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“Con la ruspa nella pubblica amministrazione” e l’ok al decreto “Salva Roma” il doppio pesismo del governo Renzi che non piace alle migliaia di sindaci con i conti in ordine

di Cesare Mannucci | 13 Aprile 2014

Per realizzare il processo di svecchiamento, di snellimento della pubblica amministrazione Matteo Renzi deve mettere nel conto di lasciare sul campo morti e feriti e poco importa come nel caso di Marino siano essi compagni di partito. 

governorenziIl “salva Roma” passa alla Camera al cardiopalma e per i comuni italiani ancora una volta il governo usa due pesi e due misure. Primo scivolone per il sindaco-premier che alla fine non ha potuto che tendere la mano al collega di partito Ignazio Marino, primo cittadino della città eterna che coi suoi lamenti, i suoi ricatti e il piagnisteo finale ha convinto il “rottamatore” di palazzo Chigi che il fallimento della capitale non poteva non nuocere all’immagine che l’Italia offre al mondo intero. E poco importa che una gestione attenta e draconiana dopo un giusto e doveroso default del Campidoglio forse alla lunga avrebbe giovato di più alla scalcinata considerazione che in Europa e nel globo intero hanno di noi politici, imprenditori e uomini di cultura. Ma tant’è, neanche il giovane sindaco e il suo uomo di fiducia Graziano Del Rio già presidente dell’Associazione nazionale comuni italiani (Anci) se la sono sentita di prendere le parti dei loro ex colleghi che in questi anni di grandissima crisi e difficoltà economica hanno tenuto i conti in ordine dei loro comuni rispettando lo stretto vincolo del patto di stabilità interna che per paradosso non consente agli enti locali che a fine anno hanno il bilancio in attivo di spendere le somme avanzate per opere di miglioria, manutenzioni e riqualificazioni del patrimonio pubblico e per potenziare i richiestissimi servizi alla persona. Ma una piccola speranza continuiamo a coltivarla in queste ore che ci separano dalla pubblicazione on-line e la votazione definitiva del decreto a Palazzo Madama ovvero la camera alta in odore ormai di disarmo e smantellamento in vista della nuova legge elettorale e di modifica alla Costituzione. Con uno scatto d’orgoglio i senatori “veterani” (non per vendetta verso Renzi che da tempo ha deciso di rottamarli ma al contrario con un atto di giustizia politica super-partes) dovrebbero bocciare nuovamente e definitivamente il decreto per salvare le gestioni allegre di Roma Capitale e senza dare la croce addosso al malcapitato neo-sindaco Marino, ma per richiamare alle proprie responsabilità i suoi predecessori Gianni Alemanno, Walter Veltroni, Francesco Rutelli e gli altri sindaci di fine Novecento che dovrebbero essere denunciati insieme alle loro Giunte alla Corte dei Conti per danno erariale per aver dissanguato le casse della Capitale. Come dicevamo (sperando in un miracolo al Senato) il giovane premier fiorentino si sta muovendo con decisione in queste prime settimane di governo ma anche con contraddizioni evidenti come nel caso del decreto “salva Roma”. Ma è innegabile il colpo di reni e di macete che l’ex sindaco fiorentino sta dando contro la burocrazia e l’infernale corporazione del personale della pubblica amministrazione. Proprio sabato a Torino alla presentazione del candidato del centro sinistra per la Regione Piemonte l’ex sindaco Sergio Chiamparino, Renzi ha lanciato la sua proposta e il suo “j’accuse” alla burocrazia e ai boiardi di Stato. «Abbiamo bisogno di vincere la sfida del fisco, a maggio essere in grado di entrare con la ruspa dentro la pubblica amministrazione –  ha detto – dobbiamo farlo sapendo che dentro la pubblica amministrazione la stragrande maggioranza dei lavoratori sono perbene, disponibili ad impegnarsi, che hanno voglia di essere motivati, avere obiettivi chiari ed essere messi in condizione di lavorare. Ma chi non lavora non può avere l’alibi che la politica è spendacciona». Musica per le orecchie di chi scrive ma immaginiamo anche per quelle degli attenti lettori di Pensalibero che da mesi ci sostengono in questa battaglia di moralizzazione che stiamo conducendo su queste colonne contro gli sprechi e contro soprattutto il bizantinismo autoreferenziale di un apparato fuori dal tempo e in grave ritardo con il progresso informatico imposto dalla civiltà globale 2.0. Ma per realizzare il processo di svecchiamento, di snellimento della pubblica amministrazione Matteo Renzi deve mettere nel conto di lasciare sul campo morti e feriti e poco importa come nel caso di Marino siano essi compagni di partito. Il messaggio oltre essere forte e chiaro deve essere coerente per tutti e deve valere per il comunello comasco di ottanta residenti come per la capitale del Belpaese. Non è più tempo di giocare  e spendere a vanvera tanto paga Pantalone, ma anche non è più il tempo per i “doppi forni” e il doppiopesismo, la protesta della gente comune esasperata per la casa è arrivata nella capitale a due passi dalle stanze del potere.!

Pubblicato in : Editoriale

Info Cesare Mannucci

Direttore Responsabile ad interim, già Vice Direttore vicario di PensaLibero.it, svolge una intensa attività giornalistica da oltre 40 anni. Ha cominciato nel settimanale L’Eco di Milano e provincia, come collaboratore, per ricoprire poi incarichi di responsabilità come caposervizio, caporedattore sino alla condirezione dello stesso. E’ stato collaboratore esterno del quotidiano del pomeriggio La Notte (gruppo Rusconi Editore), e per oltre 24 anni giornalista al quotidiano nazionale Il Giorno (Eni e poi Poligrafici Editoriale) per il quale si è occupato di cronaca nera, amministrativa, sindacale e giudiziaria. Componente del Cdr de Il Giorno in qualità di fiduciario. E’ stato anche collaboratore del quotidiano della Cei, L’Avvenire e dell’Unione Sarda. Ha svolto, inoltre, intensa attività politica come Sindaco del comune milanese di Mediglia, Vicepresidente vicario del consiglio direttivo del Parco Agricolo del Sud Milano, per il quale è stato componente del consiglio d’amministrazione di Fedenatur la rete dei parchi periurbani della Comunità Europea (con sede a Barcellona) in rappresentanza della Provincia di Milano. Componente del comitato tecnico intercomunale per la trasformazione del Consorzio dell’Acqua Potabile di Milano (Cap) in società di capitali (Cap Holding SpA). E’ stato anche delegato per la Lombardia al congresso nazionale dell’ Associazione nazionale comuni italiani (Anci) del 1999 a Catania. Capo Segreteria a Milano di un noto europarlamentare (2016). Consigliere comunale all’opposizione a San Donato Milanese, cittadella che ospita Metanopoli e il quartiere generale dell’Eni (2017-2022). Da giugno 2022 Consigliere comunale di minoranza a Dresano (Mi). Dal 2023 al 2024 Responsabile della comunicazione di un conosciuto europarlamentare pavese. Direttore Responsabile de “Il Giornale dei Laghi” mensile della Gestione Navigazione Laghi-Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (dal luglio 2025)

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