Della tortuosa e incredibile vicenda che si dipana dalla procura di Trani e chiama in causa per l’ennesima volta il capo del Governo, oltre al direttore del TG1 ed un commissario dell’AGCOM, sappiamo ancora poco. Ma tanto basta per affermare senza tema di smentita, che si tratta dell’ennesima dimostrazione della peculiarità del caso italiano: il caso di un Paese in continua fibrillazione, caotico, instabile, nel quale i poteri, invece di convivere in virtuoso equilibrio se le danno di santa ragione per prevaricare l’uno sull’altro.
Dunque, in Italia si conferma che non solo è possibile, ma addirittura è regola, che una procura prenda a pretesto l’indagine su un caso limitato per mettere sotto ascolto un numero illimitato di cittadini, risiedano essi sotto l’arco alpino o a un tiro di schioppo da Tunisi.
Quasi tutte le inchieste che occupano in questi giorni le pagine dei giornali hanno questo di particolare: nascono come tante costole di altre inchieste. Quella sulle grandi opere della Protezione civile deriva da una indagine fiorentina su questioni urbanistiche. Quella su Berlusconi e le sue telefonate al direttore del TG1 e ad un commissario dell’autority sulle comunicazioni da un’indagine su presunti tassi usurari applicati a carte di credito.
La domanda è: chi e perché decide di fare arrivare più velocemente al traguardo e, soprattutto, ai giornali l’inchiesta derivata rispetto a quella principale, iniziata prima?
E un’altra domanda non meno pertinente potrebbe essere: ma vi sembra normale che partendo dall’indagine su una ipotesi di reato la stessa procura possa allargarsi ad altre ipotesi di reati che con il primo non hanno alcun collegamento, violare le regole della competenza territoriale e sottoporre a intercettazioni e controlli mezzo mondo in mezza Italia? Non è una prassi che lede i più elementari principi di uno Stato di diritto?
Il problema non riguarda Berlusconi, riguarda i cittadini. Berlusconi ha il torto di non averlo risolto pur essendo stato al governo ininterrottamente dal 2001 al 2006 e pur disponendo oggi di una larga maggioranza.
Torniamo su una nostra vecchia idea: l’Italia sarà un paese normale quando, in un caso come questo, il capo dell’opposizione si alzerà in parlamento e farà un discorsetto così: “ comprendiamo l’imbarazzo del presidente del consiglio di fronte a questo problema. Tuttavia, trattandosi di un problema dei cittadini, prendiamo noi l’iniziativa di una soluzione presentando una nostra proposta”.
Lo faccia Bersani: si dimostrerebbe già uno statista prima ancora di vincere le elezioni.
……E L’ANCORA PIU’ STRANO CASO DELLA GESTIONE DELLE INCHIESTE GIUDIZIARIE
Le inchieste che occupano in questi giorni le pagine dei giornali hanno questo di particolare: nascono come tante costole di altre inchieste. La domanda è: chi e perché decide di fare arrivare più velocemente al traguardo e, soprattutto, ai giornali l’inchiesta derivata rispetto a quella originaria?

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