Un piccolo aneddoto. Da sindaco Matteo veniva invitato spesso da varie associazioni o comitati cittadini. Ebbene, in uno dei suoi incontri pubblici raccontava, ovviamente, di varie cose sulla città. Cose che aveva o non aveva fatto o che stava per fare. Dalla platea si alzò timidamente una voce, la mia, per una domanda, abbastanza insulsa e retorica. Perchè, quel che stava per fare, non l’aveva fatto prima. La risposta, rapidissima e vivace, come suo costume, fu “i soliti fiorentini che non sono mai contenti, polemici quanto mai”. Della serie ringrazia iddio se si fa ora.
E no, caro Matteo. Ogni cosa a suo tempo, c’è un tempo per ogni cosa. E spesso il procrastinare fa peggio che meglio.
Ora, oggi, a distanza di un paio di mesi o poco più dalla data faditica che deciderà o quantomeno inciderà sul suo destino politico, previsione matteinica fine novembre primo dicembre, come da manuale e rientrando a mala pena nei termini, a Matteo comincia a bruciare… non dico cosa.
L’incontro di Bratislava docet. Fino a ieri chiamava amichevolmente Merkel, Anghela e la prendeva sottobraccio e le dava i bacini sul naso. Con Hollande rapporto non pervenuto.
Glielo dicevamo che l’austerity non porta bene e che in parapseudoeuropa, per niente paritaria, stavano alzando muri lasciandoci soli alle prese con persone, più o meno disgraziate, un mixer di materia umana non meglio identificata.
“Sull’immigrazione per il momento l’Europa ha parlato tanto e fatto poco”. Non ha toccato il protocollo di Dublino. Gli altri, Stati, a differenza del nostro, hanno deciso di accogliere soltanto i profughi richiedenti asilo con i documenti a posto. Non ci pare scandaloso. “L’Italia se sarà necessario farà da sola: sappiamo come fare”. Eccoci all’acqua, eccoci al ritardo conclamato… perché non lo ha fatto finora, lo faccia senza perdere altro tempo. Arretrato millemiglia per non avere affrontato il tema epocale per tempo. Come, non saprei, non sono mica io il premier.
Ormai non si è più disponibili ad accettare il ricattino dll’ultima spiaggia.. come sottolinea il nostro Direttore.
Poi vola a NYC con l’Air Force One e ci racconta che sta con Obama. Non si sarebbe, ufficialmente, perso per nulla al mondo la Pennetta / Vinci. Annullati tutti gli impegni è partito per la Grande Mela con Malagò. Offrendo spunti polemici a josa alle opposizioni che lo accusano di concedersi l’ennesimo spot a soese dei contribuenti.
Con questo guizzo non ce la conta giusta.
Intanto l’Anghela sta perdendo terreno. Cos’è la destra cos’è la sinistra, diceva il magnifico Giorgio, Gaber per gli amici. Come se la definizione in sè fosse la panacea di tutti i mali. La gente il popolo il cittadino non ne può più del teatrino. Dei motti, delle parole degli aforismi. La guerra fra poveri, esogeni e indigeni si fa sempre più cruenta, la si respira e ci si appiccica addosso vieppiù. Per ora virtuale ma..chi sa.
E il fiato sul collo di Matteo due e quello, ancorchè strampalato del Dibba e di Gigino, non gli danno tregua. Per non dire della newage del partito della gente, condotto da uno che a nostro avviso non è in grado, non avendo il carisma necessario, di condurre e tantomeno di raccogliere ciò che è sparso.
Carla Ceretelli

Mi si chiede se ho trovato interessante questo articolo. No, non l’ho trovato interessante
Renzi si fa ridere addosso da tutti, Come sulla questione del polo della tecnica nell’area ex expo, dove, invece di fare un bando per vedere chi aveva le idee migliori, decide a chi affidare l’organizzazione del sito per chiamata diretta.
Le alzatine di voce in Europa non sono che un ennesimo tentativo di fare la voce grossa per avere piu flessibilità, ovvio che non gliene frega niente del problema immigrazione, è solo per puntare i piedi su questo pretesto (che quindi gli torna utile) per avere sconti.
Quanto alla Angela, non si capisce da dove sia nata la leggenda della H, nessuno in Germania la chima AngHela, visto che il nome Angela esiste e si pronuncia esattamente come in Italia.
L’uscitina del ganzo per andare a NYC, mentre la moglie per la Buona Scuola ha avuto incarico a Agrate Brianza….noi a Firenze, scusate, chissà perché, è per darsi arie di quello che non è, poi deve andare a mettere la sua C strascicata per difendere la buona Clinton dal cattivo TRump, senza chiedersi perché gli americani non amino votare la Clinton.
Insomma, Renzi a NYC è come Benigni al funerale di Ciampi, vomitevole.