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Vivere e’ diventato difficile. Da qualunque parte stai qualcuno ti dirà che è quella sbagliata. Ma una risata lo seppellirà.

di Carla Ceretelli | 12 Luglio 2015

carlaceretelli“Sono nato bianco, il che fa di me un razzista. Non voto a sinistra, il che fa di me un fascista.

Sono un eterosessuale, il che fa di me un omofobo. Non sono sindacalizzato, il che fa di me un traditore dei lavoratori e un servo del padronato. Sono di religione Cristiana, il che fa di me un cane infedele. Ho piu’ di 60 anni e sono pensionato, il che fa di me un vecchio affamatore del popolo. Rifletto e non credo a tutto quello che dicono i giornali, il che fa di me un reazionario. Tengo alla mia identita’ e alla mia cultura, il che fa di me uno xenofobo. Mi piacerebbe vivere in sicurezza e vedere i delinquenti in galera, il che fa di me un forcaiolo. Penso che ognuno debba essere compensato in funzione del merito, e questo fa di me un antisociale. Sono stato educato severamente , e ne sono riconoscente ai miei genitori, il che fa di me un torturatore di fanciulli e uno che ostacola il loro naturale sviluppo. Penso che la difesa di un Paese riguardi tutti i cittadini, il che fa di me un militarista. Mi piace tentare di superare me stesso, il che fa di me un ritardato sociale.” trovato sul web senza una fonte sicura.

In realtà apprezzo la legalità e la giustizia, anche sociale sono contro l’integralismo e l’intolleranza di quelli che sono convinti di avere una supremazia morale e bacchettano gli altri da professorini, magari precari.

Nel mentre Alexis fa la proposta a voce senza neppure una fedina e una rosa rossa.

D’altra parte verba volant. E poi vedremo.

 

Ora, anche senza un nesso logico mi sovviene la parabola del latte in polvere.

Travolti da norme leggi e leggine di ordine europeo, parrebbe l’ora di dire basta. Siamo attaccati da nord e da sud, schiacciati da gente che ci vuole diversi. Che ci dice quello che dobbiamo o non dobbiamo fare. Un’oppressione nauseabonda e ormai diventata insostenibile.

Soltanto uno dei vizi o peccati capitali che dir si voglia dà un senso e rende plausibile questa sorta di odio/amore nei nostri confronti. L’invidia. Semplicemente ci vogliono annientare.

 

Ci insultano dandoci di creativi mandolinari e marinai ma intanto dal buco della serratura l’Europa tutta e parte del mondo ci occhieggia e vorrebbe essere come noi. Una botta d’orgoglio perdindirindina.

Ma una risata li seppellirà

Si pretende che venga abrogata la legge nazionale n.138 vigente dal 1974 con la quale si vietava l’utilizzo di polvere di latte per produrre formaggi, yogurt e latte alimentare ai caseifici ubicati sul territorio nazionale. Qualcuno in un impeto d’ira funesta e stanco di cotante intromissioni invasive e invadenti sulle nostre cose ha coraggiosamente tenuto testa dicendo che noi useremo la plvere per il formaggio quando loro la useranno per la birra.

E una risata li seppellirà, secondo la frase latina, adattata da Bakunin e dagli anarchici francesi durante il XIX secolo. Il motto completo era

«La fantasia distruggerà il potere e una risata vi seppellirà».

Pare che gli anarchici ponessero l’accento sulla prima parte, cioè sulla fantasia capace di distruggere i vecchi canoni della politica.

Successivamente, la frase è stata rimaneggiata e usata per sbeffeggiare le forze dell’ordine durante gli arresti. E poi ripresa nel 68 e nel 77…

Ora, tutte le guerre hanno avuto origine da piccoli episodi. Apparentemente.

Quousque tandem abutere patientia nostra.

Speriamo che il latte in polvere non seppellisca noi.

 

 

Nota a margine.

Silvio ha rifatto capolino e non glielo perdonano. Ma fa davvero ancora tanta paura? E il fumus persecutionis ricomincia. Il vitalizio di tremila euro che avrebbe dedicato alla beneficenza, come ha sempre fatto, verrà appunto sottratto alla medesima. Ma sicuramente continuerà a farla. Tutto si può dire dell’uomo ma non che non sia generoso.

Ma il colmo lo abbiamo raggiunto con Francesco che accetta obtorto collo il dono orripilante di Morales. Niente bigottismo, solo buona creanza e amore per il bello. Ci si chiede che fine ha fatto il cerimoniale pontificio.

Ma per dare a cesare quel che è di cesare, si dice che Il crocefisso su falce e martello è una riproduzione di quello che teneva accanto al proprio letto Luis Espinal, sacerdote gesuita, poeta e regista torturato ed ucciso in Bolivia dai paramilitari nel 1980. Morales avrebbe insignito il papa. nelle sue intenzioni, di una onoreficenza dedicata a Luis Espinal, e gli ha consegnato questa riproduzione realizzata dal sacerdote gesuita Xavier Albo. Durante questo viaggio in Bolivia, il papa si è anche recato a pregare sul luogo dove venne trovato il corpo di Luis Espinal.

Dunque tutto ok tutto ok.

Pubblicato in : Editoriale

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. rupert

    23 Luglio 2015 alle 16:08

    Sono nato bianco, il che fa di me un fortunato rotto in culo.
    Non voto a sinistra, il che fa di me uno che vota a destra, quindi uno che vota, fa la fila per votare, difende posizioni altrui, pensa di poter essere protagonista e formula ipotesi su materie che non conosce. Un demente, in sintesi.
    Sono un eterosessuale, il che fa di me uno che non si fa i cazzi propri e che forse va a puttane e fa becca la moglie. E poi, se lo sbandiero in tal maniera, vuol dire che sono anche un po’ frocio.
    Non sono sindacalizzato, il che fa di me uno che al primo problema va a piangere alla CIGL, ne conosco una montagna. A meno che io non sia figlio di uno che ha impiantato un’attività 40 anni fa. Allora torna il punto “sono nato bianco”
    Sono di religione Cristiana, il che fa di me un coglione che crede nella vita dopo la morte, come gli Zulù.
    Ho piu’ di 60 anni e sono pensionato, il che fa di me un (vedi punto sono nato bianco)
    Rifletto e non credo a tutto quello che dicono i giornali, il che fa di me uno che non è vero, da quanto scrivo non so cosa significhi riflettere. E i giornali me li sbafo da poppa a prua. Oltre che i talk show.
    Tengo alla mia identita’ e alla mia cultura, il che fa di me un ignorante illetterato senza il minimo spirito critico.
    Mi piacerebbe vivere in sicurezza e vedere i delinquenti in galera, il che fa di me un bambino di sei anni.
    Penso che ognuno debba essere compensato in funzione del merito, e questo fa di me uno che chissà che meriti ha avuto per nascere bianco, avere un lavoro e vivere fino a 60 anni.
    Sono stato educato severamente, e ne sono riconoscente ai miei genitori, il che fa di me uno che dovrebbe sputare sulla tomba del padre, se devi trattare male i figli, fai a meno di farli.
    Penso che la difesa di un Paese riguardi tutti i cittadini, il che fa di me uno che probabilmente ha fatto carte false per non fare il soldato, e che a 60 anni ancora non ha idea di cosa voglia dire un conflitto armato.
    Mi piace tentare di superare me stesso, il che fa di me un ritardato sociale. Questa la lascio, sostituendo “sociale” con “mentale”

    Rispondi

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