La fortuna di passare un’intera notte a far parlare Bukowski di tutto: sesso, amore, politica, dei suoi pochi autori preferiti, sentigli recitare le sue poesie, bere e fumare con lui. Bene questa fortuna Silvia Bisio, giornalista di Repubblica, l’ha avuta circa 35 anni fa, quando nel gennaio del 1981 ha realizzato una video intervista nella casa di Los Angeles con il suo amico Bukovski. Per anni i nastri Umatic dell’intervista sono andati smarriti, conservati chissà dove, poi la scoperta e la decisione di digitalizzare il tutto montando poi questo quasi film con aggiunta di riprese in Super8.
Più che un’intervista è un incontro tra amici in cui Bukowski si lascia andare ai suoi ricordi e parla liberamente di tutto; parla del suo concetto di umanità, della sua considerazione per i senza tetto, dei suoi racconti, delle sue poesie, ma soprattutto si parla di sesso, dei preliminari che dovrebbero portare al sesso, delle tante donne che ha avuto e amato, delle tante bottiglie di vino bevute (il calice di Bukowski è sempre pieno e le bottiglie si susseguono anche durante l’intervista ) ma stranamente proprio lui che ha sempre trattato con crudezza l’argomento sesso nei suoi lavori (Taccuino di un vecchio sporcaccione, tanto per citarne uno), confessa di essere ormai stanco del sesso e fa quasi un apologo della castità, dibatte con Linda Lee Brighle che considera troppo giovane e troppo innamorata di lui (diventerà presto sua moglie), racconta della sua infanzia difficile e del suo rapporto con la madre “…vedevo questo volto che si avvicinava, se avesse osato baciarmi l’avrei presa a calci in culo…”. Parla della vita e della morte, detta il suo epitaffio funebre in questa lunga notte circondato da amici in cui racconta la sua tendenza anarchica e tutto questo materiale montato dal regista Matteo Borgardt, il figlio di Silvia Bisio che dopo ore e ore di ascolto e visione, ha deciso, dietro invito della sezione parallela “giornate degli autori”, di portare a Venezia questo omaggio al cantore della generazione beat.
Maria Rita Monaco

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