
L’Italia è davvero una nazione senza uguali. Siamo gli unici al mondo ad avere un Papa vero, con tanto di Vaticano, fumata bianca e Piazza San Pietro.
Poi abbiamo il Presidente della Repubblica che, a ogni intervento, dispensa riflessioni così solenni e paterne da far pensare che una certa familiarità con il soglio pontificio non gli dispiacerebbe affatto.
Subito dietro troviamo il Ministro degli Esteri che, con instancabile dedizione, ci accompagna quotidianamente lungo sentieri di alta moralità civile, nel tentativo di assomigliare al Presidente della Repubblica, il quale a sua volta sembra voler assomigliare al Papa. Una sorta di matrioska istituzionale nella quale ciascuno guarda quello che lo precede e pensa: “Ecco, io da grande vorrei essere lui”.
Come se non bastasse, abbiamo anche una sinistra buonista e moralista che non si accontenta di un Papa alla volta. La sensazione è che vorrebbe canonizzare tutti i papi della storia, passata, presente e futura, distribuendo certificati di virtù, indulgenze laiche e lezioni di comportamento a ogni angolo del dibattito pubblico.
Insomma, viviamo nel primo Paese al mondo con una sovrabbondanza di papi. Abbiamo il Papa, gli aspiranti papi, i vice papi, i papi supplenti, i papi onorari, i papi autocandidati e probabilmente qualche papa di riserva pronto a entrare dalla panchina per impartire nuove dosi di morale, galateo e redenzione collettiva.
No al riarmo. No al nucleare. No ai rigassificatori. No a qualsiasi cosa richieda una decisione scomoda. Sì invece a una generosa distribuzione di benefici, buoni sentimenti, margherite e colombe della pace infilate direttamente nelle canne dei cannoni, nella speranza che il mondo si commuova e smetta spontaneamente di litigare.
E oggi, 2 giugno, Festa della Repubblica, viene spontaneo un pensiero. Se per qualche bizzarro incidente della storia avessimo anche un re repubblicano che aspirasse a diventare Papa, raggiungeremmo finalmente la perfezione istituzionale italiana: una monarchia repubblicana pontificia, popolata da pontefici, aspiranti pontefici e consulenti spirituali, con nessuno disposto a fare il semplice mortale.
L’apoteosi italiota, servita con benedizione incorporata.
Peace, Love e Libertà
Piero Terracina

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