Altrettanto giusto e sacrosanto sarebbe mettere in piedi una offensiva degna di uno Stato democratico alla tragedia dell’evasione fiscale.
Lo diceva anche la nonna: “Ogni promessa è debito”, sentenziava guardando sull’aia con quella saggezza contadina incomparabile. Renzi lo ha annunciato-promesso alla grande assemblea di Milano: “Diminuiremo le tasse”, dal 2017. Intanto però aiutatemi a fare le riforme e a stabilizzare il Paese, ha fatto capire senza tanti giri di parole.
La condizione è comprensibile: anche i più strenui oppositori di Renzi sanno che non si può avverare il sogno di abbassare le tasse se prima non fai le riforme di sistema cioè scuole, burocrazia, giustizia, lavoro, trasporti, credito tanto per citare qualche settore in cui il governo è già intervenuto e altri in cui sta intervenendo dovrà mettere mano.
E infatti nel grande salone delle esposizioni universali erano tutti universalmente d’accordo con Renzi: via le tasse dalla prima casa quando metteremo a riparo il sistema di funzionamento del Paese. E poi intervento su Irpef e oneri aziende. Un sogno avere una specie di flat tax al 27 per cento per chi, molti e pochi al tempo stesso, pagano il 43 il 55 il 60 per cento, o addirittura il 70 per cento.
E’ giusto partire dalla casa che è universalmente riconosciuta come il bene rifugio più importante per gli italiani. Quello che è mancato invece nel ragionamento di Renzi è il riferimento ad uno dei più grossi ostacoli nella strada della riforma delle tasse e quindi al relativo abbassamento dell’imposizione fiscale: l’evasione. Il macro bubbone degli evasori fiscali.
Giusto e sacrosanto rivendicare come strategico il sistema di riforme per arrivare ad uno stato fiscale più giusto e più equo,e non stiamo qui a ricordare i confronti con gli altri Paesi europei, ma altrettanto giusto e sacrosanto sarebbe mettere in piedi una offensiva degna di uno Stato democratico alla tragedia dell’evasione fiscale che costa, ricordiamolo così giusto per farci una idea, circa 120-130 miliardi di euro. Dieci, forse venti manovre economiche.
“Ogni promessa è debito” diceva la nonna Clotilde e ci piace che il presidente ci abbia promesso una manovra di abbassamento e una scadenza per la riduzione fiscale ma sarebbe molto bello avere anche la promessa di un intervento serio, razionale, concreto sull’evasione e sull’elusione fiscale.
Facciamo anche, per cominciare, 50 miliardi di recupero, sarebbe il corrispettivo di 5 manovre teoriche. Accetteremmo una “riformona” tutta renziana per quell’obiettivo. Quella sì sarebbe una notiziona.

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