
Francamente, volevo prendermi una pausa dallo scrivere delle continue provocazioni della Francia alla sicurezza di un’Unione Europea indebolita dall’incertezza della NATO. Poi c’è l’alleanza atlantica in crisi dopo la recente elezione di Trump, una Germania che non riesce a trovare chi possa sostituire la credibilità internazionale della Merkel e l’Italia che, nonostante il grande impegno, è in perenne conflitto con l’altro potere dello Stato: la magistratura. Ed infine, certamente non per ultimo, l’ansia di Emmanuel Macron che, a due anni dalle elezioni presidenziali, è in picchiata nei sondaggi e smania di inventarsi qualcosa, qualsiasi cosa, pur di non abbandonare l’Eliseo; accidenti, dopo due mandati è come se dovesse trasferirsi alle Cayenne. Ora, per evitare questi incubi notturni, sono mesi che cerca ogni pretesto per entrare in qualche modo, qualsiasi modo, nel conflitto russo-ucraino, peraltro ormai agli sgoccioli, cercando quel colpo di teatro che farà male certamente alla Francia, ma soprattutto all’Unione Europea. Gira come una trottola intorno ad una situazione pericolosa, sempre proponendo soluzioni al limite dell’accettabile. L’ultima in ordine cronologico è la proposta fatta fare a Bayrou sul possibile utilizzo dei beni russi congelati: “per finanziare il riarmo, e utilizzare i soldi di Putin per combattere Putin”. La frase virgolettata è solo una mia supposizione senza riscontro, ma come diceva Andreotti, a pensare male si fa peccato, però spesso ci si indovina. Ora, la situazione che viviamo è quella che raccontiamo tutti i giorni da molto tempo; magari non sarà oro colato a 24 carati, ma più o meno è verosimile alla realtà. Sono tre anni che, nonostante la guerra nel cuore del Vecchio Continente, evitiamo accuratamente che i russi lancino una cosiddetta “bomba sporca” per mettere fine al conflitto con l’Ucraina nel peggiore dei modi. Macron, invece, forte delle sue 280 testate nucleari vecchie come il cucco, che rischiano di morirgli in casa per vecchiaia, provoca la prima potenza nucleare al mondo, cioè la Russia, con il rischio di farla incazzare più di quanto non lo sia dai tempi di Napoleone, minacciando, per voce di Bayrou, che userà i suoi soldi (di Putin) per comprare armi e combatterla con l’idea di costringerla alla resa. Il Presidente francese è cosciente di questo gioco di forza provocatorio? Perché se davvero vuole giocare, giochi pure, ma per favore esca dall’Unione Europea (provocazione) e affronti la Russia dello zar come fece Bonaparte, a viso aperto, senza trascinare tutti noi nell’Apocalisse. Che la Von der Leyen gli somministri un Valium.
Angelo Santoro

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