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Von der Leyen-Meloni: cosa c’è dietro quella decantata sintonia?

Fare dietrologie è indubbiamente una tentazione per ogni commentatore politico ma ciò che è accaduto in questi ultimi giorni, le dichiarazioni delle ultime ore ciò che la Premier Giorgia Meloni si appresterà a dire all’Assemblea Generale dell’Onu sul tema dei migranti fa molto riflettere anche in vista delle prossime scadenze.

di Daniele Marchetti | 20 Settembre 2023

Fare dietrologie è indubbiamente una tentazione per ogni commentatore politico ma ciò che è accaduto in questi ultimi giorni, le dichiarazioni delle ultime ore ciò che la Premier Giorgia Meloni si appresterà a dire all’Assemblea Generale dell’Onu sul tema dei migranti fa molto riflettere anche in vista delle prossime scadenze.

Non sempre accade che un primo ministro chiami in causa il Presidente della Commissione europea e questa accorra immediatamente e sfoderi una serie di proposte tanto concrete e compromettenti per l’intero Governo europeo.

Eppure tutto questo è capitato a Lampedusa, nella piccola Italia, che molti Paesi (un nome su tutti la Francia tanto per essere chiari), proprio sul tema dell’immigrazione, prendono -nei fatti- a ceffoni pur dichiarando di essere solidali con l’Esecutivo italiano.

Delle due l’una: o l’Italia è divenuta improvvisamente un faro da seguire per la sua politica in materia di immigrazione offuscando i “passi falsi” (se non sciocchi) di Francia e Germania, oppure gatta ci cova.

Quella incredibile sintonia Meloni-Von Der Leyen decantata in ogni dove (lo farà anche oggi all’Onu da quanto si apprende dal suo entourage) dalla Premier italiana sembra nascondere qualcosa di più importante, profondo e politicamente significativo.

Qualcosa che inizia piuttosto di qualcosa che sia all’apice.

Se poi uniamo a questo infuso l’ingrediente di un lepeniano spostamento a destra della Lega da far saltare i nervi persino ad un paziente ex ministro come Roberto Castelli, la cosa si fa indubbiamente ancora più saporita ed interessante.

Niente in politica giunge a caso. E niente si costruisce prima dei riscontri elettorali perché i numeri contano, eccome!

Ma certo l’avvicinamento delle due Signore della politica europea sembra far intravedere -neppure troppo velatamente- una possibile collaborazione futura, una sintonia che va oltre il contingente e che sembra parlare più di Bruxelles che di Lampedusa.

Illazioni, certo. Ma chissà mai che la signora Ursula possa diventare la candidata dei Conservatori a sostituire sé stessa e tornare a presiedere la prossima Commissione europea.

In fondo anche nel 2019 la candidatura Von Der Leyen decollò per il sostegno del primo partito di allora: i grillini. E nessuno -si dica il vero- lo poteva immaginare!

Daniele Marchetti

Pubblicato in : EditorialeTag: bruxelles, commissione, commissione europea, francia, germania, governo, immigrazione, italia, lega, meloni, piccola italia, politica europea, presidente della commissione europea, sostegno

Info Daniele Marchetti

Nato a Lucca nel gennaio 1965, sposato e padre di un furetto di nome Filippo, risiede a Firenze. Laureato in Scienze Biologiche, specializzato in Epistemologia presso l’Università degli Studi di Pisa e perfezionato in “Bioetica e Biotecnologie” all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, dal 1997 è abilitato alla professione di Biologo e dal 2003 è giornalista iscritto all’Ordine della Toscana e Direttore di alcuni periodici lucchesi. Già ricercatore presso l’Università degli studi di Firenze e titolare di una borsa di ricerca del Ministero degli Affari Esteri (bandita dall’Istituto Agronomico per l’Oltremare), nel 2000 ha pubblicato per lo Studio Editoriale Fiorentino (S.E.F.) il volume “L’Italia delle Agro-Biotecnologie”. Appassionato da sempre di politica (quella pensata più di quella “realizzata”), nel 2001 entra in Consiglio regionale della Toscana come funzionario e nel 2009 guida, con la carica di Dirigente, una Segreteria Istituzionale. Dal 2010 ha rivestito l’incarico di Responsabile dell’Ufficio stampa di un influente Gruppo consiliare.

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