
L’Ucraina aprirà quest’anno con molta rapidità uffici per l’esportazione di armi e la produzione congiunta di armi a Berlino e Copenaghen, ha dichiarato ieri il presidente Volodymyr Zelenskiy. Ai media Zelenskiy ha detto che tra le armi che Kiev potrebbe esportare ci sono droni navali e sistemi di artiglieria. La Russia sta ammassando truppe vicino alla città di Dobropillia, nell’Ucraina orientale, dove le forze di Kiev hanno avanzato all’inizio di quest’anno in una controffensiva di successo, ha aggiunto Zelenskiy. “L’aggressione illegale della Russia contro l’Ucraina è stata una sveglia sul modo in cui noi intendiamo la pace. L’Unione europea è nella sua essenza, un progetto di pace ma purtroppo molti hanno ritenuto che pace significasse restare passivi o addirittura rinunciare a una difesa propria confidando che altri garantissero la nostra sicurezza. La verità è che se vogliamo la pace dobbiamo essere pronti a difenderla e abbiamo bisogno del coraggio di dirlo, di difendere la pace sul nostro Continente”. “Sono affermazioni volgari, perché quando c’è una disgrazia non si può speculare su persone che sono ancora sotto le macerie e su operai feriti. Noi non lo abbiamo mai fatto, quando c’è stata qualche disgrazia che ha colpito la Russia abbiamo sempre manifestato solidarietà. Queste dichiarazioni sono vergognose e inaccettabili in un Paese civile, non è mai accaduto in nessuna parte del mondo che si facessero dichiarazioni di questo tipo. Sono frasi ignobili che respingiamo al mittente”. La Romania e i Paesi Bassi hanno firmato un contratto intergovernativo a Bucarest per la cessione di 18 caccia F-16 Fighting Falcon, che diventeranno di proprietà rumena al prezzo simbolico di 1 euro, ha dichiarato ieri il ministero della Difesa rumeno. La Romania pagherà un’imposta sul valore aggiunto di 21 milioni di euro, sulla base del valore dichiarato del velivolo e del pacchetto di supporto logistico stimato in 100 milioni di euro, ha affermato. I caccia sono destinati esclusivamente all’addestramento e non saranno utilizzati in operazioni di combattimento. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha avuto un colloquio telefonico con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in vista della presentazione – oggi – del rapporto della Commissione europea sull’allargamento da cui emerge che “l’Ucraina è pronta a procedere verso l’adesione all’Ue”. Zelensky ha smentito le notizie secondo cui esisterebbe un “piano di pace in 12 punti” concordato con i Paesi europei. Lo riporta Ukrinform. “Ciò che è importante in questa questione è se io, in qualità di presidente dell’Ucraina, abbia visto questo piano. No. Penso che questa sia la risposta a tutte le domande. Ci sono varie idee e proposte europee riguardo a un accordo di pace”, ha affermato Zelensky esprimendo sorpresa per le affermazioni secondo cui la Russia avrebbe dovuto partecipare ai colloqui nell’ambito di tale piano.
Le forze armate ucraine hanno dichiarato di aver fermato un tentativo russo di avanzare a nord di Pokrovsk, importante snodo logistico nell’Oblast’ di Donetsk, circondato dalle forze russe e teatro di aspri combattimenti. L’amministratore delegato di Unicredit Andrea Orcel ha confermato al Financial Times che il ritiro dell’istituto di credito dalla Russia prosegue, anche se rallentato dai vincoli imposti da Mosca. La volontà di lasciare il Paese resta “assolutamente chiara”, ha detto il banchiere. Il processo è solo frenato da ostacoli legali e regolamentari introdotti dal Cremlino per limitare l’uscita degli operatori occidentali. L’amministratore delegato ha ribadito al FT la propria ambizione di trasformare UniCredit in una vera banca paneuropea: “Quando si parla del sogno di un’Europa con grandi banche paneuropee (di tutta l’Europa, che si riferisce all’intera Europa; che unisce o tende a unire tutta l’Europa), allora noi saremmo i primi a realizzarlo”. La Farnesina ha convocato l’ambasciatore russo in Italia Alexey Paramonov per procedere con un richiamo formale a seguito delle parole espresse dalla portavoce del ministero degli esteri russo Maria Zakharova sul crollo a Roma. “Finché il governo italiano continuerà a sprecare inutilmente i soldi dei contribuenti, l’Italia crollerà, dall’economia alle torri”, Così la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, sul suo canale Telegram, in merito al crollo della Torre dei Conti a Roma. Direttrice Maria Zakharova, qui non si fa che parlare di pace ma sembra che nessuno la voglia veramente.
Giuseppe Basilico

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