Alzi la mano il giornalista che non si sia emozionato e inorgoglito nel vedere o rivedere il film “L’ultima minaccia” e il momento clou in cui Humphrey Bogart pronuncia la celebre frase rivolta al boss cattivo : “E’ la stampa bellezza! E tu non ci puoi far niente ! Niente !”. Io ho immaginato che aggiungesse: “Nessuno la può fermare”, perché sullo sfondo si udiva il rumore delle rotative che assomigliava a un tuono prima del temporale.
Due cose sono cambiate da allora: non esistono più le rotative, e il numero degli aspiranti spin-doctor o uffici stampa, si è infoltito al punto che, come si dice, “non esistono più neppure posti in piedi”.
Forse per questo gli ultimi dati, riguardanti le vendite in edicola dei quotidiani,, sono davvero impressionanti: Corriere della Sera e La Repubblica combattono per il primato intorno alle duecentomila copie giornaliere, il che significa che 59 milioni e seicentomila cittadini si guardano bene dall’acquistare i giornali italiani più venduti. Gli stessi che dedicano ampie inchieste alla disaffezione per il voto elettorale.
Sì, lo so che molti daranno la colpa alla trasformazione dal cartaceo al digitale, ma in realtà mettono ancor più il dito nella piaga, visto che in altri Paesi molto più sviluppati in quanto all’uso di internet, il calo è stato di gran lunga meno vistoso.
Ecco, a questo punto i veri grandi interrogativi sono due:
1)Non viene mai il dubbio agli editori che, continuando così, il default diventa inesorabile ?
2) A che cosa serve la rinuncia a dire ancora “E’ la stampa bellezza!!, cioè ad essere il vero cane da guardia dei cittadini contro uno straripante potere, se poi non ti legge nessuno ?
3) E’ possibile che tanti, troppi, giornalisti oltre a dimenticare il remoto brivido provato guardando “L’ultima minaccia”, non si preoccupino del proprio futuro, quello di un’intera categoria in via di estinzione perché sostituita da docili barboncini da salotto, utili solo ad accompagnare le chiacchiere invece che ad avvertirci dei rischi che possiamo correre ?

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