
La ricorrenza è stata ricordata anche per offrire una chiave politica risorgimentale che agevoli l’uscita da una crisi nella quale l’Italia è stata spesso vittima di se stessa. Di una disgregazione nata da un cambiamento mancato, che prometteva buona politica e che invece ha lasciato in eredità solo disastri. Troppe volte ha prevalso, sino ad oggi, l’Italia delle corporazioni, l’Italia delle privatizzazioni senza idee, l’Italia dei progetti falliti, del personalismo, del consumo cieco, delle opportunità trasformate in occasione per speculare, della lotta fra vecchie e nuove generazioni, del mancato senso di appartenenza alla patria comune.
A partire da questa data di alto valore simbolico, è tempo di progettare e costruire un’altra Italia, insieme. Dopo avere celebrato l’anniversario dei 150 anni dall’Unità, il nostro paese ha maturato le premesse per un profondo cambiamento capace di aprire una indispensabile stagione di ritrovata cultura riformatrice.
È arrivata – conclude l’associazione “Amici del XX Settembre” – l’ora di un nuovo Risorgimento.

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