La campagna elettorale, lunghissima e strana, diventata interminabile causa convivenza con il ben più popolare coronavirus, si trascinava stancamente. Non c’erano novità all’orizzonte in terra di Toscana. L’esito appariva scontato. Il candidato del centrosinistra, Eugenio Giani era stato scelto da tempo. E che altro c’era da sapere? Già da cinquanta anni, quella del presidente del Granducato non era una elezione, ma una successione. Designato l’erede da parte dello schieramento maggioritario, la questione era sbrigata. Mai il popolo, nel segreto delle urne si era ribellato; anzi, aveva festeggiato con copioso raccolto di voti il nuovo principe, destinato a reggere le sorti di quella terra felice per dieci anni, ovvero l’equivalente di due mandati. Così era e sarebbe stato per sempre.
L’incredibile, invece, prese a materializzarsi sotto forma di un sondaggio un paio di giorni prima del black-out che ne vietava la pubblicazione. Lo aveva pubblicato l’autorevole Sole 24 ore, mettendo a soqquadro le ultime due settimane di campagna elettorale. Secondo tale sondaggio, Susanna Ceccardi era a ridosso di Giani, separata da appena mezzo punto. Il giorno dopo anche il Corriere della Sera sanciva che era testa a testa, ancorchè con un distanziamento leggermente maggiore. E fu da allora una rissa continua, anzi due risse. Perché da un lato divenne più selvaggio lo scontro tra i due schieramenti. Ma, quel che è peggio, scoppiò all’interno del centrosinistra tutto quello che fino a quel momento era stato nascosto, ovvero un carico di risentimenti che finiva per riversarsi sul candidato presidente del centrosinistra: nell’ordine, scelto da Renzi, troppo debole, poco carismatico, non sufficientemente a sinistra, anzi decisamente a destra, troppo presenzialista, etc. Chi cercava l’occasione per mettere le mani avanti o togliersi sassolini dalle scarpe l’aveva trovata, servita su un vassoio di lusso.
Succede: quelli che erano stati considerati i punti forti di Giani, che lo avevano fatto scegliere, improvvisamente erano diventati le sue palle al piede. Ma il risultato ha ampiamente dimostrato che la vittoria è in gran parte, merito proprio di Giani. Per quelle doti che hanno consentito di raccogliere attorno a lui il più ampio dei consensi possibili per il centrosinistra. Prima di tutto la sua capacità di lavoro. Ad essere presidente Giani si è preparato da cinque anni, da quando gli avevano impedito la scalata a Sindaco di Firenze e si era poi dedicato, entrato in consiglio regionale a reggere la presidenza dell’Assemblea. Che sia stato Renzi a spianargli la strada, è una delle bufale più grosse che lo possano riguardare. Renzi a Giani favori non ne ha mai fatti, anzi è sempre stato il suo ostacolo principale, al di là della formale correttezza dei rapporti. Quando Renzi fece il suo endorsement, Giani aveva già lanciato da tempo il suo guanto di sfida: “facciamo le primarie e vediamo chi vince”. Renzi lo sapeva tanto bene che fu lesto, come sua abitudine, a tentare di metterci sopra il suo timbro. Sarebbe, comunque, andata così.
Ora che sappiamo come è andata, resta il mistero di quei giorni nei quali molte cornacchie si levarono in volo per segnalare la morte politica del neoeletto Presidente della Toscana. Qualcuno forse potrebbe, o dovrebbe, dare qualche spiegazione. Altri, farebbero bene a studiare il “fenomeno Giani” per imparare come si fa a costruire una alleanza vincente. Perché la vittoria del centrosinistra non era affatto scontata. Alle europee dello scorso anno il centrodestra aveva raggiunto il 42%, oltre quattro punti sopra una difficile coalizione di centrosinistra. Di sicuro ha giocato positivamente il suo profilo di riformista laico, aperto, tollerante e inclusivo. E’ legittimo prevedere che sarà utilissimo riferimento per dare vita ad uno schieramento di centrosinistra vincente anche a livello nazionale. Ed è certo che servirà alla Toscana, al termine di una campagna elettorale fortemente divisiva per eccessi dall’una e dall’altra parte. Nessuno meglio di Giani potrebbe contribuire a rasserenare il clima.
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Complimenti a Giani. E’ stato veramente bravo. Si farà onore……