Non si capisce più niente, riguardo alle ragioni di destra e quelle di sinistra.

Il cosiddetto “inciucio” è compiuto, con la conseguenza che si va verso una “completa perdita di identità politica dei partiti”. Non si capisce più niente, riguardo alle ragioni di destra e quelle di sinistra.
Volendo analizzare il risultato scaturito dal voto, al di là delle credenze politiche di ognuno di noi, occorre dire che la soluzione più logica sarebbe stata la costituzione di un governo monocolore capeggiato dalla coalizione che ha ottenuto il maggior numero di consensi (Partito democratico e Sel) , con l’appoggio esterno (senza entrate nel governo) del Movimento 5 Stelle. Una simile soluzione, valida per il tempo strettamente necessario per fare la nuova legge elettorale e la riforma del Parlamento (abolizione di una delle due Camere e riduzione della metà dei parlamentari) avrebbe consentito, in un tempo ragionevolmente breve, di andare a nuove elezioni.
Il Movimento 5 Stelle, dopo l’inaspettato grande successo, ha mancato l’occasione di collaborare alla costituzione del governo e consentire il varo delle riforme accennate; condizioni indispensabili per governare il Paese.
La inattività del partito di Beppe Grillo ha provocato una perdita di consensi, come risulta dai recenti sondaggi.
In una situazione di grande confusione politica, come quella attuale, caratterizzata dalla litigiosità della base del Pd, incapace di esprimere un vero leader, non c’è da meravigliarsi se le intenzioni di voto degli italiani collocano al primo posto il partito di Silvio Berlusconi, che vincerebbe non per propri meriti, ma per i demeriti altrui. I nostri lettori sanno che noi non siamo animati da spirito radicale nei confronti di una parte politica, a svantaggio dell’altra. Resta il fatto che Berlusconi ha amministrato nell’ultimo decennio, otto anni, con il risultato che è sotto gli occhi di tutti, perché non sarebbe onesto addossare a Mario Monti tutte le responsabilità, che ha mandato il Paese in recessione, ma con tutta probabilità lo ha anche salvato dal fallimento.
Dunque, continua l’anomalia tutt’italiana: con Pdl, Pd, Lista Monti e Movimento 5 Stelle, che non hanno un partito di riferimento a livello europeo.

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