Dunque, la tumultuosa ed emblematica vicenda delle primarie per la scelta del candidato del centro-sinistra a sindaco di Firenze si avvia a rientrare nella ferrea normalità dei meccanismi della politica.
C’era una gran confusione. Ma soprattutto c’era una fase interessante, libera da schemi precostituiti, forse anche creativa, che coincideva con l’autocandidatura di quattro esponenti di rilievo del PD: Graziano Cioni e Daniela Lastri (ex DS e assessori della giunta Domenici), Lapo Pistelli e Matteo Renzi (ex Margherita, parlamentare il primo, presidente della Provincia il secondo).
Si profilava una partita realmente aperta, senza sbocchi predefiniti: tale da pregiudicare gli indispensabili equilibri interni in un partito, il PD, che in realtà è ancora l’insieme di due organizzazioni parallele che coabitano con molta difficoltà.
Per cui, inesorabilmente, nell’ordine è successo che:
1) – Le primarie che dovevano essere circoscritte al solo PD sono diventate di coalizione. La stagione veltroniana dell’autosufficienza e del partito unico a sinistra come a destra è tramontata. Il PD prende atto che senza alleati non vince, nemmeno nelle tradizionali roccaforti come la Toscana. Poco importa se la sostanza resta la solita e l’ampliamento all’intera coalizione delle primarie è solo una finzione: viene persino respinta la ragionevole richiesta di spostare di un mese il giorno delle primarie. Il PD è messo male, ma i sui alleati stanno peggio ed al momento non riescono neppure ad avere un sussulto di dignità.
2) E’ stato fatto fuori, con tecniche degne delle tradizioni curiale democristiana e stalinista comunista, uno dei due outsider, lo “sceriffo” Graziano Cioni. Ciò ha indebolito anche l’altro outsider, il giovane, ambizioso e spregiudicato Renzi. Con la copertura di altri candidati di facciata, uno della sinistra, l’altro dell’Italia dei Valori, le primarie, ancorché “di coalizione” si avviano a rispettare il cliche dell’esito predeterminato.
3) Le manovre avvolgenti dell’estabilishment del PD romano e toscano hanno finito per prevalere. Grazie all’appoggio pressoché unanime dell’apparato, tutto lascia prevedere la vittoria di Lapo Pistelli. E’ figlio di Nicola Pistelli, fondatore della sinistra di Base della DC alla fine degli anni ’50 e prematuramente scomparso nel 1964. Ha cominciato a fare politica nel movimento giovanile della vecchia DC a metà degli anni ’80 ed è già stato assessore della giunta presieduta dal socialista Giorgio Morales (1990-95) una delle poche, in Italia, sopravvissute ai colpi di maglio della magistratura, nonostante un’inchiesta che portò alla ingiusta carcerazione del vice-sindaco democristiano Gianni Conti, poi ampiamente assolto in sede di dibattimento. Attualmente Pistelli è deputato e gode, nella corsa a Palazzo Vecchio, dell’appoggio di Veltroni e degli esponenti dalemiani del PD fiorentino.
4) Ora è possibile rispettare l’equilibrio, dentro al PD, tra ex DS ed ex Margherita. I DS, profittando delle debolezze e delle divisioni della Margherita toscana, avevano detenuto negli ultimi dieci anni entrambe le cariche istituzionali più in vista: Presidente della Regione e Sindaco di Firenze. Ciò che non fu possibile a partiti divisi è realizzabile ora che DS e Margherita sono semplici “componenti” di uno stesso partito: come in Campania Sassolino e la Iervolino, l’uno presidente di Regione, l’altra sindaco di Napoli. Dunque, Pistelli sarà nel 2009, primo cittadino di Firenze ed Enrico Rossi, pisano, attuale assessore alla sanità, sarà, nel 2010 presidente della Toscana.
Naturalmente l’ultima parola la diranno gli elettori ma non si vedono in giro protagonisti capaci di far deragliare il treno fatto partire dal PD. Il PDL è assente, salvo poche uscite quasi tutte ad uso interno, legate alla preoccupazione di salvaguardare gli equilibri interni.
Ci sarebbe una grande opportunità per il mondo laico liberale e socialista: quella di diventare a Firenze il terzo partito per forza elettorale. Ciò potrebbe facilmente avvenire saldando la nascente lista di Valdo Spini, il PS con in prima persona il suo segretario nazionale Riccardo Nencini, ed il Gruppo dei Centouno con la sua aggregazione di laici e liberalsocialisti indipendenti.
E’ quello che cercheremo di fare, senza nasconderci le difficoltà dell’impresa, sia per divergenti aspettative personali sia per differenti valutazioni di prospettive politiche.
Nicola Cariglia

Da autentico volenteroso qual’è, Cariglia alla fine lancia la proposta più banale possibile, ma proprio per questo nelle attuali nebbie della politica, la più concreta e realizzabile.
Unire il possibile in attesa di tempi migliori.
Sembra però che da parte degli interlocutori (Spini e Nencini) prevalga il consueto provincialismo o peggio.
Uno (lo Spini) potrebbe una volta tanto scrollarsi di dosso l’antico e antipatico manto di alterigia e superiorità senza il quale avrebbe potuto essere da tempo un leader spendibile per la sinistra riformista, l’altro (il Nencini) alle consuete prese con la bulimia da poltrone alla quale sembra proprio non saper rinunciare e intento come sempre a tattiche di piccolo cabotaggio.
Sarebbe l’ora che entrambi uscissero dalla costante immaturità politica che li accomuna e prendessero in seria considerazione la banale ma responsabile proposta di Cariglia.
Altre soluzioni esulerebbero dai desideri e le aspettative dei laici e dei socialisti, da troppo tempo sacrificati per interessi di botteguccia.
Tante sono le cose che si stanno perdendo , e non solo il centro-sinistra. Ho anche sentito una notizia secondo la quale a perdersi sarebbe la lingua italiana : causa ,l’eccessiva influenza della TV ( televisione ) e dei dialetti . Ma lo studio della questione (la perdita dell’italiano ) temo faccia torto ad una terza concausa : l’ imperversare del Di Maro !
Quanto alla questione principale ,lo ribadisco : predispongo il “mio” voto( et similia ) non per una persona , nè per un gagliardetto , ma per un persuasore credibile di…soluzione di problemi , o di carenze . Staremo a vedre !
Ok
Dividiamoci il problema. E nel mio lavoro spero, e ci credo, di stare con il Gruppo dei 101.
Cordialità
“Risolvere il nodo di quale centrosinistra vogliamo. Ed è il 90 per cento del problema”. Preferisco dedicarmi all’altro 10 per cento perché di certo, caro Di Maro, il problema si risolve lì. M.S.
Signor Siracusa, Lei di questo passo finirà alla corte di Grillo per cui è meglio che la conversazione finisce qui.
Per quello che mi riguarda il vero massimo problema si limita, a mio modesto modo di vedere e non voglio fare il professore nè su Pensalibero nè altrove, più semplicemente a risolvere il nodo di quale centro/sinistra vogliamo.
Ed è il 90% del problema.
Appunto, il profluvio di liste civiche nasce dalla retorica della falsa concretezza, dei problemi da risolvere con forze trasversali solo preoccupate, vecchia cantilena, del bene pubblico. Tutti a salvare Firenze, dio bonino! Pochi problemi in mano agli esperti e senza tanti discorsi, e, come si dice, andando al sodo. Vale a dire quattro anni di emolumenti per gli eletti e i loro esperti, più i parenti sistemati in qualche refettorio, i viaggi sbafati per studiare le fogne metropolitane sparse nel mondo, e congressoni a iosa, così tanti che la TV non ce la fa a dirceli tutti. E anche la gioia d’essere riconosciuti vip di provincia vi pare poco? Ecco realizzata la democrazia italo- cattolica: finalmente chiunque è qualcuno! M.S.
UN’ALTRA LISTA CIVICA …. E’ FESTA GRANDE A FIRENZE …….!!!!!!!
Mi è arrivata una e-mail che Vi giro:
Democrazialegalita.it è un periodico on line, quindi non può e non vuole schierarsi con alcun gruppo di iniziativa politica, per restare – come deve essere per chi fa informazione – indipendente e libero.
Ma – ed è un ‘ma’ importante – relativamente alla situazione Fiorentina e al panorama devastato in cui si svolgeranno le elezioni amministrative del giugno 2009, crediamo sia necessario assumersi delle responsabiltà fattive, ed è per questo che seguiremo con attenzione le attività della nascente Lista promossa da Ornella De Zordo, che dovrebbe essere – e sarà – fortemente indipendente, affrancata da TUTTI i partiti e sicuramente ‘necessaria’ per la ricerca ma sopratutto la costruzione e la rappresentazione di una sinistra, non ideologica nè prona a un modernismo mal digerito , ma
ispirata dai “principi fondamentali”della nostra costituzione.
quei valori e quelle istanze, cioè, che avrebbero potuto fare di questo paese una democrazia compiuta, che furono disattese per fare posto agli interessi e alle ideologie, ma che – tuttoggi – costituiscono l’unica speranza, l’unico punto fermo, per la costruzione e il compimento di un paese in cui la politica possa essere , finalmente, una ‘nobile arte’ e non l’esercizio demagogico, furbesco e truffaldino del potere.
Dunque, vi invitiamo ad intervenire all’iniziativa :
*cominicato a cura di Ufficio stampa “evento amministrative 2009”
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Caro Di Maro,
i problemi che poni sono giusti ma rientrano proprio nei massimi sistemi. È un secolo che il socialismo fibrilla a destra e sinistra in cerca del suo “ubi consistam”, e anche nel caso di Firenze si ripresenta irrisolto questo massimo sistema. O si aggiusterà tutto nel solito valzer di nomi scambiandolo per concretezza politica? Non sarebbe l’ora che invece fossero i massimi sistemi a rivendicare la loro concretezza per chi non ne ricava fumo? E poi cos’è concreto in politica? L’elezione, la legge approvata, la firma nell’ordinanza? Oppure ciò che precede questi atti e che non dovrebbe essere una palude per renderli politicamente certi. Io distinguerei tra massimi sistemi e gioco politico. M.S.
Caro Siracusa,
qui non c’è da discutere dei massimi sistemi, ma più semplicemente di quale centro/sinistra vogliamo.
Argomenterò meglio al ritorno di Cariglia, ma per ora Ti rispondo su un punto.
La prima cosa c’è da vedere se c’è spazio per i laici e socialisti del Gruppo dei 101 nel prossimo centro/sinistra sia in Toscana che altrove.
E c’è da capire se c’è spazio nel futuro centro/sinistra per quell’elettorato, che io chiamo il “Partito del 13 aprile”, che non ha votato per il PD (ed ha fatto vincere Berlusconi!) perchè è contro le attuali dirigenze cattocomuniste del PD.
Chiarito questo possiamo andare avanti.
Altrimenti c’è bisogno di un Guazzaloca fiorentino.
Io un nome c’è l’ho sulla punta della lingua.
Ma se arriviamo a questo punto di Guazzaloca ne spunteranno anche in altre parti di Italia.
Cordialità
Gino Di Maro
Caro Di Maro,
anche in Garfagnana nevica alla grande, la Pania insegna distanze che lande e savane non insegnano. E allora non mi rassegno a Lapo Pistelli sindaco di Firenze. Quale largo ai giovani? I figli, i nipoti, i bisnipoti e parenti di politici andati anche se avessero vent’anni non saranno mai politicamente giovani. Per dare largo ai giovani dovrebbe essere per legge vietata a generazioni alterne qualsiasi carica pubblica a chiunque abbia avuto ascendenti, discendenti o collaterali in uffici politici. Ma queste sono solo le distanze insegnate dalla Pania. E poi il tanfetto di cattolicesimo post-post conciliare mille volte riciclato mi sembra una flebo a cui i laici si sottopongono volentieri di nascosto per sopravvivere. Gli ultimi Nencini e Spini, braccini nudi affiancati sui lettini in attesa. Ma quali laici? M.S.
Caro Nicola,
a Milano nevica incessantemente e sono costretto a stare in casa.
Non metto in dubbio che Valdo Spini sia serio, meticoloso ed un ottimo compagno.
Due cose non mi convincono: che si candida a sindaco di Firenze mentre il segretario nazionale del Suo PS si accinge a partecipare alle primarie di coalizione per la medesima carica. Non Ti sembra quanto meno inopportuno?
Poi, se Spini non lo ha capito, mi faccio carico di spiegarglielo io che è venuto il momento che tutta una generazione deve dare il passo perché sono responsabili, Lui come altri, della sconfitta del centro/sinistra, dell’assenza dal Parlamento dei Socialisti, degli errori, o se preferisci delle cazzate, fatte con il governo Prodi nella legislatura 2006/08 e precedenti, ed in ultimo degli errori fatti con le composizioni delle liste elettorali il 13 aprile.
Questo non significa che deve rinchiudersi in un convento laico, ma si attivi pure per la causa, come fai Tu e come faccio io, e metta la Sua serietà e meticolosità in favore della prospettiva politica che abbiamo di fronte.
Come candidato sindaco lasci il passo a Nencini, per il rispetto che si deve al segretario del partito, o a un candidato giovane o ad un nuovo alla politica o ad un escluso della seconda repubblica.
Io di nomi ne ho due per Firenze, ma questo riguarda il secondo aspetto che hai toccato anche se un po’ superficialmente, più sull’ironia che nel merito.
Ma su questo secondo aspetto il Tuo ritorno sabato e ne riparliamo ancora qui su Pensalibero.
Un caro saluto
Gino
E’ chiaro che non si possono disconoscere “le difficoltà dell’impresa, sia per divergenti aspettative personali sia per differenti valutazioni di prospettive politiche”, ma sarebbe bene chiarire ( per l’appunto ) che non sono aspettative personali quelle più atte a riunificare alcunchè….sarebbe nmolto meglio concentrarsi tutti sulle motivazioni ed i programmi politici ( quelli si ,che interessano tutti ).
Speini,persona di cultura e non solo d’immagine ,mi sembra lo stia facendo abbastanza con impegno…altri sembrano più preoccupati di coinvolgere le masse in modo acritico( bellissimo l’appello per il voto ai sedicenni…io scenderei ancora con l’età,il buon Adolf lo fece ,ottenendo una discreta raccolta…), per porsi solo come specchietto per le allodole.Personalmente ,la vedo dura con l’unificazione , se non si pongono regole chiare : non basta sbavare all’abbraccio .
Appoggio in pieno la proposta di riformare un grande Partito Socialista di stampo liberale e dalla tempra repubblicana. Questo non vale soltanto per la Toscana, ma per il bene del nostro Stato.
Un Partito che abbia radici popolari e cioè il pieno consenso della gente comune.
Un Partito fatto di persone che abbiano avuto in famiglia radici legate alla vera tradizione socialista che puntava la piena attenzione sui veri problemi della Società e non sui problemucci o sulle attuali scaramucce interne a tutti i partiti.
Sarà molto difficile e complesso tutto ciò se non si pensa a realizzare delle serie scuole di partito. Secondo me sarebbe importante farlo anche a Firenze.
Questa città ha avuto una grande storia politica ed ha ancora importanza per quanto concerne lo sviluppo di incubatori dove formare in maniera seria la classe dirigente di questo paese.
Altro argomento che vorrei mettere alla vostra attenzione è un commento scritto dal Presidente della Regione Toscana Martini, sul quotidiano la Repubblica di oggi 06-01-09 che aveva argomentazioni molto importanti sulle quali sarebbe interessante riflettere insieme a voi.
Antonio Randisi ‘ 71
Caro Gino,
sarò di ritorno sabato prossimo, 10 gennaio.
Intanto, in attesa di poterci intrattenere più a lungo, rispondo subito, ovvero esprimo la mia opinione, su due temi da te sollevati.
1)- Valdo Spini sta facendo un lavoro notevole a Firenze. Come sai, è serio e meticoloso: sta approfondendo contenuti programmatici e sta aggregando gente. Conosco Valdo da una vita (per lo più amici ma in disaccordo nelle scelte) ma vorrei fare con lui, e con tutti, come se si partisse da oggi. Basta con le recriminazioni del passato, sopratutto se si vuole parlare ai giovani. In ogni caso a Firenze è necessario mettere assieme tutti, proprio tutti i laici liberalsocialisti ed il risultato di essere il terzo partito è a portata di mano.
2)- Perchè terzo e non primo? Perchè vogliamo lasciare qualche traguardo anche a chi ci seguirà….. Ma vai là, incontentabile!
Un caro saluto, Nicola
Caro Nicola,
sperando che sei tornato sano dal Kenia, Ti faccio i miei migliori auguri di un fulgente 2009. E deve essere ricco di imprese politiche. Parlo di imprese come la spedizione dei 1.000 in modo da entusiasmare giovani come il Ns Federico Baldini.
Mi sta bene tutto quello che scrivi, soprattutto con la proposta di saldare PS al Gruppo dei 101 in una federazione che deve andare oltre i confini della Toscana, ma lasciamo stare Spini!
Sul punto e sulle prospettive e le c.d. strategie ci sarà molto ancora da discutere e mi riservo pertanto di intervenire.
Su un punto non sono d’accordo e Ti chiedo:
Perché “il mondo laico liberale e socialista” dovrebbe essere solo il “terzo partito per forza elettorale”?
Non ha diritto a concorrere per il primo?