C’ era una volta la lira. E con quella mangiavi una pizza e bevevi una birra e non ti svenavi. Se esageravi con una quattro stagioni e una media bionda (birra) spendevi dieci mila lire, tipo 6 mila più 4 mila ed eri a posto.
Ora con 5 euro e rotti ti prendi una margherita solo in certi posti a buon mercato. E non sei a posto. Mille lire uguale un euro è stata la nostra condanna. Mille lire uguale un euro, a mala pena, è stata la nostra disfatta.
Lo vedi nella vita dio tutti i giorni e lo vedi quando viaggi e mangi e bevi perché che cos’è la vita se non viaggi un poco? Dicono: ah guarda con quel sito ho trovato una stanza a 75 euro che affarone del giorno, e ti luccica lo schermo che ti dice, sbrigati a prenotare questa stanza perché altri 5 visitatori te la stanno contendendo, e tu ti sbrighi a mettere nome, cognome indirizzo mail tutti i dati per fermare l’affarone del giorno e se poi ci pensi un po’ ti viene in mente che ai tempi della lira questo affarone erano 150 mila lire circa o 140 mila e comunque un bel prezzo per una stanza in albergo di notte e ti verrebbe da dire ma che affarone era, che affarone è?!
Ragioniamo in euro, spendiamo in euro e tantissimi di noi abbiamo guadagni in lire. O meglio abbiamo compensi, soprattutto pensioni e stipendi a reddito fisso, salari e via elencando, che valgono come potere d’acquisto come le vecchie lire solo che spendiamo in euro e quindi spendiamo doppio.
Non ci vuole un collegio di economisti per capire che avanti così non funziona. Si lamentano tutti perché non cresce la domanda interna cioè le spese degli italiani in Italia. Per forza, cosa spendi di domanda extra se tutto va in affitti, mutui, medicine e spese essenziali? Che ripresa vuoi registrare, o prevedere, se il mercato interno è stagnante o in regressione?
A 15 anni dalla grande manovra che ci ha portato nel’euro, o quelle che vengono definite le grandi manovre che ci hanno imposto un certo cambio dell’euro – lira, vengono a galla tutti i nodi di una trattativa che forse non è stata compiuta e realizzata nel più completo rispetto di tutte le parti.
Ad esempio ricordano alcuni osservatori economici: perché un ambio 1 euro ogni 1937 lire circa e non 1300 lire circa? Che cosa spinse un cambio e un concambio decisamente pericoloso e poi determinatosi alquanto negativo per l’Italia o almeno una certa Italia, quella del lavoro dipendente e del reddito fisso? Chi venne avvantaggiato e chi venne danneggiato senza tanto pensarci su?
Eccoci qua a leccarci ferite per decisori e osservatori che hanno osservato male e deciso peggio. Viaggiamo a prezzi tedeschi con redditi mediterranei, facciamo pieni di carburante come fossimo sceicchi e ricaviamo compensi da impiegati e lavoranti di grado intermedio, siamo costretti ad accettare voucher per avere una parvenza di lavoro e ci dilettiamo a filosofeggiare di globalizzazione senza considerare che ci ha già mangiato mezza vita e mezza montagna di risorse potenziali.
Analisi semplicistica? Forse. Ma andate nelle corsie del centri commerciali o alla coda in banca e in posta a tentare ragionamenti più complicati e vedete cosa vi e ci rispondono?! Se per un piatto di pasta dobbiamo sborsare quello che una volta pagavamo un intero pranzo o per una bottiglia di vino paghiamo quello che una volta investivamo in una cassetta di vino pregiato ci sarà pure qualcuno ha sbagliato e magari non ha pagato?!
Se ci sembra un affarone pernottare a 70 euro e un super affare il pranzo a prezzo fisso a 12 euro e 50 sarà perché ci siamo abituati a contare in euri effimeri e non in lira pesante. Quindici anni fa avreste considerato un pranzo a prezzo fiso come un affare un pasto a coperto 25 mila lire? C’era un risposante in zona Pescherie a Mantova che faceva ai poveri giornalisti che lavoravano di notte un menù a nove mila lire. Cosa compri oggi con 4 euro e ottanta centesimi ?
Una colazione? Chissà cosa costerà una pizza margherita fra dieci anni, forse più di dieci euro. E ci diranno: è la globalizzazione bellezza.
Fabrizio Binacchi
Con Voce di Mantova

Trovo molto vero quanto lei ha scritto , Sull’argomento mi sono documentato leggendo, e riflettendo,un libro di Angelo Polimeno : Titolo : non chiamatelo euro. edizioni Mondadori.Nel libro l’autore, suo collega, documenta chiaramente l’illegittimità di tale moneta e fa nomi e cognomi dei due principali responsabili di tale illegittimità. Perchè non si mette in evidenza la tesi di Polimeno ?Il libro poi è quasi introvabile.