
Nel mondo brutto, cattivo e unipolare per andare a prendere un dittatore a casa propria ci dovevano essere delle armi di distruzione di massa (prontamente passate ai compagni Baatisti siriani, ma non divaghiamo). Nel mondo multipolare di Putin e Jinping serve molto meno.
Non serve, in realtà, assolutamente nulla se non la capacità di farlo. Trump ieri ha scritto le regole del nuovo mondo, codificando ciò che già Netanyahu aveva mostrato sul campo: si vince decapitando il nemico. Già che c’era, Donald ha anche sistemato alcuni altri problemi.
SI SCRIVE VENEZUELA, SI LEGGE UCRAINA
La guerra di Kiev si è appena ridotta di almeno sei mesi, forse dodici. Se Trump rimette sul mercato il petrolio Venezuelano (che al momento o non c’è o va alla Cina), il prezzo crollerà. Questo distrugerrà l’economia Russa definitivamente. Putin dunque ha un orizzonte temporale molto meno lungo di quanto non credesse per chiudere l’invasione. Ma soprattutto si è dimostrato che tutta la guerra a Kiev è stata persa la notte di febbraio in cui i Russi non sono riusciti a catturare Zelensky e il popolo ucraino ha deciso di morire in piedi, piuttosto che vivere in ginocchio. Incidentalmente, Putin, gli Ayatollah e persino Jinping dovranno guardare con molto più sospetto i propri compagni di strada. Essere venduti è diventato uno scenario molto più probabile.
SI LEGGE UCRAINA, SI PRONUNCIA TAIWAN
Sempre nella categoria postulati, troviamo il fatto che Pechino ha un solo proiettile per prendersi l’isola dei chip. Se fallisce gli USA interverranno davvero. Doveva essere il secolo del declino USA, ma a Donald piace troppo la sensazione di essere il capo. Pechino si è tenuta prudentemente fuori dalla questione. Il Cremlino ci è cascato e si è messo a frignare. I Cinesi non sono così fessi. Osservano, studiano e imparano. Vedremo se lanceranno i dadi, ma improvvisamente le condizioni di vittoria sono diventate molto più difficili.
NEXT STOP, AVANA
Non ci saranno più socialisti sotto l’equatore che possano dormire tranquilli. Avvisata la Colombia, il primo bersgalio è Cuba. Cancellare la Baia dei Porci (una disfatta democratica) sarebbe fare la storia. La famiglia Castro è avvisata. E il Don non avvisa due volte, come Maduro ha imparato sulla propria pelle.
IN EUROPA MELONI RESTA LA MIGLIORE
Definire quello che è successo una legittima reazione a fronte di una guerra ibrida è un atto geniale che, naturalmente, nessuno ha capito. Sapete qual è un altro fronte di guerra ibrida attualmente aperto? Sì, quello della Russia contro l’Europa. E sì, è appena arrivato un simpatico avviso di sfratto a Putin. Che solitamente reagisce minacciando tragedie nucleari, ma stavolta non ha raccolto. E no, non ci sta ignorando. Sta invece valutando quanto quella Italiana sia una posizione isolata. Leggendo Merz e Macron parrebbe non molto.
In definitiva, lo ripeto, il Venezuela chiuderà la parentesi aperta con l’invasione di Kiev spiegando ai Brics che l’Occidente può giocare al loro gioco molto meglio di loro che lo hanno inventato. E questo porterà a una pace molto tesa, ma anche molto diffusa, con zone di influenza e deterrenza. Non sarà il massimo, ma questo è il multipolarismo che sognavate.
E che non poteva essere, e infatti non è stato, una utopia irenica. Ma doveva essere, e infatti è stato, per 4 anni, una pentola a pressione. Che potrebbe essere stata fatto sfogare ieri. Se questo fosse il caso, sapete chi ringraziare.
Luca Rampazzo

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