
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in una conferenza stampa trasmessa in diretta televisiva, ha riferito di avere concordato con gli alleati fino al 1 settembre perché la Russia dia segno di essere interessata a un incontro bilaterale: se questo non avvenisse, Zelensky afferma di aspettarsi una reazione internazionale. Ha inoltre parlato a lungo delle garanzie di sicurezza, affermando che le discussioni dei partner di Kiev sulle garanzie di sicurezza per l’Ucraina dovrebbero essere “urgentemente” elevate a livello di leader e che quanto verrà concordato dovrà essere poi confermato dai parlamenti nazionali: “Vogliamo garanzie di sicurezza legalmente vincolanti, non un altro Memorandum di Budapest”. Il presidente russo Vladimir Putin “non esclude la possibilità” di incontrare l’omologo ucraino Vladimir Zelensky, “ma ritiene che qualsiasi incontro al vertice debba essere ben preparato, in modo da poter finalizzare i risultati che devono essere preliminarmente realizzati a livello di esperti”. L’esercito ucraino ha dichiarato venerdì di aver effettuato un attacco notturno contro un impianto nella regione russa di Bryansk responsabile del pompaggio di gasolio per lo sforzo bellico di Mosca in Ucraina. In una dichiarazione, lo Stato Maggiore di Kiev ha affermato che la stazione nel villaggio di Naitopovichi ha una capacità di pompaggio di circa 10,5 milioni di tonnellate all’anno e che l’attacco ha provocato un incendio. Le proposte relative alle garanzie di sicurezza per l’Ucraina devono tenere conto delle preoccupazioni della Russia, ha affermato venerdì la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova:”Le garanzie di cosiddetta sicurezza di cui si sta discutendo in Europa, basate sui rudimenti del pensiero coloniale, non sono ciò che sembrano. Portano al degrado della stabilità strategica a livello regionale e globale. La proposta viene considerata sia come potenziale elemento di un accordo di pace, sia come parte di un più ampio assetto postbellico per l’Ucraina. Tuttavia, tra funzionari civili e militari non vi è ancora consenso né sulle dimensioni precise della zona né sul numero di soldati necessari a controllarla. Le stime citate dalle fonti variano da 4.000 fino a 60.000 militari. Questo punto è potenziale fonte di ulteriore attrito con Mosca, che respinge l’idea di uno stanziamento di truppe di paesi Nato. Gli Stati Uniti, osserva Politico, non sembrano partecipare attivamente alle discussioni su questo progetto né sui suoi parametri. Già in precedenza, il Financial Times, citando fonti occidentali, aveva sostenuto che gli alleati dell’Ucraina stanno valutando la creazione di tre linee difensive nel paese. Zelensky ha affermato che i partecipanti all’incontro hanno “sincronizzato” le loro posizioni, chiedendo una maggiore pressione sulla Russia in vista degli incontri diplomatici sul conflitto ucraino, iniziato con l’invasione russa del suo piccolo vicino nel febbraio 2022. Nel suo intervento alla riunione, pubblicato sul sito web presidenziale, Zelensky ha affermato che l’Ucraina ritiene che il leader del Cremlino Vladimir Putin sia ancora interessato solo a continuare la guerra. L’Ucraina ha bisogno di una base solida per le garanzie di sicurezza che il presidente degli Stati Uniti. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha dichiarato che l’Ucraina ha disattivato il 20% della capacità di raffinazione del petrolio della Russia nel mese di agosto. Secondo quanto riportato da un corrispondente di Ukrinform, Leavitt sugli attacchi russi a Kiev ha affermato: “Ne ho parlato con Trump. Non era contento della notizia, ma non era nemmeno sorpreso”, ha detto Leavitt, sottolineando che “si tratta di due paesi in guerra da molto tempo”.
La Russia ha utilizzato 629 fra droni e missili nel massiccio attacco effettuato nel corso della notte sull’Ucraina. Di questi 598 erano droni e 31 missili Lo ha reso noto l’Aeronautica Militare delle Forze Armate di Kiev precisando che 589 sono stati abbattuti. In totale sono state colpite 13 località. “Mentre il mondo cerca una via per la pace, la Russia risponde con i missili. L’attacco notturno a Kiev dimostra una scelta deliberata di intensificare e deridere gli sforzi di pace. La Russia deve smettere di uccidere e negoziare”. Lo scrive su X l’alta rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas.
Vicepresidente Kaja Kallas, e, quando il sogno si realizza, si scopre che… l’utopia è utopia. È contenta, lei, di ciò che oggi è l’Ucraina?
Giuseppe Basilico

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