
Wall Street perde momentum rialzista e frena, in una seduta apparentemente neutra sotto ogni punto di vista. Nessuna dichiarazione sui dazi, o su altri temi scottanti, ma nonostante ciò, il mercato è entrato in un loop negativo, dovuto probabilmente alle notizie sui black out in Francia, Spagna e Portogallo, con disagi soprattutto a treni e voli aerei. I tre principali indici Usa hanno chiuso intorno allo zero, S&P 500 a +0.06%, Nasdaq a -0.1% e Dow Jones a +0.28%, dopo un’apertura che sembrava far presagire a rialzi più sostenuti. Gli analisti e gli operatori attendono con interesse tutti i dati che usciranno da oggi in poi nella settimana, in special modo i dati i risultati trimestrali delle big companies, tra cui Amazon, Apple. Meta, e Microsoft. Ma non dimentichiamo i numeri sul mercato del lavoro come gli Adp, i Jolts, i challenger layoffs, e i Nfp venerdì prossimo.
VALUTE.
Dollaro in caduta ieri pomeriggio con accelerazioni di Euro, Sterlina, Jpy soprattutto mentre sono rimaste indietro le oceaniche. Poi in serata e specialmente nella notte abbiamo avuto un leggero ridimensionamento, con l’Euro tornato contro dollaro a 1.1380. Va detto che il mercato rimane in trading range, almeno per il momento, in attesa delle notizie sul mercato del lavoro che dovrebbero scuotere nuovamente i mercati, specie se lontani dai consensus. Cominciamo infatti ad entrare in una fase assai delicata, in ragione del fatto che a breve cominceremo a capire se i dazi di inizio anno e i cambiamenti giunti con l’arrivo della nuova amministrazione, avranno avuto qualche effetto sui dati macro più importanti dell’economia a stelle e strisce oppure no. A quel punto, potremo fare valutazioni più oggettive sulle tendenze dei principali rapporti di cambio. Il risk off, per intenderci, potrebbe non essere ancora del tutto svanito.
UK, VENDITE AL DETTAGLIO.
L’indicatore delle vendite al dettaglio nell’industria britannica (CBI) per il Regno Unito è salito a -8 ad aprile 2025, il valore più alto degli ultimi sei mesi, in aumento rispetto a -41 di marzo, superando le aspettative del mercato di -20. Tuttavia, le previsioni della CBI per maggio sono scese a -33, il valore più basso da oltre un anno. Nonostante un calo più lento ad aprile, le aziende rimangono preoccupate per la debolezza del sentiment dei consumatori, le misure governative previste dalla legge di bilancio autunnale e l’incertezza economica globale. Anche le vendite all’ingrosso sono diminuite drasticamente e i grossisti prevedono una continua flessione a maggio.
ORO IN CALO.
Ieri l’oro è sceso a circa 3.265 dollari l’oncia, poiché l’attenuazione dei timori sulla guerra commerciale ha frenato la domanda di beni rifugio. Tecnicamente siamo in una fase distributiva a massimi e minimi decrescenti, con il supporto chiave di 1.260 che per ora ha retto l’urto ribassista per ben tre volte rimbalzando poi stanotte di ben 100 dollari fino a 3.360. Ma solo sopra 3.380 – 90 potremo riparlare di ripresa dle trend rialzista. Intanto, il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha dichiarato lunedì che molti dei principali partner commerciali degli Stati Uniti hanno avanzato proposte di accordo commerciale, “interessanti”, aggiungendo che la recente decisione della Cina di esentare alcuni beni statunitensi dai dazi di ritorsione segnala la volontà di allentare le tensioni. Bessent ha osservato che tutti gli aspetti del governo sono in contatto con la Cina, ma ha sottolineato che spetta a quest’ultima adottare misure per ridurre le tensioni. Circolano voci, intanto, nelle ultime ore, relative ad una possibile riduzione dei dazi sul settore automobilistico da parte del Presidente. L’attenzione si sta ora spostando sui dati in uscita nel corso di questa settimana, tra cui la prima stima del PIL del primo trimestre, i dati sull’inflazione PCE di marzo e i dati sulle buste paga non agricole di aprile, che forniranno nuovi spunti sullo stato di salute dell’economia e sulle prospettive di politica monetaria della Federal Reserve. Buona giornata.
Saverio Berlinzani

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