In vista delle elezioni di giugno, per il parlamento europeo, per migliaia di comuni e decine di province, è già partita la solita zolfa: quella del voto cosidetto utile.
Fateci caso: i principali giornali e talk show televisivi si sono strizzati furbescamente l’occhiolino e sono partiti all’unisono con ettolitri di inchiostro e ore di programmazione con presenze rigorosamente preordinate. Come se al di fuori del PDL e del PD ci fosse il deserto. Come se fosse vero che gli Italiani hanno scelto liberamente di dar vita ad un sistema a due partiti. Come se la somma dei voti dati a PDL e PD non fosse meno della metà degli aventi diritto, nonostante una serie impressionante di accorgimenti legislativi per costringere a votare questi due partiti e nonostante il duopolio esercitato sui media in cambio di scandalosi favori ai loro padroni.
La teoria del “voto utile” è doppiamente truffaldina.
In primo luogo, come sanno tutti, perché non si voterà, a giugno, per formare un governo. Si voterà per il parlamento europeo e per gli enti locali. Nell’uno e negli altri è utile che ci sia la rappresentazione di tutte le culture politiche e di tutte le presenze critiche: escluderle significa indebolire la democrazia e, per quanto riguarda comuni e province condannarli alla decadenza e allontanarli pericolosamente dalla gente che a questi enti ha sempre guardato con fiducia e senso di appartenenza.
In secondo luogo perché il bipartitismo all’italiana che si sta cercando di introdurre ha già mostrato, a chi vuole vederli, innumerevoli guasti, in atto e in arrivo, per la qualità della nostra democrazia. Il parlamento, i consigli regionali, comunali e provinciali sono totalmente privi di ruolo. Il sistema dei partiti è una larva e si è interrotto il circuito che portava idee e progetti dalle varie articolazioni della società ai livelli decisionali. L’Italia è già un Paese nel quale i processi decisionali sono oscuri e la dialettica vera si svolge tra lobbies, potentati economici, sindacali, confessionali e le oligarchie partitiche. Il tutto senza che ne tragga beneficio l’efficienza dei governi, come ognuno può constatare, poiché i contrasti e le dispute, in forma occulta, esplodono al di dentro in modo che se ne colgono solo gli effetti e non i veri motivi.
Ora, riproponendo ancor più a sproposito la teoria del voto utile si vorrebbero eliminare anche gli ultimi recalcitranti al processo di omologazione in corso che dovrebbe portare ad una finta democrazia: nella quale, vinca il partito A o il partito B, niente cambia per i poteri forti.
Contro il voto utile agli oligarchi è necessario contrapporre la teoria del voto utile a tutti: il voto che consente le diversità e, quindi, un minimo di dialettica democratica.
Questo voto e potrà articolarsi in mille modi diversi nei comuni e nelle province (che peraltro sarebbero da abolire): sappia ognuno giudicare da sè le diverse situazioni e si attivi per favorire il ricambio e la soluzione dei problemi del proprio territorio.
Per le europee, invece, sarà indispensabile favorire le liste alternative al duopolio PDL-PD. Ovviamente la nostra matrice culturale ci fa preferire le liste che si richiamano ai valori laici liberali e socialisti come “Socialismo e Libertà”. Ma ogni voto dato al di fuori del binomio PDL-PD, anche al centro, o alla destra o all’estrema sinistra sarà questa volta un voto utile. Alla democrazia, cioè a tutti.
Nicola Cariglia

Scusa: mi hai fatto, una domanda ed io ho urbanamente risposto ora abbi il coraggio di rispondere tu alla mia : appoggerai il centro destra o il centro sinistra? Rispondi che è facile, con parole tue.
Buona domenica, Elena. Sopratutto buon riposo!
Ah, Ah, benissimo! Punto primo: magari io non me la tiro mai! ( eppure ne avrei ben donde) Punto secondo: figuriamoci se perdo tempo in tirate moralistiche! ( E Dio sa s’è ce n’è bisogno).
Ma allora come avevo previsto, dalla tua NON risposta ( non proprio abilmente dissimulata) , tu voterai a destra, e peggio prenderesti il pacchetto voti del PLLS, repubblicani, laici , riformisti ecc e lo regaleresti ai popolani del casino delle libertà. Ho tradotto bene la tua non risposta? Buona domenica
Io, Elena, sono meno disperato di te. E meno propenso alle tirate moraliste.
Nicola , rispondere ad una domanda con un’ altra domanda è pessimo. Comunque taglio corto: voto PD. Se devo affogare, voglio un mare grande e non una pozza fangosa alta 10 cm. Invece tu?
Nicola , rispondere ad una domanda con un’ altra domanda è pessimo. omunque taglio corto: voto PD. Se devo affogare, voglio un mare grande e non una pozza fangosa alta 10 cm. Invece tu?
Cara Elena,
sono io che aspetto ancora una volta una risposta ad una domanda che faccio insistentemente da tempo.
Mettiamo che tu ed io decidiamo di collocarci in uno qualsiasi dei due partiti cui ti riferisci, PDL o PD: dove troveremo una opportunità o una sede per fare non dico prevalere, ma almeno discutere le nostre idee?
Su quali argomenti saremo chiamati ad esprimerci? Quale sarà il nostro contributo a scegliere i parlamentari che ci dovranno rappresentare?
E allora, perchè tanta fregola di intrupparci? Per l’illusione di contare nel gioco del potere?
Personalmente, prima ancora di essere per il bipartitismo, bipolarismo, proporzionalismo, etc, sono per la democrazia. Data sostanza alla democrazia, non ho pregiudizi a favore o contro qualsivoglia sistema.
Buona giornata e…ti aspetto con qualche pepatissimo articolo,
Nicola
Io Nicola sono ancora in attesa che tu risponda alla domanda che ti ho posto in un precedente post. ( e mi scuso per la ridondanza cacofonica) In italia c’è il bipartismo da 15 anni e il bipolarismo è la filosofia politica con cui TUTTI i politici meno i comunisti hanno approvato annuendo inebetiti come le vacche al pasto. Ora è TARDI per rimpiangere in buon vecchio sano e democraticissimo pentapartito ( quello che ha reso davvero il nostro Paese la Democrazie REALE più ESEMPLARE della storia europea, quello che faceva percentuali di voto CUBANE senza la pistola alla testa, come incece accade ancora nella spendida isola caraibica) Dove metterai il voto dei mini partiti, circoli associazioni e condomini vari di diversa estrazione politica? Li scaraventi sul tavolo dei popolani del casino delle libertà o li poni a disposizione delle forze di opposizione? Dell’Europa a te, personalemente che te ne frega? Ti vengono forse in aiuto in casa tua, quando il terzo pilastro della politica della Commissione Europea si chiama principio della SUSSIDIARIETà e vuol dire che ogni Paese a casa sua fa quello che gli pare e piace? Dove metti, tu personalemente, i voti extra PD e PDL a cui tanto ti appelli, nel momento della verità suprema, delle elezioni amministratie e POLITICHE del nostro umiliato e depredato ( dai nuovi e vecchi fascisti) PAESE???? Aspetto una risposta, qui, buona buona…
La piu’ grande democrazia del pianeta ha avuto prima il padre presidente e poi il figlio sempre presidente. Noi abbiamo invece come presidente una persona, che ha in mano tre televisioni private, le televisioni pubbliche un partito che non celebra i congressi e che nomina personalmente i parlamentari, che poi voteranno le leggi del popolo. Se questo va bene, allora e’ vero che il popolo ha il governo che si merita. Questa e’ una democrazia per il cinque per cento della popolazione. La vera casta non e’ solo nella politica, ma in quella parte della societa’ che e’ classe dirigente attraverso la politica.
Non sono d’accordo. Sono convinto che stiamo attraversando invece un momento di transizione oltre che di maturità politica e democratica. Il bipartitismo rappresenta, a mio avviso, il fantastico traguardo finale. Ma prima di allora, chiedo scusa per l’estrema semplicità, sarà necessario collocarsi a sinistra o a destra dell’attuale macchina politica che, allo stato, è senza dubbio imperfetta. E proprio perchè perfettibile, ci si dovrà impegnare a renderla tale misurando le proprie idee con quelle degli altri ovunque ci si collochi, senza tema o pericolo per la democrazia. D’altronde non ci sono gli USA che, “nonostante” il loro bipartitismo, è la nazione per eccellenza più libera e domocratica del pianeta?
l’uno voto utile, l’altro voto inutile?
Il partito radicale con un accordo criticato, almeno la sua voce, flebile ma presente, la fa sentire….
Gli altri?
La teoria del “voto utile” è truffaldina in sè, nel momento che santifica una scelta di posizione,senza possibilità di espimere una preferenza interna .Anche la “governabilità” basata sulla guida e conduzione da parte di “unti del signore” ,invece che di persone scelte e designate dall’elettorato,è una truffa ,non potendo il alcun modo ammantarsi di demo-crazia . Alla mancanza di scelta tra molteplici aspiranti “duci ” in sedicesimo si unisce ,nella legge elettorale comunale ( che una parvenza di elezione preferenziale la mantiene ),una designazione diretta del Sindaco , che si ritiene pertanto ,e giustamente ,”proprietario” della Giunta e del Consiglio .Oggi un Sindaco non ha difficoltà ad incarnare l’idea della “arroganza del potere”. Da noi ,Dominici docet .
Effettivamente ,più che il voto,ad essere utile è l’idiota che lo esprime in tali condizioni ,mi pare.