Autogrill è un marchio, primo operatore mondiale della ristorazione da viaggio -dice il suo sito, ma per tutti indica le aree di servizio in autostrada. Sia che siano di Autogrill sia che siano di tutti gli altri come Fini o Chef Express. E’ cambiato il modo di viaggiare e sono cambiati anche gli autogrill. Una volta aree di sosta e relax per riposare e bere o mangiare qualcosa in tutta pace, ora aree di mercato e ressa,quasi continua, con offerte commerciali a dismisura. Alcune aree sono vecchissime, quasi da inizio autostrada del Sole, altre rifatte o in corso di ristrutturazione. Altre nuovissime. Alcune sembrano cattedrali acciaio e cristallo, dove ti fai un panino Fattoria con panorama “sorpasso”. Altre sono rimaste dei bugigattoli dove entri e ti trovi già tra bamboline che chiudono gli occhi e pupazzetti di mucche che muggiscono al tuo inevitabile passaggio e scatoloni di vini del Salento offerti come al discount. Vita d’autogrill. Una volta vita ricca, oggi vita quasi grama. Una volta al ristorante self service c’erano anche due addetti per banco: sorridenti, ti offrivano primi regionali, secondi fumanti e alla cassa le signorine aspettavano pazienti. Ora come arrivi al ristorante è già tanto che trovi subito il vassoio e le tovagliette di carta per cominciare il giro: agli antipasti nessuno, ai primi nessuno, ai secondi nessuno. Sembra il day after degli autogrill. No una c’è. E’ alla cassa, sta finendo il conto dei clienti. E urla. Arrivo subito. “Primi: tagliatelle porcini, risotto formaggi::” Alt. Andiamo ai secondi: “Arrosti di vitello, prosciutto di Praga, cicoria ripassata::” E è sempre lei. La stessa addetta. Impettita e sicura, targhetta sulla maglietta rossa o gialla, ma sempre lei. Una volta erano sette o otto per servizio, adesso tagliano tutto e tagliano anche il personale. Una volta il responsabile girava e controllava, adesso si mette anche alla cassa e vende gratta e vinci oppure scalda il Camogli, che diventa fumante. E’ la crisi bellezza. E la crisi colpisce anche le soste d’autostrada. Aumentano i prezzi ma diminuisce il personale. Una volta anche in area di servizio mangiavi con 10 – 15 mila lire ora, non paghi meno di 15 – 20 euro. Cercano di fare promozioni legate al territorio ma non sempre hanno fortuna. L’altro giorno in un’area di servizio vicino ad Arezzo vendevano un piatto laziale, cosiddetto piatto unico con pasta carne e verdura tipo un piatto tedesco, niente di nuovo sotto il sole: 14 euro e 50. Dai, neanche fossimo in un ristorante in Galleria Milano. Primi da 8 euro come e più di altri ristoranti, pietanze che possono superare anche i 15 euro. Una volta dicevi: vado a fare uno spuntino in autostrada ora devi quasi fare un investimento. Vita grama per tutti. Di nuovo c’è che hanno messo gli angoli per gli spizzichi di pizza e lì c’è ressa giorno e notte, quasi. Di nuovo c’è che posso offrire i menù mattina e i menù colazione ecc e quando fai i conti, rispetto alla somma delle singole parti, che so cappuccino, brioche o spremuta o succo risparmi, dai 10 ai 20 centesimi. Però sei contento perché sembra che hai fatto un affare. In realtà a comprare nelle aree di servizio non fai mai tanti affari: ci sono salami e coppe, paste e olii che costano come in un negozio di gourmet. L’unica offerta è sulla cioccolata: Ah domanda: come mai ci sono sempre così tante cioccolate, cioccolatini e cioccolatone negli autogrill anche fuori stagione. Mah sarà perché l’autogrill è un posto a parte quasi un posto dell’anima, che non segue le stagioni. Ma un posto divenuto stra caro ultimamente. E non solo caro per le emozioni.
Fabrizio Binacchi www.virgola1.splinder.com

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