• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Lagorio: un signore di altri tempi e un socialista moderno

Il direttore di Pensalibero fruga nella memoria di tempi assai lontani e ricorda quando, alla nascita delle Regioni, intervistava il neopresidente della Toscana tra gli scatoloni del suo ufficio provvisorio.

di Nicola Cariglia | 8 Gennaio 2017

Ci sono frasi talmente abusate che quando le senti non ti trasmettono niente. Fino a quando capita una circostanza o incontri una persona che improvvisamente sul significato di tale locuzione ti illuminano, restituendole un significato. A me capitò moltissimi anni fa quando conobbi personalmente Lelio Lagorio. Lui era stato appena eletto Presidente della Regione Toscana. Io, da poco, avevo cominciato a lavorare come giornalista alla sede RAI di Firenze e mi era stato affidato il compito di seguire l’attività della nuova Istituzione. Talmente nuova, che tutto era provvisorio: sede, uffici, personale. All’epoca radio e televisione significava soltanto RAI, che operava in regime di monopolio. Non esistevano ancora i TG regionali, ma soltanto due notiziari radiofonici giornalieri in ogni regione. In Toscana ad ognuno di questi due appuntamenti si collegavano qualcosa come 800 mila ascoltatori. Roba che oggi sarebbe un risultato eccezionale su scala nazionale! Figuriamoci, dunque, l’importanza di questo strumento per le nascenti Regioni che ancora non sapevano come si sarebbero organizzate e di cosa si sarebbero occupate, visto che lo Stato ancora non aveva proceduto al trasferimento delle funzioni e a delimitare le rispettive competenze.

E fu in questa circostanza che diventò per me concreta e non astratta l’espressione “signore di altri tempi”. Mai pressioni e nemmeno richieste per sollecitare attenzione. Io chiedevo appuntamento spinto esclusivamente dalle ragioni della cronaca. Lo andavo a trovare in un piccolo ufficio provvisorio, quando ancora era intento a cercare di capire come far funzionare una cosa nuovissima che non era stata affatto preparata, nonostante fosse scritta nella Costituzione da oltre venti anni. Mentre armeggiavo sul mio Nagra, il mitico registratore professionale che pesava qualcosa come sette chili e mezzo ed aveva pulsanti e comandi che sembrava di essere all’interno di una carlinga, Lelio sorrideva divertito. La sua simpatica ironia faceva il resto, tanto per mettermi a mio agio,visto che il mio rapporto con la tecnologia non era dei migliori. “Cariglino – così si rivolgeva a me perché ero giovane e non gigantesco, ed immagino anche perché c’è sempre stato un Cariglia più grande di me – quanto tempo mi dai per questa intervista: un minuto, cinquanta secondi?”. Immancabilmente, cinque o dieci secondi prima del tempo che gli “assegnavo”, il Presidente concludeva il ragionamento. Chiaro, elegante e capace di sintesi. Come la sua oratoria, che non aveva sbavature. Il discorso, rigoroso e consequenziale in tutti i suoi passaggi, ti teneva avvinto dall’inizio alla fine. Ed erano famosi, almeno tra noi giornalisti, quei piccolissimi fogliettini, forse pagine di microscopici taccuini, che Lagorio riempiva con una minutissima calligrafia a cerchi concentrici. Uno solo per ogni discorso, certo non per timore di perdere il filo, piuttosto per non correre il rischio di dimenticare qualcosa o qualcuno.

Da quei primissimi tempi, le occasioni di incontro sono state decine e decine così come svariati sono stati gli argomenti di conversazione. Fossero pubblici o privati, il piacere di ascoltare una persona colta, elegante, ironica era il medesimo. Queste doti erano interiori ed anche esteriori. Già te le aspettavi dall’ aspetto fisico di Lagorio che anche da questo punto di vista era uomo pieno di fascino.

Voglio anche aggiungere che, nonostante i suoi importantissimi incarichi, non se la tirava per niente. La sua curiosità lo ha portato fino all’ultimo ad interessarsi delle cose più disparate oltre, naturalmente, al suo grande amore che è rimasto fino all’ultimo la politica. La sua disponibilità era tale che non di rado volle intervenire su Pensalibero: anche segnalandomi errori che secondo lui avevamo commesso nell’esprimere determinati giudizi. E’ noto che Lagorio fu, nel PSI uno dei più importanti e moderni esponenti della parte autonomista e riformista. Come qualcuno probabilmente sa, salvo la breve parentesi dell’Unificazione socialista (1966-1969) io non ho militato nel PSI ma nel PSDI.

Oggi dico che riuscire a capire perché mai non abbiamo militato nello stesso partito ci permetterebbe di conoscere meglio la nostra storia. E ci darebbe utili indicazioni per il presente.

Nicola Cariglia

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, costituzione, discorso, firenze, intervista, Lelio Legorio, Pensalibero, psi, punto di vista, rai, regime, regione toscana, toscana

Info Nicola Cariglia

Nicola Cariglia ha svolto un’intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana.
Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell’Aeroporto di Firenze.
Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it
Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. giuliano caldini

    10 Gennaio 2017 alle 08:50

    come sempre i bravi sono solo i compagni comunisti gli altri non contano mai anche quando si parlala di resistenza solo i compagni gli altri sono solo morti e basta , vorrei che questo signor Orsini cattocomunista rispettasse i socialisti che hanno contribuito a rendere questa nazione più moderna e libera

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti