Una sommessa riflessione sulla morte di Piergiorgio Welby.
Tutta la componente cattolica di destra, di sinistra, di centro, ha gridato all’assassinio, sostenendo che un medico non può sostituirsi a Dio nel disporre di una vita umana.
La Chiesa cattolica ha negato il funerale religioso a Welby – non siamo teologi, ma ci pareva che i cattolici professassero nel Credo la convinzione che, nel giorno del giudizio universale, sarà Dio a giudicare le anime. Invece la sua Chiesa, fatta di uomini, a quanto ci risulta, e non di divinità, si è sostituita a Dio ed ha giudicato al posto suo.
Dunque, chi ha disposto della vita e della morte di un uomo?!
Un prete che nega il rito funebre – rito che dovrebbe distinguere una civiltà evoluta dalla barbarie – è forse più caritatevole di un medico che accompagna un malato nel momento del trapasso?!
Mai come in questo caso, la pietas ha assunto connotati laici – a dimostrazione che il senso di umana solidarietà è qualcosa che appartiene a tutti e non può essere rivendicato come proprietà esclusiva di qualcuno, tantomeno di una fede religiosa.
Se accettassimo la scommessa di Pascal sull’esistenza di Dio, di un risultato potremmo essere certi: che il Cristo raccontato dai Vangeli, quello venuto a predicare l’amore, è di gran lunga migliore della Chiesa che si arroga il diritto di sostituirsi a lui.
Chiara Boriosi

Cara Chiara,
io non mai passato nemmeno la prima comunione. Penso che come garanzia di laicismo basti. Eppure, eppure cerco di capire. Governare una religione significa governare confini tra il certo e l’ineffabile, dare certezze all’ineffabile. Accusare la chiesa di non aver concesso funerali cattolici a Welby è come accusarla di non essere una chiesa idealista, di non saper fare del cristianesimo poesia. La chiesa non può essere idealista, non può fare della religione poesia e qua casca l’asino degli sciocchi che predicano il dialogo tra credenti e non credenti. Io non sono credente, ma ho ben coscienza che l’avversario è formidabile e non può essere ridotto ad una questione di maggiore o minore sensibilità etica, ad una graduatoria sulla bontà. Anche l’amore cristiano da troppo tempo è unicamente immiserito nel solo vettore della bontà, il che non è affatto vero. Diciamo piuttosto che il “papa buono”, a mio modesto avviso teologicamente un ignorante, ha confuso le acque illudendo sull’esistenza di una misura unica, che in realtà non esiste. Bisogna aver ben chiaro cosa sia il cristianesimo per poterne prendere le distanze. Ma sfruttare la bontà cristiana da atei non credo porti a nulla, se non a una grande confusione. Pannella docet. Cordialmente, Antonio Dani
Anche Pinochet ha avuto il funerale cattolico.Ne hanno diritto gli strupratori,i pedofili,i torturatori,etc.
Il trucco è nel confessarsi ,farsi assolvere dai peccati e ricevere l’estrema unzione.Questo fà la differenza,ed ,anche il non farsi cremare.
Tuttavia,un cattolico dovrebbe sapere tutto ciò.
Io non mi sono mai confessato ad un prete,mai lo farò,non riceverò l’estrema unzione e vorrò essere cremato.
Non desidero,però,un funerale cattolico.
L’insegnamento morale e sociale,talvolta anche quello religioso,di Gesù è,troppo di frequente,disatteso dalla Chiesa.