
Il 20 settembre 1870 i soldati del Regio Esercito Italiano e entrarono in Roma attraverso la breccia di Porta Pia.
L’ordine di far fuoco sulle mura dello Stato pontificio fu impartito dal capitano Giacomo Segre di Chieri ( Torino ), di religione ebraica, al quale il generale Raffaele Cadorna dette l’incarico con l’intenzione di evitare che la scomunica lanciata dal Papa Pio IX ricadesse su altri ufficiali di religione cattolica ( lo raccontò Guidobaldo Passigli, presidente della Comunità Ebraica fiorentina , all’annuale cerimonia all’Obelisco ai Caduti in piazza dell’Unità Italiana nel settembre 2011 ! )..
Tra i Caduti nella breve “battaglia della breccia” ci fu un artigliere fiorentino, il giovane Giulio Cesare Paoletti. E’ sepolto alle Porte Sante, il cimitero monumentale intorno alla basilica di San Miniato al Monte, insieme ad altri giovani, volontari nelle guerre d’Indipendenza: da Ettore Gherardi garibaldino caduto a diciannove anni a Mentana, ad Andrea Ranzi, medico, combattente a Curtatone e Montanara; e, poi, ai tanti combattenti della nostra guerra del ’15 – ’18.
La fine dello Stato della Chiesa e l’unione di Roma all’Italia concludevano in quell’anno 1870 lo straordinario percorso del nostro Risorgimento verso l’indipendenza e le libertà ; con l’unità nazionale che sarebbe stata completata nella Grande Guerra con il Friuli e il Trentino, con Trento e Trieste.
Camillo Benso conte di Cavour, il grande Cavour primo ministro della monarchia costituzionale sabauda, in uno dei discorsi al Parlamento per Roma capitale aveva dichiarato di non saper concepire, per un popolo colto, una sventura maggiore che quella di veder riuniti in una sola mano il potere civile e quello religioso; perchè “ovunque questa riunione ebbe luogo, la civiltà cessò di progredire, anzi sempre indietreggiò; il più schifoso dispotismo si stabilì; e ciò sia che una casta sacerdotale usurpasse il potere temporale, sia che un califfo o un sultano unisse nelle sue mani il potere spirituale”.
Libera Chiesa in libero Stato, dunque. In ideale sintonìa con il detto cristiano evangelico ” date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”.
Per queste ragioni continuiamo a celebrare , ogni anno, con quella del XX settembre, le ricorrenze del nostro Risorgimento.
17 marzo 1861 costituzione dell’Italia libera e indipendente, con la proclamazione di un sovrano non più assoluto, ma di un Re, Vittorio Emanuele II, re per grazia di Dio e per volontà della nazione.
20 settembre 1870 Roma capitale dello Stato italiano unito: civiltà, laicità. libertà, contro teocrazie e fondamentalismi; libertà per ogni cittadino, di credere o meno; libertà per la Chesa, per ogni Chiesa, di professare la propria fede religiosa.
4 novembre 1918 con la resistenza sulla linea del Piave, vittoria nella nostra Grande Guerra,, per tanti aspetti la quarta del Risorgimento,“passaggio fondamentale della storia d’Italia – ha scritto Rosario Romeo – una delle maggiori prove di coraggio, valore militare, dedizione patriottica e volontà di essere nazione della nostra storia unitaria”.
Adalberto Scarlino
20 settembre 2023

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