Nessuno l’aveva capito. Nessun sondaggista, nessun opinionista, nessun giornalista. Tutti si fidavano dei noiosi e tutti uguali dibattiti televisivi. Bastava, però, andare nei bar e nei mercati o dal fruttivendolo per percepire l’aria che tirava Un’ aria brutta, rancorosa. La gente, il popolo era incazzato e aveva già scelto cosa fare. Avrebbe votato, come aveva fatto per il referendum del 4 dicembre. Il pensiero era uno solo: punire tutti i politici che in questi anni non si erano occupati dei loro problemi quotidiani. Voto di pancia ? Certo voto di pancia, ma anche di cervello. Un cervello iroso. Voto statalista e assistenzialista ? Certo, come al solito al Sud. E tutte le varie ipotesi fatte da dotti in punta di penna? Spazzate via. Il Nazareno bis non esiste . Ha perso e male Renzi, ma ha perso anche Berlusconi, che forse questa volta è arrivato al capolinea. Forse. Hanno vinto Salvini e Di Maio. Gli unici che hanno fatto la campagna elettorale tra la gente, sui marciapiedi. Metro dopo metro. E non hanno frequentato i salotti buoni e le case dei radical chic e i soliti circoli. Ora tutto è nelle mani di Mattarella Compito arduo. Non avrà di fronte i soliti partiti. E il centrosinistra ? Cancellato. Con il tracollo del Pd tutto è franato. Inutile sarebbe mettere delle pezze. Bisogna avere il coraggio di voltare veramente pagina. Ma la linea non la possono più dettare gli ex comunisti e gli ex democristiani. Game over. Ora basta. Bisogna far nascere un Movimento che sia ricco di una cultura laica e liberale. Va ripensato lo stato sociale, va ripensata la nostra posizione in Europa, va ripensata la politica sull’ immigrazione. Un percorso nuovo che guardi al futuro e non un ennesimo Giano bifronte. E’ la Terza Repubblica.
Roberto Caputo

Ma davvero davvero sei convinto che sia questione di personale politico? (gli ex comunisti e gli ex democristiani? (incidentalmente, ti segnalo che, ancheriguardo al PD, sei rimasto indietro di sette – otto anni: da tempo non è più questione di ex, le cordate sono molto variegate – e piene di socialisti vari …). Ma, per stare nel merito, la tua ricetta “far nascere un Movimento che sia ricco di una cultura laica e liberale. Va ripensato lo stato sociale, va ripensata la nostra posizione in Europa, va ripensata la politica sull’ immigrazione” è esattamente ciò che ci ha portato al disastro. Bagatin te lo ha già argomentato, dal suo punto di vista. Non scrivo soluzioni in tre righe, mi limito al concetto: nell’opinone pubblica coesistono diversi orientamenti, dobbiamo dimenticarci la presunzione veltroniana di rappresentarle tutte (questa sì, di radici “ex comuniste”) – dobbiamo recuperare identità e senso dell’essere socialisti davvero, accettare i consensi che ciò ci darà e confrontarsi con chi legittimamente è altro per governare il paese.
In realtà ad aver generato la sconfitta della sinistra capitalista italiana è proprio il non aver capito che i popoli richiedono non più liberalismo (che li ha messi in ginocchio con politiche globaliste e di austerity), ma più populismo.
Non più crescita, ma più giustizia. Non più flessibilità, ma più lavoro stabile. Non più immigrazione, ma più rispetto per l identità di tutti. Non più Europa, ma più Italia.
Questo è sempre stato il socialismo, che in Italia solo Craxi seppe ben interpretare politicamente e Pasolini interpretò culturalmente.
In qualche, della frattura fra popolo ed elites (globaliste, progressiste, liberali, cosmopolite…) ne ho parlato attraverso i saggi di Michéa, De Benoist, Dugin, Lasch e prossimamente conti di farlo recensendo un nuovo saggio di Paolo Borgognone (che già intervistai per Pensalibero).
Personalmente, per quanto sicuramente non peggiori della sinistra capitalista, non credo minimamente che i Cinque Stelle o la Lega sapranno risollevare le sorti degli italiani.
Ma gli italiani hanno dato un chiaro segnale, opposto rispetto ai desiderata delle élite.