Nel post Rinascimento, con l’invenzione della stampa nacque la galassia-era di Gutenberg (Marshall McLuhan docet) e sparirono… i famosi amanuensi, sostituiti per secoli, fino e ancora ai nostri giorni dai Giornalisti.
Con la rivoluzione elettronica (e poi l’invenzione del World Wide Web) in fine XX secolo, nacque l’era di Internet (ancora Marshall McLuhan, poi Derrick de Kerkhove e tanti altri massmediologi, lo stesso italiano Grandi, un poco meno purtroppo lo stesso Eco): i giornalisti come monopolio della comunicazione sono destinati a sparire, saranno sostituiti dai blogger.
Tutta qui la storia naturale, nel nostro tempo, della Comunicazione e la sua Mutazione già in corso.
Trattasi di una dinamica persino darwiniana.
Da decenni, ormai, si discute non soltanto sulla fine del medium libro (leggi macchina stampa) ma anche dei giornali e degli stessi giornalisti, secondo il paradigma macchina, riassumendo, stampa, pre macchine elettroniche, pre Internet.
E’ una discussione astratta essenzialmente, in quanto, come l’astrologia sembra razionale, una volta considerato a priori oggettivo il suo paradigma (le stelle determinano la psicologia umana influendo sul cervello umano), oggi ancora si considera analogamente oggettivo il paradigma giornali e giornalisti (leggi medium macchina stampa ecc.), rimuovendo il divenire concreto (questo sì) della Comunicazione (leggi ancora una volta medium macchine elettroniche e Internet).
Astratta perchè ogni rivoluzione macchina, persino la macchina scrittura su pietra di tanti tanti secoli fa, che sostituì “globalmente” la cultura comunicazione orale precedente, non è una semplice traduzione meccanica, ma plasma direttamente la mente umana, molto probabilmente, più della famiglia e in seguito di qualsivoglia istruzione scolastica, fino alle università una volta a suo tempo inventate.
Attualmente, poco importa se anche il vecchio medium stampa, giornalisti compresi, si sono clonati in macchine digitali (leggi versioni su Internet): in genere trattasi appunto di OGM venuti male in quanto riproducono essenzialmente il vecchio paradigma macchina stampa, come strutture mentali. Si pretendono ancora Pesci capaci di adattarsi, senza cambiare forma, a vivere sulla Terra ferma, senza acqua o mari.
Naturalmente abbiamo scritto … in genere: visto l’universo parallelo di Internet, per la sua ormai dinamica ampiezza non mappabile neppure da algoritmi AI intelligenti, la comunicazione vera elettronica -appunto postweb, esiste – infatti – in incalcolabili come dire galassie dell ‘universo di Internet; i giornalisti sono già stati sostituiti dai loro eredi darwiniani, come accennato i blogger, in infiniti siti, blog, social social network. A volte anche i cloni on line dei vecchi giornali gutenberghiani, qua e là, hanno fatto il salto quantico paradigmatico e quindi anche se i giornalisti si ostinano a chiamarsi ancora così, nella sostanza sono diventati blogger (un segnale tangibile sono appunto molti autori ospitati come blog nei quotidiani versioni web).
Il nostro tempo, tuttavia, come in quasi tutti i campi (tranne il mondo della scienza) si ostina anche nella comunicazione a rimuovere uno iato storico che spiega, piu di quasi tutto, la lunga crisi occidentale in corso (per non parlare del count down terzomondiale in probabile via d’estinzione salvo mutamenti di rotta vero globali e planetari naturalmente auspicabili):
il mondo del duemila è da un pezzo plasmato dalla scienza e dalla tecnologia non come meri strumenti come ci si illude, ma come configurazioni concretissime ex novo neuronali e sinaptiche sul piano vivente e materiale ovunque, ogni secondo, come tutti possono constatare empiricamente , forse anche gli altri mammiferi più evoluti, semplicemente guardando che cosa caratterizza l’ambiente contemporaneo: dalla sveglia alla mattina a qualsiasi oggetto e tecnologia nella propria casa, uscendo di casa eccetera: anche i giardini naturali nella sostanza sono artificiali.
Ma come da decenni segnalano scienziati sociali e futurologi (persino da Freud, Jung e Julian Huxley, fino agli stessi Skinner e Fromm, a Norbert Wiener e Marvin Minsky, (lo stesso Jean Baudrillard), fino attualmente magari a Nicholas Negroponte e Raymond Kurzweil e i cosiddetti transumanisti (un movimento radicale umanista (post) scientifico in forte emersione nel dibattito sempre più costante sul futuro e la civiltà postinformatica), con una metafora fin troppo purtroppo letterale, l’uomo oggi posthuman è nel XXI secolo con il progresso scientifico, ma l’uomo “comune” ancora nel medioevo se non nel neolitico sotto la superficie “modernista”: tale diagnosi apparentemente iperbolica appare sempre più verosimile più aumentano le conoscenze neuroscientifiche, nel mondo reale compresa la politica e le religioni, parzialmente anche arte e filosofia contemporanee! Idiot Lettrè ha detto in altra modulazione lo stesso Enzensberger, figurarsi… Idiot Politik: riferendosi ai paradigmi mentali prevalenti appunto passatisti e neoprimitivi, di fatto ancora al massimo tolemaici, rispetto allo “Spirito Scientifico” che caratterizza la comunità tecnoscientifica (e vero Umanista persino nelle sue rotte post-umane…).
Infine, riconnettendoci al focus di questo testo, come poi già intuirono da un secolo e oltre gli stessi Karl Kraus e Oscar Wilde per altra modulazione, anche la Comunicazione pre Internet e quindi i sedicenti giornalisti in genere pensano e scrivono in dinamiche pre copernicane, figurarsi pre Einstein e pre Steve Jobs o altri geni della scienza e delle Computer Science.
Neppure eretico e provocatorio prevedere la fine annunciata di giornali e giornalisti, non solo per certa degenerazione da decenni in corso della cosiddetta libera informazione, ma proprio (contrariamente a quel che si pensa rispetto al Web) per l’avvento epocal e mutante di Internet e le nuove stesse tecnologie in genere: conflittuale ma semplice evoluzione, compresi in tal senso gli ancora acerbi SN (in senso qualitativo) e in loro vece ma dinamica – non banali “traduzioni” i Blogger.
Mica scompare la Comunicazione, anzi è già un universo moltiplicato non mappabile!
Roby Guerra

Lascia un commento