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Vince Trump ma perde il welfare

Nel Gotha dell’economia americana non ci sono (se non in casi rarissimi) indiani d’America, come non ci sono afro-americani di colore.

di Rosario Amico Roxas | 13 Novembre 2016

L’idea che ha lanciato Trump e lo ha fatto vincere a queste anomale presidenziali, era rivolta agli americani che lavorano e producono, alla piccola e media borghesia abituata ad avere molto più di quanto necessita per vivere decorosamente. La propaganda aggressiva di Trump mirava ad incoraggiare i renitenti a qualunque sacrificio, e mal disposti a sostenere il welfare a costo di sacrificare qualcosina del proprio orticello.  Sono in molti che hanno dimenticato le loro origini, provenienti da famiglie emigrate e inserite nel “sogno americano”, queste dimenticanze si esaltano nell’egoismo di genere, non di classe.

Temono la violenza che imperversa e pensano di combatterla con una violenza maggiore, favorendo il “fai da te”, armandosi come se le città, le strade, le scuole, le chiese, gli uffici, i supermercati, i grandi magazzini, non fossero altro che una prima linea la cui difesa è affidata a chi estrae la pistola per primo, vecchio retaggio di un nostalgico Far West, terra di cacciatori di taglie, di sceriffi plenipotenziari, e di eroi inventati  chiamati ed esaltati a difendere i soprusi con i quali, solo il secolo scorso, vennero sterminati  gli “indiani” d’America, che rappresentarono e rappresentano ancora oggi, il primo grande olocausto della storia moderna. I figli e i nipoti (a volte anche pronipoti !) che varcarono gli oceani alla ricerca di una vita vivibile, hanno votato Trump che promette loro di bloccare le immigrazioni, costruendo muri e colpendo indiscriminatamente tutti quelli che una legge non scritta identifica come abusivi; di sbarrare la medesima strada percorsa dai loro padri, in fuga dalla miseria.

Nel Gotha dell’economia americana non ci sono (se non in casi rarissimi)  indiani d’America, come non ci sono afro-americani di colore; ci sono i plutocrati eredi delle grandi ruberie, delle stragi dei bisonti, del consumo di petrolio; si tratta di quegli stessi plutocrati che tengono in piedi le lobby delle armi, dell’energia, dei prodotti di largo consumo; si tratta di quella modestissima percentuale di americani, che non supera il 5/6 % dell’intera popolazione, che possiede il 60% dell’intera ricchezza nazionale; sono i medesimi che incoraggiano il dominio della violenza esercitata dal Ku Klux Klan (acronimo: KKK), certi di una impunità garantita dalla mentalità radicalmente razzista.

Provenendo dall’alleata America, una simile mentalità rischia di contagiare tutto l’Occidente e se ne vedono i primi bagliori nei commenti di piccolissimi personaggi, gonfi come un’otre, del livello di Matteo Salvini & C.

 

Rosario Amico Roxas

Pubblicato in : Primo pianoTag: Donald Trump, personaggi, secolo scorso

Info Rosario Amico Roxas

La parte più significativa della mia vita lavorativa l’ho trascorsa in Tunisia, quale consulente presso il locale ministero per lo sviluppo economico. Dopo 15 anni di Tunisia, avendo anche girato in lungo e in largo per l’Africa settentrionale e sub-saharana, nonchè Vicino Oriente, ho conosciuto profondamente l’Islam e la mentalità araba, elementi che hanno rafforzato taluni convincimenti appresi nei miei studi di filosofia a La Sapienza di Roma, ai tempi di U. Spirito, Lombardi, G. Calogero etc.etc. In Tunisia, a seguito del lavoro svolto al ministero, sono stato incaricato di tenere alcuni corsi di marketing sociale, presso l’Università La Mannouba.
Mi sono occupato, anche con pubblicazioni, del Magistero sociale della Chiesa, con analisi dettagliate di varie encicliche.
Adesso a 74 anni, faccio il nonno in servizio permanente effettivo, anche se non disdegno di scrivere ciò che penso, con la speranza di essere utile a qualcuno, senza nuoceve a nessuno.

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