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Vincerà il No ma niente elezioni si andrà verso un Renzi Bis

Il premier ha messo le mani avanti escludendo una connessione diretta tra esito del referendum e sorte della legislatura (quindi del governo) ma le conseguenze ci saranno comunque .

di Gabriele Parenti | 20 Settembre 2016

Anche  le dichiarazioni dell’ambasciatore  USA  hanno gettato  benzina sul fuoco .  Gli americani non sono nuovi  a tali esternazioni quando si tratta dell’Italia (non credo che avrebbero fatto la stessa cosa con  La Francia e la Gran Bretagna).

Che  il responso delle urne   influirà sulla stabilità politica  è  peraltro,  inevitabile.   Perché   da  tempo  la  campagna  sul  referendum  costituzionale    si è trasformata   in una consultazione sulla politica del  governo.   Matteo   Renzi   ha messo le mani avanti  escludendo   una connessione diretta  tra esito del referendum e sorte della legislatura  (quindi del   governo)   ma  le conseguenze ci saranno comunque .   E  l’esperienza insegna che-   dalle tornate referendarie degli anni ’90 alla Brexit  – il voto di protesta  travalica spesso l’oggetto della consultazione.

E’ vero che  c’è  stata  una  progressiva   attenuazione dei toni  anche per la disponibilità di Renzi  a  modifiche dell’Italicum   ma finirà che  andremo  al voto proprio durante la discussione sulla legge di stabilità che si presenta ardua  visto che si dovrà procedere al non facile reperimento di ingenti risorse.

Credo, quindi  che il No vincerà,  che per il momento  si  andrà solo ad un rimpasto,ad un Renzi bis  ma che la parabola discendente del premier  diverrà inarrestabile.  A vincere sarà una convergenza  “ibrida” tra elettorato di destra e di sinistra  ma , una volta  dimenticate le vicende romane,  il beneficiario  sarà  il  Movimento 5 stelle che – nello sfacelo di una destra divisa  e priva di una precisa linea politica   – diverrà  l’unica alternativa al PD  a guida renziana .  Nel 2018 (o prima)  in una  possibile votazione con ballottaggio  5Stelle potrà avvantaggiarsi di voti di diversa estrazione (elezioni comunali di Torino docent).

Andremo così   ad  un periodo di turbolenza  di cui gioiranno solo i ceti forti .   Peccato, perché  in  un  contesto politico  dove  dilagano idee populiste,  Matteo Renzi  è espressione di  realismo  politico  e di  moderazione  (dico Matteo Renzi  perché   su  molti renziani la mia opinione è assai diversa ).

D’altronde,   il terreno dello scontro   è   oggettivamente   sfavorevole al premier.  Infatti,  entrando nel merito dei quesiti referendari  rilevo almeno  quattro  perplessità che peseranno sull’opinione pubblica assai più  delle  note e per molti versi condivisibili  ragioni  del SI  :

  1. A) la riforma del Senato è stata portata avanti in nome del  risparmio  ma  come dimostra la (paradossale) vicenda delle province,  il  risparmio (se ci sarà)   sarà  solo marginale perché  restano  i  costi delle sedi, del personale, delle  trasferte … Sarebbe stato meglio ridurre il numero complessivo dei parlamentari che,  in questo modo,   avrebbero assunto maggiore autorevolezza  anche sul territorio.
  2. B) In un contesto in cui non si riesce a snellire e a rendere meno costosa una macchina pubblica elefantiaca  e  non si riesce a fare quei risparmi che  sarebbero essenziali per la ripresa degli investimenti  pubblici  la riforma del Senato era davvero così indispensabile  e  capace di dare quell’accelerazione che tutti auspichiamo?
  3. C) una cosa è un Senato eletto su base regionale, altra cosa è un Senato delle regioni come verrebbe fuori con la legge Renzi-Boschi ; di spinte centrifughe ne abbiamo già avute troppe  e in questa situazione di crisi  i municipalismi non giovano.
  4. D) Ancora maggiori le perplessità sulla nuova   legge elettorale:   considero eccessivo  il  premio di maggioranza così ampio assegnato a un partito non ad una coalizione   e  mi piace  poco   il ballottaggio in quanto  risulteranno vincenti coalizioni ibride… il ballottaggio è nato per smussare le posizioni estreme e dare la vittoria a coalizioni ampie  e   piuttosto  omogenee  ma recenti esperienze mostrano che  si possono aggregare  forze politiche eterogenee  cavalcando la protesta  ..e il Pd che in teoria per la sua posizione  “centrale” dovrebbe essere il  beneficiario naturale dei ballottaggi,  ha finito per  farne le spese.

In altre epoche, la bocciatura di  referendum di riforma costituzionale  non ha portato conseguenze   sugli assetti  politici   ma questa volta , proprio per la sovraesposizione assunta  temo che   andremo incontro ad un nuovo cambio d’epoca.  E  non sarà in meglio.

Gabriele Parenti

 

 

 

Pubblicato in : Primo pianoTag: 5 stelle, anni, coalizione di governo, consultazione, crisi politica, elezioni, elezioni anticipate, espressione, francia, governo, gran bretagna, legge elettorale, legislatura, merito, movimento, nato, pd, referendum, renzi, Renzibis, Riforma costituzionale, rimpasto di governo, vince il no

Info Gabriele Parenti

Giornalista professionista e scrittore, ha svolto per numerosi anni, all’interno della RAI, attività di progettazione e conduzione di programmi radiotelevisivi per le reti nazionali e per la Sede Rai Toscana.

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