L’autore di queste note ha avuto la fortuna, alla fine degli anni ’50, di frequentare le lezioni del Prof. Cesare Cosciani docente di Scienza delle Finanze alla Facoltà di Economia e Commercio di Firenze.
Nella prima lezione avvertiva che coloro i quali avessero avuto l’intenzione di praticare, dopo la laurea, la professione del commercialista fiscalista, fossero coscienti che in altri paesi quella specializzazione era pressoché ignorata in quanto la semplicità delle procedure non richiedeva consulenti in materia, a parte il discorso delle imprese cui spettano altre più complesse incombenze in materia.
Lo Stato in altri paesi ha fiducia nel cittadino e questi ricambia la fiducia verso lo Stato. Il cittadino presenta la dichiarazione dei redditi con un modulo semplice e chiaro con allegato un bel pacco di ricevute, praticamente riguardanti la maggior parte delle spese sostenute che vengono detratte dal reddito lordo. In sostanza Il prof. Cosciali ci spiegava il contrasto di interessi: vado dal medico mio amico al quale, anche se è amico, chiedo la fattura o la ricevuta. L’amico medico, a sua volta, al carrozziere che gli accomoda l’auto chiede la fattura e il carrozziere si premurerà di farsi rilasciare la fattura da colui che gli fornisce i materiali. Gli esempi potrebbero moltiplicarsi in ragione di tutti gli affari, piccoli o grandi che siano, ma con questo sistema emergerebbe tutta o quasi il reddito attualmente non dichiarato.
L’on. Benvenuto, ex segretario della Uil fu nominato negli anni ’80 direttore generale del Ministero delle Finanze e in tale ruolo attivò una delle prime ricerche sull’evasione fiscale al termine della quale risultò un’evasione enorme tanto che, se quel reddito evaso fosse stato colpito da una imposta contenuta non ci sarebbe bisogno negli anni successivi di elaborare finanziarie pesanti sulle spalle dei cittadini.
Si dà il caso che Visco sia stato assistente del Prof. Cesare Cosciani e quindi abbia ascoltato, come il sottoscritto, le sue lezioni: io, e i miei compagni di corso, abbiamo capito quello che ci propinava, Visco evidentemente no.
Tra parentesi: Visco attualmente è docente all’Università di Roma di Scienza delle finanze.
“Secondo me chi dispregia o non intende l’esercitazione, dovrebbe rinunziare il posto universitario e assumere l’ufficio, certo più comodo, forse più lucroso, di predicatore o di saltimbanco.”
Giorgio Pasquali, “Il testamento di Teodoro Mommsen, da Stravaganze quarte e supreme”.
A cura di Battista l’archivista
(fine)

Che scherzi di natura!
A) Benvenuto???? MALVENUTO!
B) Visco???? VISCHIO! ovvero FISCO!
hANNO NOMI NON PROPRIO APPROPRIATI ALLA FUNZIONE E ALL’AMBIZIONE.