Il successo del sì al Referendum non ha sorpreso nessuno essendo stata una campagna elettorale poco dibattuta su un tema importante che andava a modificare la Costituzione italiana. Ha vinto l’antipolitica, la pancia. Ma questo si sapeva. Il risultato delle regionali finito in un pareggio ha come vincitore sicuramente inaspettato il segretario del Partito democratico Zingaretti. Nei mesi scorsi era stato più volte messo in discussione anche all’ interno del suo stesso partito. Si parlava di un congresso anticipato e della possibilità di nominare come nuovo segretario il presidente dell’Emilia Romagna Bonaccini. L’accusa più pesante nei confronti di Zingaretti era quella di una manifesta subalternità al Movimento Cinque Stelle. Proprio per questo si temeva una sconfitta elettorale pesante a partire dalla roccaforte toscana. Invece, il PD in Toscana ha vinto come ha riaffermato gli uscenti presidenti di Campania e Puglia. Una cosa da rilevare immediatamente: l’unica alleanza tra PD e Movimento Cinque Stelle è stata fatta in Liguria ed è naufragata miseramente, dimostrando che in politica uno più uno non fa sempre due. Il Movimento Cinque Stelle, pur festeggiando il sì al Referendum, deve prendere atto delle pesanti sconfitte elettorali subite in tutte le regioni e in tutti i comuni. È evidente che ora dovrà pagare pegno a livello nazionale al PD. Il centrodestra nonostante la vittoria nelle Marche strappata al centrosinistra non ne esce per nulla bene. Si paga l’errore di aver presentato, soprattutto in Campania e in Puglia, due candidati logori e già sconfitti più volte. Quello che emerge in maniera evidente è il successo clamoroso del governatore Zaia che con la sua lista personale ottiene più del 40 per cento. Evidente che ora nel centrodestra si pone al più presto una questione di leadership, ma anche di una classe dirigente che in questa campagna elettorale non ha brillato. Qualcuno sostiene che questo risultato possa rafforzare Conte in effetti chi si rafforza è Zingaretti e il PD anche se tutte le regioni del nord rimangono a guida centrodestra.
Roberto Caputo

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