
“Ma il giorno in cui avremo risolto il problema con le risorse alternative non avremo più bisogno di voi”. Volodymyr Zelensky è pronto a dimettersi “senza interposizione” in cambio dell’adesione dell’Ucraina alla Nato. Zelenskyy sta rispondendo ad alcune domande alla conclusione del forum ‘Ucraina: Anno 2025′. Interpellato su quali garanzie di sicurezza chieda a Trump, ha detto: “Se serve che lasci questa sedia, sono pronto a farlo e posso anche scambiare la mia posizione con l’adesione dell’Ucraina alla Nato”. Zelensky ha aggiunto: “Sarei soddisfatto di rinunciare alla presidenza se fosse per la pace dell’Ucraina”. Atteggiamento perbenista e conformista nel suo comportarsi da persona umile dopo 3 anni di totale devastazione dell’Ucraina. Sottolineando di essere concentrato sulla sicurezza dell’Ucraina ora, e non tra 20 anni, e di non avere come obiettivo quello di restare presidente per un decennio. La guerra è stata “provocata.Questo non significa necessariamente che è stata provocata dalla Russia. Allora c’erano conversazioni sulla possibilità che l’Ucraina entrasse nella Nato. Questo è divenuto una minaccia per i russi”. Lo ha detto l’inviato di Trump per il Medio Oriente Stebe Witkoff in un’intervista a Cnn. “La guerra, a prescindere da chi l’ha iniziata, deve finire. Il presidente vuole essere un pacificatore”, ha aggiunto. Il prossimo giro di colloqui Usa-Russia si svolgerà alla fine della settimana prossima. Lo ha riferito un alto funzionario russo, specificando che i colloqui saranno a livello di direttori politici. Lo riporta la Tass. L’Ucraina sta lavorando a una “alternativa” ai sistemi di telecomunicazioni Starlink, fondamentali per il suo esercito, in un contesto di forti tensioni con il presidente americano e il suo alleato miliardario Elon Musk, proprietario del gruppo che li produce. Lo afferma il ministro della Difesa ucraino. “Stiamo già lavorando su questo. Le alternative esistono”, ha detto il ministro Rustem Umerov in una conferenza stampa a Kiev. “Una soluzione esiste già”, ha aggiunto, promettendo di rivelarne presto i dettagli. “Questo fine settimana ho avuto buoni scambi telefonici con Emmanuel Macron e Keir Starmer. Abbiamo discusso del nostro incrollabile sostegno all’Ucraina, dal punto di vista finanziario e militare. Abbiamo condiviso gli aggiornamenti sui nostri contatti con i partner statunitensi e discusso i piani per la difesa e la sicurezza del nostro continente”. Lo scrive, su X, la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen. “Lo ha voluto il destino, è stata la volontà di dio, si potrebbe persino dire che una missione così difficile ma onorevole è ricaduta sulle nostre spalle: difendere la Russia”. Lo ha affermato Vladimir Putin, citato dalle agenzie russe, in occasione del Giorno dei difensori della patria. “Stiamo lottando per la nostra patria e faremo di tutto, voi e coloro che vi sono vicini, faremo tutti di tutto per trasmetterla alle generazioni future, ai nostri figli, ai nostri nipoti”, ha detto il presidente russo. “Per me la priorità assoluta sarà raggiungere l’indipendenza dagli Stati Uniti” sul tema della difesa, “dalle dichiarazioni rilasciate la scorsa settimana, sembra chiaro che gli Stati Uniti sono relativamente indifferenti al futuro dell’Ucraina”. Lo ha detto il leader della Cdu Friedrich Merz, vincitore delle elezioni in Germania. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato di aver concordato con Emmanuel Macron di “lavorare in modo più coordinato”, in seguito a una conversazione telefonica con il capo dello Stato francese. “Il nostro presidente Erdogan e il presidente Macron hanno concordato, in qualità di leader degli alleati della Nato, di lavorare in modo piu’ coordinato nel prossimo periodo”, ha affermato la presidenza turca in una nota. A Washington, Emmanuel Macron cercherà di rimettere in gioco gli europei di fronte al dialogo russo-americano sull’Ucraina, che teme un accordo alle sue spalle. Già all’inizio di febbraio, durante una conversazione telefonica con Emmanuel Macron, Erdogan aveva accolto con favore gli sforzi di Parigi per revocare le sanzioni contro la Siria. Macron ha annunciato di avere “parlato nelle ultime ore con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, il presidente del Consiglio europeo António Costa, il cancelliere tedesco Olaf Scholz, il premier britannico Keir Starmer, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ed il premier ungherese Viktor Orban”. L’inviato speciale del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per il Medioriente, Steve Witkoff, ha dichiarato che si aspetta che l’Ucraina firmi l’accordo sull’uso sui minerali e le terre rare. Malauguratamente per noi o per voi?
Giuseppe Basilico

Lascia un commento