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“La scuola non deve lasciare indietro nessuno” Il neo ministro Fioroni lancia le linee guida del suo ministero

E’ compito della società non della scuola far si che tutti i ragazzi abbiano la possibilità, concreta, di accedere all’istruzione e alla formazione. Ma queste devono essere di qualità e la qualità non si ottiene con il dare a tutti un diploma.

di Redazione Pensalibero.it | 22 Maggio 2006

Il neo ministro della pubblica istruzione ha voluto essere presente, domenica 21 maggio, alla marcia di Barbiana. Con questo gesto, e soprattutto con le parole dette, ha dato un taglio alla sua azione di governo che, a nostro giudizio, va nella direzione esattamente opposta a quella che un paese moderna dovrebbe chiedere alla sua scuola pubblica. Fioroni ha sottolineato come ogni anno decine di migliaia di ragazzi escano dalla scuola media senza aver conseguito il diploma e come il 25% di loro non consegua nessun diploma e nessuna qualifica professionale. “Questo – ha poi detto il Ministro – è un punto sul quale interverrò perché la scuola non deve essere un luogo di esclusione. Dall’esperienza di Barbiana deriva anche che la scuola non deve lasciare indietro nessuno”. La frase impone un paio di considerazioni. Giusto il principio di combattere l’abbandono scolastico, sbagliato il proposito di far si che la scuola non lasci indietro nessuno. Compito della formazione scolastica è infatti quello di insegnare. Lo studio deve essere serio. La selezione indispensabile. E’ compito della società non della scuola far si che tutti i ragazzi abbiano la possibilità, concreta, di accedere all’istruzione e alla formazione. Ma queste devono essere di qualità e la qualità non si ottiene con il dare a tutti un diploma. Una cosa infatti è garantire il diritto allo studio e un’altra garantire il diritto al titolo di studio. Chi, come Fioroni, forse nostalgico del ’68, pensa di seguire la scorciatoia di “non lasciare indietro nessuno” finisce per penalizzare quei ragazzi, magari di famiglie modeste ma bravi, che da un titolo dequalificato hanno tutto da perdere. Infatti nemmeno quello potranno spendere un domani sul mercato del lavoro. Gli interventi di sostegno a chi non può permettersi gli studi devono essere a monte con borse di studio, servizi e tutto quello che serve ad una famiglia per far studiare i propri ragazzi. Interventi che dopo la scuola dell’obbligo devono essere erogati solo a chi se lo merita, per i risultati conseguiti e l’impegno dimostrato nell’iter scolastico. Non basta un certo tipo di sociologismo da strada a dare ai nostri giovani, tutti, più opportunità per il mondo del lavoro. In modo particolare per un mondo del lavoro sempre più globalizzato. Se il buon di si vede dal mattino, Fioroni, sia pure in buona fede, è partito con il piede sbagliato.

Pubblicato in : Primo piano

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Interazioni del lettore

Commenti

  1. Giovanna Ferraresso

    1 Giugno 2006 alle 10:35

    Fioroni ha sintetizzato, col suo proclama, uno dei mali peggiori che affliggono la scuola da tempi ormai immemori. “Non lasciare indietro nessuno” finisce per coincidere con “lasciare indietro tutti”. La scuola dovrebbe scremare senza sconti; dovrebbe garantire, nell’interesse di tutti -asini compresi- una futura classe dirigente preparata e capace; dovrebbe essere la prima palestra in cui si impari a considerare l’impegno ed il merito come le uniche discriminanti eticamente valide; dovrebbe essere promotrice della Giustizia sociale, garantendo borse di studio ai meno abbienti.
    Sarei per l’abolizione delle scuole private di qualunque ordine e grado. Non basta, a mio parere, pretendere che i finanziamenti provengano esclusivamente dalle famiglie interessate. Le scuole private dovrebbero semplicemente scomparire, perché, troppo spesso, sfornano somari a cui, a carissimo prezzo (e quindi parliamo esclusivamente di somari ricchi), vengono inculcate nozioni che saranno dimenticate il giorno stesso del conseguimento del diploma. Stesso discorso valga per gli istituti come il CEPU: insegnanti di sostegno (sfruttati e sottopagati) per figli di papà, lavativi o stupidi. Chi non ha le capacità necessarie e sufficienti per raggiungere risultati apprezzabili nello studio, vada a fare altro, a prescindere dal conto in banca del papà.
    Scusate il travaso di bile; ma, quando penso a tanti ragazzini africani o indiani o sudamericani che fanno salti mortali per studiare e poi vedo tanti, troppi, studenti italiani che a tutto pensano, fuorché a studiare, mi viene da pensare che vorrei esserci il giorno in cui tutti gli africani, indiani e sudamericani arriveranno in massa in Italia in qualità di medici, ingegneri, ecc. e i nostri ragazzi andranno a raccogliere i pomodori o a lavare i vetri ai semafori.

    Rispondi
  2. gabriele ariola

    28 Maggio 2006 alle 19:00

    Il liberalsocialismo non può prescidere dalla solidarietà socie.
    Inverto la domanda.
    Perchè chi non può permettersi la scuola privata deve contribuire a mantenerla con le propie tasse?
    Ne aggiungo un’altra.
    quale tra le due cotraddizioni è più ingiusta?
    Resto convinto che bisogna puntare ad una scuola pubblica degna,efficiente,funzionale,di tutti ,per tutti.

    Rispondi
  3. ramon de castagno

    28 Maggio 2006 alle 00:33

    Giustissimo che chi vuole la scuola privata se la paghi. Ma perchè deve pagare due volte, cioè la scuola che frequenta, con le rette, e la scuola pubblica che non frequenta, con le imposte?
    E poi: cosa è questa visione “di classe” per cui alla scuola privata possono accedere, se vogliono, i ricchi mentre per i poveri il destino è inesorabilmente la scuola pubblica?
    Perchè i meno ricchi non possono scegliere anche loro?
    Ecco un bel tema, diritto all’istruzione e libertà di scelta, sul quale confrontare le posizioni degli autentici liberali con quelle degli autentici socialisti democratici e riformisti.

    Rispondi
  4. gabriele ariola

    27 Maggio 2006 alle 20:47

    la scuola pubblica è ….pubblica cioè cioè in mano allo stato,non alla sinistra.
    affermare una cosa del genere è come affermare che sò …la sanità è in mano alla destra,perchè(tanto per dire) i medici sono prevalentemente di destra.
    Ma che discorsi son questi?
    La scuola pubblica è in condizioni drammatiche,anche per i pochi fondi a disposizione.
    Fondi alla scuola di tutti,qulla pubblica cioè.
    Basta finanziare con i soldi di tutti la scuola privata.Chi vuole usufruirne se la paghi con i soldi suoi.
    Chi non può sostenere le ingenti spese per mandare i propri figli ad una scuola privata,ha diritto ad una scuola pubblica decente e funzionale.
    Esattamente come chi non può curarsi in lussuose cliniche private,avrebbe diritto ad una sanità pubblica(nè di destra,nè di sinistra)decente.
    W il liberalsocialismo

    Rispondi
  5. Sergio Dubini

    22 Maggio 2006 alle 15:44

    La scuola pubblica, oggi in mano saldamente alla sinistra, si autodequalifica per eccesso di populismo e di istruzione politica di parte. Se gli insegnanti, sono e saranno soltanto il braccio della propaganda e del proselitismo sinistro, non potranno che essere il veicolo attraverso il quale i ragazzi impareranno ad essere antidemocratici, basti guardare la composizione dei consigli di istituto. Tutto ciò, tutta questa attività politica collaterale all’insegnamento vero e proprio, ha creato solo ignoranza e declassamento culturale rispetto ai ragazzi degli altri paesi e negli studenti tutti la consapevolezza di non doversi guadagnare niente, nella scuola come nella vita.

    Rispondi

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