“Dotto’, quando un forestiero viene al Sud piange due volte: quando arriva e quando parte”. E’ la frase simbolo del film che sta spopolando nelle sale in questi giorni “Benvenuti al Sud”, con uno scoppiettante Claudio Bisio e una fantastica Angela Finocchiaro, magistrale quando sviene ai colpi finti di fucile e fa la lombarda più lombarda in piazza Duomo. Super incisivi anche Alessandro Siani e la splendida Valentina Ludovini in quella piazzetta piena di sole e di mare e di biliardino che è il salotto di Castellabate , o Chateau l’abat.. Tra gorgonzola e “ciaparat” (acchiappa topi, apritevi a nuove culture) , tra o mia bela madunina e o sole mio si “avvertono” momenti di profonda riflessione, anche se raccontati da Luca Miniero con sobrietà e leggerezza. Ma com’è questo sud? Diffidenza e scoperte. Quella nebbia attorno al gorgonzola e quel sole dopo la pioggia temporale della notte, quell’incontro tra sospetti e paure e il cioccolato al sangue di maiale. “Aahh”. Il direttore nordista delle poste punito perché ha finto di essere handicappato per avere un ufficio postale in centro a Milano scopre che al Sud ci sono orari diversi. Inutile aprire le poste alle 8 se la gente viene alle 11. Fa più questo film di un corso di federalismo avanzato. Sarebbe da paradigma politico. Sulla storia ci dev’essere lo zampino autoriale anche del mio amico Carlo Rossella, come presidente della Medusa che ha prodotto il film e che è stato, anche se lui non se ne vanta, uno dei promotori culturali della fiction Capri. Lui Rossella da Pavia, profondo Nord risiero, vero amante scopritore del Sud. C’è di che ragionare anche per i nostri concittadini attorno al Po o sull’asse della pedemontana, c’è di che riflettere tra luoghi comuni e …comuni non luoghi. Negli anni di Linea Verde ho lavorato, incontrato studiato e registrato in molte zone diverse del Sud, dalla miniera di sale nella Sicilia centrale all’olio del Salento, ai limoni di Sorrento alla sabbia di capo Teulada. Esperienze straordinarie, in tutti i sensi. Ho postato la frase simbolo sul pianto, che è vera verissima, su Facebook e si sono scatenati in commenti miei studenti, qualche collega e amico non studente, tra sud e nord, con capacità piuttosto critica di discernere tra mode e luoghi comuni. Sono stimolanti e nuovi: eccoli. Elena Montano: Quando arriva perché non crede ai suoi occhi, per quanto schifo, e quanto poco (di buono) ci sia. Quando parte perché si dispiace per chi è costretto a rimanerci. Fatevelo dire da chi parte e torna da 8 anni, ha vissuto ed è cresciuta nel nulla più assoluto, in una terra dimenticata da Dio e dagli uomini: la Basilicata. Stefania Persico: Nooooooooo ele…non dire così…non è vero!! Elena Montano: Ok, lo dico in un’altra maniera, ma il concetto non cambia. Il “mio” sud fa schifo. Gli altri non li conosco. Fabrizio Binacchi:Dunque, facciamo pace. C’è sud e SUD, c’è quello di un pezzo della provincia di Matera che te lo raccomando e c’è un pezzo del Cilento o del Salento che te lo raccomando.. Ma in molti casi c’è un effetto cuore, traslato, che ha provocato la “famosa” battuta. Prudence Pink (giornalista Giampiero Moscato): Conosco dei sud da abbattere e dei sud da amare come meglio non si può. Terra di estremi. Difficile da viverci. Ma gli estremi alti sono imbattibili. Io scelsi la media congeniale, restai al nord, ma non ho mai vissuto i sublimi momenti toccati con mano e con cuore al sud. Quel qualcosa mi manca. Vittorio Morisco C’è il Sud di Cristo si è fermato a Eboli e c’è il Sud da cartolina….il Sud è un posto complicato, ci sono state tante dominazioni tante angherie e tante cose meravigliose l’ancestralità e l’essere levantini, industriosi e indolenti….mi ritengo fortunato ad essere cresciuto a Bari che rispetto ad un certo tipo di Sud è Milano. Rosario Di Raimondo:Molto più semplicemente si potrebbe dire che le generalizzazioni non rappresentano mai bene la realtà, ma la umiliano. Vittorio Morisco: alla fine dei discorsi credo che molto male al Sud lo facciamo noi meridionali. Punto. Fin qui le testimonianze. Che dire?. C’è un sud anche vicino a Magenta credetemi e c’è un sud più nord magari tutto da scoprire dietro Torre dell’ Orso o Copertino o vicino Racalmuto. C’è un sud vicino a Lollove forse, ma c’è un nord vicino a capo Teulada. Insomma viva Castellabate Parco del Cilento ma anche viva Magenta e viva Roseto, viva anche Boara, provincia di Rovigo. Dove, incredibile, a mezzogiorno, è mezzogiorno come a Roma.
Fabrizio Binacchi www.virgola1.splinder.com
“BENVENUTI AL SUD”
Fa più questo film di un corso di federalismo avanzato. Sarebbe da paradigma politico. Sulla storia ci dev’essere lo zampino autoriale anche del mio amico Carlo Rossella, come presidente della Medusa che ha prodotto il film e che è stato, anche se lui non se ne vanta, uno dei promotori culturali della fiction Capri.
Di Fabrizio Binacchi

Trovo si dovesse almeno una citazione
al gustosissimo film francese di Dany Boon .
In fondo si trattava dell’originale.