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“Vorrei mettervi le ali”. Don Cuba, Scritti e testimonianze

di Redazione Pensalibero.it | 26 Luglio 2015

doncubascaMaurizio Naldini

Casa Editrice: Sarnus
Anno: 2010
N.Pagine: 264
Formato: 17×24

Prezzo : 19,00 € 
Un’affascinante biografia che ha come sfondo il quartiere di San Frediano, la città di Firenze, la Chiesa fiorentina dal dopoguerra ad oggi

Apprezzato dalle guardie e dai ladri, dai preti e dai mangiapreti, dalla gente più semplice e dai teologi: don Danilo Cubattoli, pupillo di Elia Dalla Costa, fu talmente innamorato di Cristo da dedicargli la vita, l’esuberante fisicità, l’intelligenza vivissima. Con Fioretta Mazzei e Ghita Vogel operò a favore dei ragazzi di San Frediano e per essere loro amico fu atleta, sub, alpinista, tanto che alle sue gesta in bicicletta fu dedicata anche una copertina della «Domenica del Corriere». In moto nei primi anni Cinquanta arrivò in Grecia, attraversò il Medio Oriente, poi entrò in Africa e fra mille avventure arrivò al suo scopo: celebrare una messa sulla vetta del Kilimangiaro. Fu il primo prete a dir messa dietro le sbarre, sostenitore della legge Gozzini, protettore di chiunque gli chiedesse aiuto, perfino di Pietro Pacciani, il presunto “mostro di Firenze”, cui celebrò il funerale (una bara, lui e tre giornalisti). Si occupò anche di cinema, in particolare di film per ragazzi, diventando amico di grandi personaggi dello spettacolo come Benigni e Monicelli. Questa è in qualche modo la sua “biografia ufficiale”, basata sui tanti scritti, lettere e appunti messi a completa disposizione da Ghita Vogel. Ne emerge la figura di un uomo vero che, vestendo la tonaca, è andato ben al di là del “prete di strada”, un uomo di grande spessore, anche teologico, che fino all’ultimo istante si è dedicato agli altri parlando il linguaggio degli umili e offrendo un amore mai melenso. Soprattutto, una delle meravigliose espressioni della Firenze religiosa del dopoguerra: da Elia dalla Costa a don Facibeni, da don Bensi a padre Balducci, da don Milani a don Lupori e al segretario della Cei monsignor Bartoletti. La sua vita viene ricostruita anche attraverso le testimonianze di don Renzo Rossi, compagno di seminario, di don Carlo Zaccaro della Madonnina del Gappa, della sorella, dei nipoti, degli amici come Stefano Ugolini che gli fu accanto durante il viaggio in moto, degli allievi e di coloro che lo hanno assistito negli ultimi giorni. Organizzato cronologicamente, il volume ricostruisce dall’interno anche la realtà sociale della Firenze di quei giorni anche grazie alle numerose foto inedite e all’appendice di suoi scritti e di toccanti lettere ricevute dai carcerati.

Maurizio Naldini È nato a Firenze dove, per sua scelta, vive e lavora. Come inviato speciale de «La Nazione» e «Il Resto del Carlino» per quasi trent’anni è stato testimone di grandi avvenimenti in Italia e all’estero. Si è occupato prevalentemente di costume e di cultura, ma anche di terrorismo e di mafia. Lo troviamo fra l’altro come inviato di guerra in Libano, Libia, Golfo Persico, Somalia, Mozambico, Bosnia, Kosovo. Come saggista e scrittore si è dedicato in gran parte alla storia della sua città e della Toscana. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti nel giornalismo e nella letteratura. 
Il suo incontro con Luciano Guarnieri risale, per una intervista, alla fine degli anni settanta. Da allora, l’iniziale rapporto di stima si è trasformato in autentica, profonda amicizia. In più occasioni Naldini ha accompagnato l’amico pittore nei suoi viaggi e gli è stato vicino durante i più impegnativi lavori degli ultimi anni. In cambio ha avuto accesso alle tensioni, alle gioie, ai segreti che accompagnano la vita di un artista. Ha curato, fra l’altro, il carteggio Giuseppe Prezzolini, Lettere a Luciano Guarnieri edito nel maggio 2002 da Polistampa.

Pubblicato in : Invito alla letturaTag: anni, anni settanta, chiesa, cinema, di pietro, disposizione, fiorentina, firenze, golfo persico, grecia, intervista, italia, kosovo, libia, nato, personaggi, Polistampa, toscana

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