti di realtà sociali, economiche e politiche molto radicate nel territorio fiorentino. Gli organizzatori, in tal modo, intendono levare un coro di assoluto dissenso nei confronti di questa legge ritenuta indegna e opposta ai valori di integrità morale in cui la gran parte dei cittadini – repubblicani e non solo – si rispecchia. Tutti i cittadini sono quindi invitati a partecipare in massa.
“In particolare – affermano unanimi Paolo Manneschi e Daniele Massarri (rispettivamente Segretario provinciale e Coordinatore organizzativo) – riteniamo doveroso riflettere sulla gravità di un provvedimento legislativo che include nell’indulto, fra gli altri, reati come quelli che hanno danneggiato larghissime fette di popolazione – truffa, bancarotta fraudolenta, concussione, corruzione-, i reati contro gli indifesi -abbandono di minori, circonvenzione di incapace, violenze domestiche, maltrattamento di animali-, quelli contro la salute pubblica -avvelenamento di acque o sostanze alimentari, somministrazione di medicinali guasti, assenza di cautele contro gli infortuni sul lavoro- e ancora contro l’incolumità pubblica, quali disastro aviatorio o ferroviario, incendi dolosi ed omissione di soccorso”.
Manneschi conclude ammettendo di essere “tanto delusi quanto sorpresi da una simile votazione della maggioranza, di cui pur facciamo parte, in cui però stentiamo sempre più a riconoscerci e che rappresenta sempre meno le istanze laiche del repubblicanesimo. La riaffermazione dell’etica e della legalità – obiettivi del Programma – non può certo ripartire svilendo il lavoro degli inquirenti e delle forze di polizia, che rischiano anche la vita per salvaguardare la sicurezza dei cittadini”.
Massarri, infine, sottolinea che “l’inclusione di certe tipologie di reati non solo stravolge il “nobile proposito” connaturato all’atto di clemenza, ma fiacca e svaluta anche le condotte dei cittadini probi, trasformando l’indulto in un poco edificante colpo di spugna. Fuori da qualsiasi intento forcaiolo vogliamo ribadire, insieme ai nostri concittadini, l’integrità morale di Firenze ed il suo ruolo di Faro culturale”.
Partirà da qui, infatti, una raccolta nazionale firme per le petizioni:
1 – “NO AMNISTIA” – di cui l’indulto è spesso anticamera – dei reati indultati.
2- Istituzione del “Fondo Nazionale di Garanzia per i reati contro la Collettività”.

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