Non esistono più differenze di sesso, di ruolo istituzionale, di malaffare, malcostume e di miseria di importi. La corruzione dilaga In Italia a pochi giorni dal 28esimo “compleanno di Mani Pulite” ovunque in ogni articolazione dello Stato, siano essi politici, funzionari ed alte cariche degli apparati burocratici del nostro amato Belpaese. Il 2019 si chiude col botto e con l’assoluta parità di genere e amaramente si può solo commentare con il vecchio mantra dell’ amatissimo Ginettaccio Bartali: “Gli è tutto da rifare…!”.
Il prefetto di Cosenza, Paola Galeone, di 58 anni, è indagata per corruzione. L’ipotesi accusatoria a carico del prefetto è di avere intascato da un’imprenditrice, che ha denunciato i fatti alla Polizia, una “mazzetta” di 700 euro.
Sarebbe stata videoripresa dal personale della Squadra mobile di Cosenza la consegna da parte dell’imprenditrice al prefetto. La consegna della busta contenente il denaro, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbe avvenuta in un bar di Cosenza. Secondo quanto scrive la Gazzetta del Sud, il prefetto Galeone avrebbe proposto all’imprenditrice di emettere una fattura fittizia di 1.220 euro allo scopo di intascare la parte di fondo di rappresentanza accordata ai prefetti che era rimasta disponibile alla fine dell’anno. Sempre secondo l’accusa, 700 euro della somma concordata sarebbero andati al prefetto Galeone e 500 all’imprenditrice.
Quest’ultima ha denunciato i fatti alla Polizia, con la quale ha concordato luogo, data e ora per la consegna dei soldi al prefetto Galeone, consentendo che il tutto venisse documentato visivamente dal personale della Squadra mobile.
Buon Anno e buon 2020 durante il quale c’è da starne certi… “ne vedremo delle belle!”
Cesare Mannucci

Diamo per acquisito lo sdegno e il ribrezzo per il “servitore dello Stato” nel suo agire… Perché usare a piene mani il condizionale nella narrazione di fatti e non di sospetti?
Non sarebbe stata videoripresa, E’ stata videoripresa;
La consegna della busta E’ stata in un bar di Cosenza;
All’uscita infatti la signora, da noi stipendiata, è stata fermata e nella borsa sono state rinvenute le banconote. Ci aspettiamo le dichiarazioni di rito: “Ho fiducia nella Giustizia”…
E SE NON CE L’HA LEI!!!
cordialmente BUON ANNO, Marco Bonavia
Dovere di cronaca e rispetto della riservatezza del segreto istruttorio. Solo oggi il Giudice per le indagini preliminari ha convalidato l’arresto disponendone la concessione dei domiciliari. Abbiamo fatto cronaca nel pieno rispetto della deontologia professionale che spesso difetta sui social e sul web. Continueremo ad informare i lettori con correttezza, precisione e professionalità. Non ne dubiti! Buon Anno!
è regola generale, dall’ultimo alle massime cariche, purtroppo c’è omertà e chi sa e chi vede tace perchè domani può toccare a lui.
I sindacati decidono ed i politici acconsentono per non perdere voti, domani è un’altro giorno ed io non ci sarò, questa la regola
La patria non esiste più, forse non è mai esistita, la storia è distorta, Agli assassini si intitolano le strade, ai mascalzoni le aule, i corrotti di certa parte si vantano di aver preso denaro dagli allora nemici e tutti tacciono; no! non sono io concittadino di costoro.
Ho la sensazione che questa indagine non si fermerà solo alle contestazioni mosse al Prefetto di Cosenza….credo che l’inchiesta avrà parecchie ripercussioni sul mondo politico e degli alti apparati dei funzionari di Stato e di Governo….
In Italia a ogni livello e in ogni ambito e a prescindere da impiego o latitudine, parrebbe in vigore una regola non scritta, ma tacitamente accettata :” Tutto è cosa nostra, l’Italia è roba d’altri “.Sicuramente la gogna ricade pesantemente sui non allineati o i fuori casta ,ma il sistema in generale sembrerebbe funzionare in tal senso.
Molto vero, ma talvolta il meccanismo si inceppa e forse anche si rompe…..Aspettiamo prima di trarre conclusioni definitive….